Natalino Ventrella aveva anticipato

che in questa settimana sarebbe

giunta la risposta da parte della regione sul P.U.G.

approvato pochi mesi prima del termine dell’amministrazione GIGANTELLI, non solo, ma sue fonti avrebbero anche assicurato che l’esito della risposta sarebbe stato negativo.

Effettivamente l’ex consigliere non si sbagliava su nulla. A distanza di una settimana la Regione ha dato parere negativo sul Piano Urbanistico Generale di Turi.

D. Sig. VENTRELLA, ma come è potuto succedere una cosa del genere? Siamo stati ridicolizzati, dal momento che in un periodo caratterizzato dalla digitalizzazione, il comune di Turi non è riuscito a compilare un documento così importante, in maniera corretta.

R. Inutile nasconderlo. Turi è stata derisa da tutti i dirigenti della Regione chiamati a valutare la correttezza del documento. Un danno non solo per l’immagine del paese, ma un’offesa per tutti i turesi ed anche al nostro consigliere regionale dott. BOCCARDI per giunta, anche assessore durante quel periodo.

D. Secondo Lei come mai è potuto succedere una cosa del genere?

R. Per quel documento, fu composta una commissione col preciso compito di lavorare affinchè si avesse una chiara situazione del nostro paese per poi procedere alla suddivisone delle zone a seconda delle necessità e delle compatibilità. Quel gruppo era formato dalla dot.sa LENATO presidente, il sottoscritto vice – presidente, il prof. LEOGRANDE, il dot. DE NOVELLIS  ed il sig. D’ADDABBO tra l’altro anche assessore con delega all’urbanistica. In un primo momento avevamo lavorato molto bene, fino a quando cioè fu votato il D.P.P. (Documento Preliminare della Progettazione) necessario per la compilazione del P.U.G. Successivamente però successe una cosa che ho sempre sostenuto fosse estremamente strana: Lenato, Leogrande e De Novellis si dimisero facendo decadere di fatto la commissione stessa. Una decisione che ho sempre definito misteriosa anche perché se avessimo continuato a lavorare così come avevamo fatto fino a quel momento, avremmo concluso i lavori secondo quanto le disposizioni in materia stabilivano. Si è pensato invece più a cercare di sfiduciare il sindaco GIGANTELLI a 7 mesi dalla votazione del Piano Urbanistico. Inoltre è chiaro che non avevano neanche studiato bene la materia. Con chiari elementi di illegittimità infatti, in passato l’intero P.U.G. decadeva. Dal momento che le leggi sono cambiate, ora non decade nulla, bensì si procede alla modifica della parte dichiarata illegittima (Legge Regionale D.R.A.G. 2000).

D. Come mai, se una commissione lavora in maniera autorevole, si arriva alle dimissioni di ben tre elementi su cinque? Le ha definite dimissioni misteriose, perchè?

R. Non vorrei dir nulla che non posso provare con dati certi. Ciò che è  indiscutibile è che sono stati spesi INUTILMETE ben 250.000 € per conquistare una figuraccia di proporzioni  davvero esagerati e questo mentre l’allora assessore Franco D’ADDABBO continuava a sostenere che tutto era sottocontrollo e che non c’era nessun pericolo per l’approvazione del P.U.G.

D. Sembra che dietro questa figuraccia ci sia molto altro, che si continua a voler mantenere nell’ombra.

R. Sicuramente ci sono parecchi elementi che mi inducono a vedere l’evoluzione che ha portato alla votazione del P.U.G. con molta diffidenza. Questa volta però c’è stata qualcosa che è andata male per cui non è decaduto nulla ed il progetto P.U.G. sarà rivisto, ma non abbandonato. Anche durante l’amministrazione STEFANACHI, quando si cercò anche in quella occasione di votare il P.R.G. (paragonabile all’attuale P.U.G.), fu nuovamente l’allora assessore D’ADDABBO che garantì sulla correttezza della votazione. Ciò che è successo dopo è storia ormai ben nota: votazione non corretta quindi documento invalidato. “Chi non conosce le leggi poi sarei io…

D. Qual è il punto che ha reso la nostra figuraccia ancor più ridicola?

R. Ce ne sono tanti. I più clamorosi a mio parere sono tre.

Tra le risposte addotte dalla Regione, vi è una nota in cui si evidenza una incongruenza con i calcoli basilari del dimensionamento del settore residenziale. Si è sbagliato, in altre parole, a contare quanti abitanti hanno la residenza nel nostro paese.

Inoltre a pag. 60 del P.U.G. / N.T.A. si parla di trulli a Turi. In tanti anni di vita, non mi sono mai accorto che nel mio paese ci fossero dei trulli.

Per concludere, ricordo anche della zona “M” del P.U.G. definita Parco urbano attrezzato, individuata in via Rutigliano. In pratica se si fosse voluto ingrandire il campo sportivo, bisognava andare in via Rutigliano. Sono stati modificati quindi il le particelle di quelle terre che da terreni agricoli, sono diventati suoli edificabili. Ancor più strano se si pensa che nella proposta era stata prevista anche una quota residenziale per proprietari e gestori. In definitiva, quei terreni agricoli erano divenuti terreni edificabili, facendo un salto di rendita bello sostanzioso. Guarda caso, in quelle zone ci sono delle terre di consiglieri e assessori della passata amministrazione che pensano di continuare ancora oggi l’opera rimasta incompleta. Secondo me la Sicilia davanti a tutto questo, parrebbe un paradiso.