Emirati Arabi Uniti
Gli Emirati Arabi Uniti presentano un’economia aperta e dinamica che, nell’arco di pochi decenni, ha saputo trasformarsi in una delle realtà più sviluppate del Medio Oriente, riuscendo a sfruttare al meglio le ingenti riserve di petrolio e gas naturale del territorio e la favorevole posizione geografica fra Asia, Europa ed Africa. Il paese è diventato il principale hub logistico e commerciale della regione, dove più della metà delle merci che entrano nel paese vengono riesportate verso altri mercati (per un valore nel 2019 di 145 miliardi di dollari), nonché una destinazione turistica di primaria importanza, che ha in Dubai una delle città più visitate al mondo.
Anche gli EAU sono stati colpiti duramente dalla pandemia da Covid-19, con notevoli ripercussioni sull’economia: da un lato, il crollo della domanda e dei prezzi del greggio ha messo sotto pressione l`industria petrolifera (principale settore del paese con valore aggiunto sul PIL del 30%) e le entrate pubbliche (dipendenti dai proventi della vendita degli idrocarburi per oltre il 50%); dall’altro, alcuni dei comparti più significativi del settore non petrolifero (commercio, trasporto aereo, immobiliare e turismo, tutti fortemente dipendenti dalla mobilità delle persone) sono stati investiti direttamente dalle misure di contenimento dell’infezione (chiusura dei confini, sospensione dei voli e lockdown).
Ciononostante, il Paese sta evidenziando un’apprezzabile capacità di reazione, che si radica nei solidi fondamentali dell’economia: basso livello di indebitamento pubblico, consolidato surplus delle partite correnti e reddito pro capite tra i più elevati al mondo. Grazie alle ingenti riserve valutarie accumulate negli anni e a un sistema bancario adeguatamente capitalizzato, gli EAU sono stati in grado di fornire sin da subito un forte sostegno alle imprese attivando risorse per circa 77 miliardi di dollari (circa il 22% del PIL).
La contrazione del PIL nel 2020 (-3,5% secondo il FMI) si prospetta comunque inferiore rispetto a quella prevista a livello globale, e già nel 2021 (+3,3%) l’attività economica dovrebbe recuperare e ritornare su livelli prossimi a quelli pre-crisi. Nel lungo periodo, i tassi di crescita sono attesi positivi, grazie all’attuazione di ambiziosi piani di diversificazione economica, in un contesto, tuttavia, fortemente sfidante e caratterizzato da un’accentuata incertezza.
Tra i settori a maggiore valenza strategica per questo paese si segnalano quelli dell’agricoltura altamente tecnologica e del farmaceutico/sanitario. Ingenti investimenti sono anche attesi in settori ad alta intensità di innovazione (sicurezza cibernetica, intelligenza artificiale, energie rinnovabili, spazio, automazione industriale, mobilità sostenibile, scienze della vita, economia circolare).

Indicatori Macroeconomici:

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(Fonte: Elaborazioni Ambasciata d'Italia, Ime )