Ok al decreto della ministra De Micheli che aumenta di 160 milioni le risorse del Fondo affitto 2020 e amplia la platea di chi può fare domanda, includendo anche le persone che hanno guadagnato di meno a causa del lockdown. Per l’attuazione del Fondo la palla ora passa a Regioni e Comuni.

Aumentano di 160 milioni di euro le risorse destinate ad aiutare le famiglie che hanno difficoltà economiche o redditi bassi a pagare l’affitto di casa. Più nello specifico, 140 milioni di euro sono destinati alle famiglie a basso reddito che vivono in affitto, mentre i restanti 20 milioni vanno agli studenti fuori sede.

“Si tratta dello stanziamento più alto degli ultimi dieci anni dal 2010 ad oggi - si legge di una nota dal Ministero delle infrastrutture e trasporti (MIT) - e che servirà ad intervenire concretamente sui contesti sociali più fragili per alleggerire e supportare tante persone e tante famiglie che, con la pandemia, hanno vissuto e vivono tutt’ora una situazione economica di grande disagio e incertezza”.

Che cos’è il Fondo affitti e come è cambiato con il Covid

Il “Fondo affitti” per il quale il MIT ha appena stanziato ulteriori risorse, in linea con l'aumento della dotazione previsto dal decreto Rilancio, comprende in realtà due fondi distinti:

  • da una parte, il Fondo nazionale di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione, cioè una misura di sostegno al reddito per le categorie più deboli, che eroga un contributo parziale per il pagamento dell’affitto a favore di inquilini, i quali, pur avendo i requisiti, non riescono ad accedere al sistema di edilizia residenziale pubblica;
  • dall'altra, il Fondo inquilini morosi incolpevoli, cioè uno strumento che agevola la ricerca di una nuova abitazione da parte dei soggetti sottoposti a procedura di sfratto per morosità incolpevole.

Per venire incontro alle necessità delle famiglie italiane colpite dalla crisi economica causata dalla pandemia, la legge di conversione del decreto Cura Italia ha ripartito le risorse dei due fondi tramite una procedura d’urgenza, in modo da permettere a Regioni e Comuni di poter disporre subito di queste somme. In questo modo per il 2020 al Fondo per l’accesso alle abitazioni in locazione sono stati assegnati 60 milioni di euro, mentre al Fondo inquilini morosi incolpevoli sono andati 9,5 milioni.

Grazie al decreto del MIT vengono ora dettati i criteri generali di accesso ai Fondi, rendendo disponibili le risorse aggiuntive a sostegno degli affitti delle famiglie italiane stanziate dal decreto Rilancio.

Si amplia la platea di beneficiari dei contributi

Grazie ai 160 milioni di euro aggiuntivi, si amplia ulteriormente anche la platea delle persone che possono fare domanda di contributo. 

Per quel che concerne il Fondo Morosità Incolpevoli, infatti, adesso possono accedervi non solo i destinatari dei provvedimenti di sfratto, ma anche le persone che hanno subito una perdita di oltre il 30% del proprio reddito IRPEF a causa del Covid e che non dispongono di sufficiente liquidità per far fronte al pagamento del canone di locazione e degli oneri accessori. La riduzione del reddito deve riguardare i mesi del lockdown (marzo-maggio 2020) a va calcolata rispetto allo stesso periodo del 2019.

Per quanto riguarda invece il Fondo sostegno affitti, l’estensione riguarda tutte le persone che hanno un ISEE non superiore a 35mila euro e che dichiarano una perdita superiore al 20% nel periodo marzo-maggio 2020 rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. 

Le condizioni di accesso saranno fissate dalle Regioni

Grazie a quanto stabilito con il decreto Cura Italia, le risorse sono ripartite tra le Regioni e sono immediatamente spendibili dai Comuni.

Quanto alle condizioni di accesso all'aiuto, il MIT specifica che, nel rispetto dei principi generali indicati dal decreto, queste saranno fissate dalle Regioni, che dovranno anche verificare che i beneficiari siano davvero in regola con i requisiti richiesti.

Infine, alle Regioni viene anche data la possibilità di integrare le risorse del Fondo Affitti con quelle assimilabili e riconducibili all’emergenza Covid.

Da parte sua, il MIT si limiterà ad effettuare il monitoraggio della spesa attraverso un format in base al quale le Regioni dovranno fornire il resoconto sull'andamento del Fondo, in linea quanto stabilito dalla Corte dei conti.