Basilicata, Piemonte, Puglia, Sicilia e Toscana hanno pubblicato nuovi bandi a valere sulla misura 21 del PSR, l'intervento straordinario previsto da Bruxelles per compensare singoli agricoltori e PMI agricole per i mancati guadagni causati dal Coronavirus. Dagli agriturismi alle fattorie sociali, ecco i beneficiari dei contributi forfettari una tantum.

Agricoltura: via libera agli aiuti forfettari per le imprese colpite da Covid-19

La misura straordinaria 21 “Sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori e PMI particolarmente colpiti dalla crisi di Covid-19” prevede la concessione di contributi forfettari per aiutare gli agricoltori e le piccole e medie imprese agricole più danneggiate dal Coronavirus ad uscire dalla fase di emergenza. I bandi delle Regioni italiane che hanno già attivato il sostegno una tantum si chiuderanno a breve, per poter erogare i pagamenti in fretta, come previsto da Bruxelles.

Gli ultimi bandi pubblicati sono quelli di Basilicata, Piemonte, Puglia, Sicilia e Toscana.

Recovery Plan: gli investimenti per l'agricoltura

Come funzionano gli aiuti forfettari Covid del PSR

Ad aprile il commissario europeo all'Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, Janusz Wojciechowski, ha proposto di finanziare con il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale la concessione di aiuti forfettari per sostenere le imprese e gli agricoltori danneggiati dal Covid-19.

L'importo degli aiuti, inizialmente fissato a un massimo di 5mila euro per gli agricoltori, è stato poi elevato a 7mila euro da Parlamento UE e Consiglio, che hanno invece confermato la soglia di 50mila euro proposta per le PMI.

La nuova misura può assorbire fino al 2% della quota FEASR dei Programmi di sviluppo rurale in ogni Stato membro, nel caso dell'Italia corrispondente a circa 400 milioni di euro, cui si aggiungono altrettante risorse di quota nazionale. Per rendere rapido ed effettivo il sostegno al settore, i pagamenti di questa misura del PSR devono essere erogati entro il 30 giugno 2021 ed entro la data del 31 dicembre 2020 le domande di sostegno devono risultare almeno approvate dalle autorità competenti.

Spetta agli Stati membri identificare le categorie di agricoltori e imprese destinatarie della misura. In particolare, i Paesi definiscono le condizioni di ammissibilità e i criteri di selezione per i singoli agricoltori in relazione ai settori produttivi, i tipi di allevamento, le strutture agricole, il canale di commercializzazione dei prodotti e il numero di lavoratori stagionali; nel caso delle PMI agricole, invece, i criteri per l'individuazione dei beneficiari riguardano il settore di appartenenza, i tipi di attività e la localizzazione regionale.

Aiuti Covid per agricoltori e PMI: i bandi della misura 21 del PSR

L'Italia ha scelto di concentrare il sostegno straordinario del FEASR su categorie di imprese che hanno risentito fortemente dell'emergenza Coronavirus, perchè del tutto impossibilitate a operare durante il periodo di lockdown, anzitutto agriturismi, fattorie didattiche e sociali. La misura 21 del PSR è però aperta anche ad altre categorie di imprese, come le aziende florovivaistiche, quelle orticole con colture primaverili, le aziende vitivinicole e le stalle con vacche da latte e vitelli a carne bianca, e in alcune regioni è rivolta alla totalità delle aziende agricole.

Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Umbria e Campania si sono fermate per ora alla pubblicazione dei bandi della sottomisura 21.1, rispettivamente, da 3,2 milioni, 4 milioni, 7 milioni e 6 milioni di euro, esclusivamente dedicati ai settori dell’agriturismo, dell’agricoltura sociale e alle fattorie didattiche. Anche l'Emilia-Romagna, l'unica ad aver chiuso lo sportello già a settembre, ha messo circa 3 milioni di euro a disposizione delle sole imprese agrituristiche e fattorie didattiche.

La Toscana, invece, ha pubblicato inizialmente un bando da 17 milioni e 348mila euro a valere sulla sottomisura 21.1 per preservare il tessuto economico e produttivo della filiera agrituristica e delle fattorie didattiche, cui hanno fatto seguito i bandi attuativi delle sottomisure 21.2 e 21.3, entrambi aperti dal 23 ottobre e dedicati, rispettivamente, alle PMI della trasformazione e commercializzazione dei prodotti lattiero-caseari e alle micro imprese e PMI della trasformazione dei prodotti floricoli.

Partenza il 23 ottobre anche per il bando della regione Puglia, che stanzia 6,2 milioni per gli aiuti al settore dell’agriturismo, delle masserie didattiche e dei boschi didattici, mentre l'avviso da 5 milioni della Sicilia, destinato agli agricoltori che esercitano attività agrituristica e di fattoria didattica, è aperto dal 16 ottobre.

La regione Abruzzo, invece, è partita da subito con un bando, da 9,5 milioni, aperto sia alle aziende che esercitano attività agrituristica, di agricoltura sociale o di fattoria didattica, che alle imprese del settore lattiero-caseario bovino, della carne ovi-caprina, del settore florovivaistico e del settore orticolo e alle PMI di trasformazione attive nei settori olivicolo, vitivinicolo e orticolo. Settori su cui in parte insiste anche il bando aperto il 22 ottobre dalla regione Piemonte, che stanzia 9,6 milioni per gli allevamenti di bovini da carne, per gli operatori del florovivaismo e per gli apicoltori.

Anche Lombardia, Calabria e Veneto hanno allargato la platea dei beneficiari, destinando rispettivamente 20, 21 e 23 milioni di euro a una varietà di soggetti.

La Lombardia, in particolare, ha destinato un sostegno forfettario da 7mila euro alle imprese agricole che svolgono le attività di florovivaismo, agriturismo e allevamento di vitelli macellati entro gli otto mesi di vita.

In Calabria la misura 21 attiva due tipologie di intervento: un premio forfettario da 7mila euro per il sostegno agli agricoltori dei settori lattiero-caseario, florovivaismo e agriturismo, fattorie didattiche e sociali, e contributi fino a 30mila euro per le PMI del settore vitivinicolo e per quelle lattiero-casearie.

In Veneto, invece, gli aiuti sono destinati alle imprese che operano nei settori della produzione florovivaistica, dell'allevamento del vitello a carne bianca con ristallo proveniente dall’estero, della produzione di latte vaccino, della coltivazione di radicchi primaverili, lattuga, asparagi e fragola, oltre ad agriturismi, fattorie didattiche e sociali e alle aziende agricole ubicate nel comune di Vò Euganeo dichiarato “zona rossa” con divieto totale di accesso e di uscita già dal 23 febbraio 2020.

Raggio ancora più ampio per la Basilicata, che dopo un bando da 1,7 milioni dedicato solo ad agriturismi, fattorie didattiche e sociali, ha aperto il 17 ottobre un avviso da 11,6 milioni rivolto a tutte le aziende agricole regionali.

Stesso approccio per la Liguria, con un bando da 6,1 milioni che si rivolge a tutte le imprese agricole attive alla data del 1° gennaio 2019 che hanno subito, nel primo semestre 2020, una riduzione di fatturato pari almeno al 30% in rapporto al fatturato del primo semestre 2019 e di importo pari almeno a 2mila euro.