A partire da oggi, 20 ottobre, scattano i termini per richiedere il credito d’imposta per l’acquisizione di servizi digitali, previsto dal decreto Rilancio. C'è tempo, invece, fino alla fine del mese per accedere ad un'altra agevolazione introdotta dal dl n. 34-2020: il bonus una tantum edicole. Ecco le istruzioni per accedere ai benefici.

Credito d'imposta per servizi digitali, via alle domande

In base al decreto Rilancio, alle imprese editrici di quotidiani e periodici è riconosciuto, per l’anno 2020, un credito d’imposta per l’acquisizione di servizi digitali nel limite di spesa complessivo di 8 milioni di euro.

Sono requisiti di ammissione al credito d’imposta:

  • la sede legale nello spazio economico europeo;
  • la residenza fiscale ai fini della tassabilità in Italia ovvero la presenza di una stabile organizzazione sul territorio nazionale, cui sia riconducibile l’attività commerciale cui sono correlati i benefici;
  • l’attribuzione del codice di classificazione ATECO “58 ATTIVITA’ EDITORIALI”: 58.13 (edizione di quotidiani); 58.14 (edizione di riviste e periodici); 
  • l’iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC), istituito presso l’Autorità per le Garanzie nella Comunicazione;
  • l’impiego di almeno un dipendente a tempo indeterminato. 

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 30% della spesa effettiva sostenuta, nell’anno 2019, per i una serie di servizi digitali:

  • acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale;
  • information technology di gestione della connettività.

Le domande possono essere presentate dal titolare o legale rappresentante dell'impresa - tra il 20 ottobre ed il 20 novembre 2020 - esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita procedura disponibile nell'area riservata del portale impresainungiorno.gov.it, accessibile, previa autenticazione via SPID o CNS, dal percorso di menù "Servizi on-line" , "Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria" , "Credito d'imposta servizi digitali".

Entro il 31 dicembre, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede a formare l’elenco dei soggetti ammissibili, con il relativo importo spettante per ciascuno.

Bonus una tantum edicole, domande fino al 30 ottobre

Il decreto Rilancio ha introdotto anche un contributo una tantum fino a 500 euro per le persone fisiche esercenti punti vendita esclusivi per la rivendita di giornali e riviste, non titolari di redditi da lavoro dipendente o pensione, a titolo di sostegno economico per gli oneri straordinari sostenuti per lo svolgimento dell’attività durante l'emergenza sanitaria connessa alla diffusione del COVID-19.

Sono requisiti di ammissione al beneficio:

  • l’esercizio dell’attività di rivendita esclusiva di giornali e riviste, con l’indicazione nel registro delle imprese del codice di classificazione ATECO 47.62.10, quale codice di attività primario, con sede legale in uno Stato dell’unione europea o nello Spazio economico europeo. L'attività può essere esercitata da persona fisica in forma di impresa individuale, ovvero da persona fisica quale socio titolare dell’attività nell’ambito di società di persone;
  • non essere titolare di redditi da lavoro dipendente o redditi da pensione.

I termini per la presentazione delle domande sono scattati il 1° ottobre e si chiudono il 30 ottobre 2020.

Le domande possono essere presentate dal titolare o legale rappresentante dell'impresa esclusivamente per via telematica, attraverso un’apposita procedura disponibile nell'area riservata del portale impresainungiorno.gov.it, accessibile, previa autenticazione via SPID o CNS, dal percorso di menù "Servizi on-line", "Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria" , "Bonus una tantum edicole".

Acquisite le domande, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede a formare l’elenco dei soggetti ai quali è riconosciuto il contributo, con l’importo a ciascuno spettante, nel limite massimo di 500 euro.