La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il decreto attuativo del Fondo ristorazione, per la concessione di contributi a fondo perduto a ristoranti, mense, agriturismi, alberghi e catering, a fronte degli acquisti di prodotti di filiere agricole e alimentari locali.

Finanziato con 600 milioni di euro dal decreto Agosto, il Fondo ristorazione sostiene l'acquisto di prodotti alimentati e vitivinicoli, anche DOP e IGP, provenienti dal filiere del territorio. La legge di conversione del dl 104-2020 ha ampliato la platea dei beneficiari dei contributi a fondo perduto, che potranno essere richiesti non solo dai ristoranti, ma anche da agriturismi, mense, catering per eventi e alberghi.

"Finalmente possiamo dire che il Fondo ristorazione entra nel vivo e in tempi strettissimi sarà a disposizione di tutti coloro che ne faranno richiesta”, ha commentato la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova.

Fondo ristorazione, come funziona

Il bonus ristorazione è un contributo a fondo perduto, di importo compreso tra 1.000 e 10mila euro, concesso per gli acquisti di prodotti agroalimentari, inclusi prodotti vitivinicoli, della pesca e dell'acquacoltura, anche DOP e IGP, che valorizzino la materia prima di territorio. Deve trattarsi, cioè di prodotti acquistati attraverso il canale della vendita diretta, oppure ottenuti da una filiera integralmente nazionale, dalla materia prima al prodotto finito.

Gli acquisti devono essere effettuati dopo il 14 agosto 2020 ed essere dimostrati attraverso apposita documentazione fiscale. Inoltre, la spesa deve comprendere almeno 3 differenti tipologie di prodotti agroalimentari, con il prodotto principale che non supera il 50% della spesa totale.

Il decreto attuativo riconosce priorità agli acquisti di prodotti DOP e IPG e di prodotti ad alto rischio di spreco, che sono elencati nell'allegato al provvedimento e rientrano nel paniere già elaborato dal "Tavolo per la lotta agli sprechi e per l'assistenza alimentare" per il Programma di distribuzione delle derrate alimentari finanziato dal FEAD, il Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti 2014-2020.

Chi può ottenere il Bonus ristorazione

Il contributo a fondo perduto è riservato alle imprese attive nel settore della ristorazione, con codice ATECO prevalente 56.10.11 (ristorazione con somministrazione), 59.29.10 (mense) e 56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale). In fase di conversione in legge del decreto Agosto sono stati aggiunti anche i codici 56.10.12 (attività di ristorazione connesse alle aziende agricole), 56.21.00 (catering per eventi), e limitatamente alla somministrazione di cibo, il codice 55.10 (alberghi).

Il contributo è concesso sia alle imprese che hanno avviato l'attività a decorrere dal 1° gennaio 2019 che a quelle già attive prima di tale data il cui fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2019.

Come richiedere il Bonus ristoranti a Poste Italiane

Il gestore del Fondo Ristorazione è Poste Italiane e le domande di contributo possono essere presentate sia mediante un'apposita piattaforma web, il portale della ristorazione, che agli sportelli postali.

Una volta che il soggetto gestore ha espletato la verifica del rispetto del massimale degli aiuti de minimis, il Ministero delle Politiche agricole autorizza in automatico la corresponsione di un anticipo pari al 90% del valore del contributo riconosciuto, che viene erogato tramite bonifico da Poste Italiane.

Entro 15 giorni dall'anticipo il soggetto beneficiario presenta a Poste Italiane la quietanza di pagamento degli acquisti, che sblocca l'emissione del bonifico a saldo del bonus.