I dati pubblicati dall’Istat rilevano che nel 2019 le esportazioni italiane verso la Svizzera hanno fatto registrare un incremento del 16,6% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 26 miliardi di euro. E' questa la seconda migliore performance dell'export italiano dopo quella registrata verso il Giappone (+19,7%).Con tale risultato l'Italia si colloca al terzo posto tra i Paesi fornitori della Svizzera, preceduta solo da Germania e Stati Uniti.Gli incrementi maggiori si registrano nel settore pelli e accessori con una crescita del 55,4% pari a 8,1 miliardi di euro, nei metalli di base e prodotti in metallo con +48,4% pari a 4,5 miliardi di euro, e negli articoli farmaceutici chimico medicinali con +5,6% per un valore di 2.9 miliardi di euro. Positiva anche la performance del comparto agroalimentare e bevande che ha registrato un incremento del 3,5% raggiungendo 1,3 miliardi di euro di prodotti esportati nella confederazione Elvetica.Quanto alle importazioni dalla Svizzera esse si sono mantenute a livello stabile rispetto al 2018 con un valore pari a 10,9 miliardi di euro (-0,2%).Il saldo commerciale attivo per l'anno in oggetto ha superato i 15 miliardi di euro.La Svizzera con un reddito pro capite di oltre 72'000 Euro rappresenta uno dei paesi più ricchi d'Europa e con un potere d'acquisto fra i più alti al mondo. La domanda interna è sempre molto forte.La Svizzera apprezza e valorizza le produzioni made in Italy tanto che ora è il quarto mercato al mondo per i prodotti italiani.E’ fra i paesi finanziariamente più solidi del Vecchio continente e al mondo, con un rapporto Debito/PIL al 29,5% e stabilmente in avanzo finanziario.Il sistema istituzionale elvetico rappresenta un esempio di assoluta stabilità, garantendo il funzionamento efficace ed efficiente dell'apparato statale, che tiene conto tra l'altro anche delle caratteristiche dei singoli cantoni che compongono la Confederazione.La Svizzera si colloca al centro dell'Europa ed è un punto essenziale di passaggio tra i Paesi germanici e quelli latini. L'efficienza dei suoi trasporti ferroviari e stradali ne fanno un Paese fondamentale per il commercio italiano.Nel mese di agosto 2020 le cifre d’affari del commercio al dettaglio corrette in base all’effetto dei giorni di vendita e dei giorni festivi sono aumentate in termini nominali dell’1,6% rispetto ad agosto 2019.Nel settembre 2020 l’indice dei prezzi al consumo (IPC) è rimasto stabile rispetto al mese precedente, attestandosi a 101,2 punti (dicembre 2015 = 100). Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il rincaro è stato del –0,8%.Ad agosto 2020 le esportazioni hanno continuato la loro ripresa, mentre le importazioni sono calate. Con un incremento del 3,7 per cento in un mese, le esportazioni hanno superato la soglia dei 18 miliardi di franchi.Nell’agosto 2020 l’indice totale dei prezzi alla produzione e all’importazione è diminuito dello 0,4% rispetto al mese precedente, portandosi a 97,9 punti. Il calo è dovuto in primis alla riduzione dei prezzi dei prodotti chimici e farmaceutici.