Ma come fare per ottenere l’esenzione di questa tassa da pagare? Chi ne ha diritto?

 

Questa imposta esiste dal 2014, cioè da quando è andata a sostituire altre tre tasse: la Tia (Tariffa di igiene ambientale), la Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) e la Tares (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi).

 

La tassa distingue utenze domestiche e non domestiche. Il primo caso tiene conto della superficie totale dell’immobile e del numero degli occupanti.

Per le utenze non domestiche, invece, si tiene conto dell’attività svolta e della superficie del locale.

Utenze domestiche

La tariffa sui rifiuti è così composta:

-una quota fissa, per il calcolo della quale bisogna moltiplicare i metri quadrati dell’immobile (determinati sulla base della superficie calpestabile) per la tariffa corrispondente al numero degli occupanti dello stesso. Se l’intestatario dell’utenza è residente nell’immobile, quest’ultimo dato viene reperito negli archivi anagrafici del Comune e corrisponde al numero dei componenti il nucleo familiare. Se invece l’intestatario dell’utenza non risiede nell’immobile,il numero degli occupanti viene determinato in via presuntiva, in rapporto alla superficie dei locali, secondo la seguente tabella:

  • da mq 0 a mq 45: 1 componente convenzionale
  • da mq 46 a mq 60: 2 componenti convenzionali
  • da mq 61 a mq 75: 3 componenti convenzionali
  • da mq 76 e oltre: 4 componenti convenzionali
  • una quota variabile, rapportata alla quantità di rifiuto residuo conferito, comprensiva di un quantitativo minimo obbligatorio

a tassa distingue utenze domestiche e non domestiche. Il primo caso tiene conto della superficie totale dell’immobile e del numero degli occupanti.

Per le utenze non domestiche, invece, si tiene conto dell’attività svolta e della superficie del locale.

Utenze non domestiche

Anche per le utenze non domestiche la tariffa sui rifiuti si compone di una quota fissa e di una quota variabile, per il calcolo delle quali bisogna tener conto dei metri quadrati dell’immobile occupato e della tipologia di attività che viene svolta all’interno dello stesso.

Chi può ottenere l’esenzione

Come per tutte le tasse che paghiamo, vi è sempre un tipo di esenzione che può essere attribuita ai cittadini con determinati requisiti.

La TARI non va pagata se i locali non possono essere utilizzati o sono impraticabili, perché non producono rifiuti. L’esenzione si ottiene solo se non si hanno allacci a luce e acqua oppure se il locale è inagibile o inabitabile.

Inoltre, sono sempre esclusi dal pagamento della Tari:

-cantine, solai, androne;

-aree scoperte accessorie a locali tassabili;

-terrazze e balconi;

-aree verdi;

-immobili interessati da una ristrutturazione che duri almeno due mesi;

-centrali termiche, cabine elettriche e locali caldaia, vani ascensore;

-strutture sanitarie e mediche;

-palestre e locali di impianti sportivi e scuole di ballo;

-aree scoperte pertinenziali ad un locale soggetto a tributo eccetto le aree scoperte operative.

Come avere sconti sulla Tari

Ottenere uno sconto sulla TARI è molto semplice: come previsto dal regolamento di ciascun comune, bisognerà soddisfare dei requisiti.

La prima cosa da fare è presentare un modulo da prendere presso gli uffici municipali. Una volta compilato bisogna restituirlo al comune d’appartenenza a mano nell’ufficio preposto, oppure spedirlo tramite raccomandata AR.

Ecco le motivazioni per chiedere uno sconto sulla Tari:

-nell’abitazione c’è un solo inquilino;

-la casa non viene usata tutto l’anno;

-i locali non sono ad uso abitativo, ma utilizzati a carattere stagionale;

-abitazioni occupate da persone che vivono più di 6 mesi l’anno all’estero;

-fabbricati rurali ad uso abitativo;

-agevolazioni ISEE per redditi bassi: la soglia massima relativa al valore dell’ISEE sale a 20.000 euro per le famiglie con più di tre figli.

Potranno beneficiare del bonus Tari anche i titolari di reddito e pensione di cittadinanza.

-locali in cui vengono prodotti rifiuti speciali smaltiti autonomamente dai proprietari;

-sconto per il compostaggio;

-sconto del 20% quando il servizio della raccolta rifiuti risulta essere inefficiente o assente;

-sconto del 20% quando il servizio viene svolto in grave violazione alla disciplina di riferimento;

-sconto del 40% quando il punto di raccolta risulta lontano dalla zona servita;

-case vacanza;

-locali detenuti da Onlus o altri enti senza scopo di lucro;

-luoghi di culto;

-sconto per chi ricicla parte dei rifiuti prodotti in maniera conforme alla normativa vigente.