Viene chiamato modello francese, ed è quello cui il MISE si starebbe ispirando per mettere a disposizione delle aziende più piccole - quelle che non hanno avuto vantaggi dalle misure varate finora o che potrebbero avere difficoltà a ottenere i finanziamenti garantiti dallo Stato - dei contributi a fondo perduto. 

Gli indennizzi avranno come target quello delle micro e piccole imprese la cui attività è stata danneggiata dal “lockdown”. Si tratta ancora di ipotesi, e occorre attendere il decreto aprile prima che possano essere definite le modalità e le caratteristiche dell’intervento. Ma conosciamo il modello di riferimento, quello francese. 

Contributi a fondo perduto a micro e piccole imprese

Lo scorso 14 aprile Parigi ha ottenuto il via libera della Commissione europea a un Fondo di solidarietà rivolto alle imprese fino a 10 dipendenti con un fatturato annuo non superiore a 1 milione di euro, la cui attività è stata chiusa per decisione dello Stato a seguito della pandemia o il cui fatturato mensile di marzo e/o aprile si è dimezzato rispetto a quello dello stesso periodo del 2019. 

Come suggerisce il modello francese - che il MISE avrebbe intenzione di applicare, seppur con qualche modifica - non si tratterebbe di contributi a pioggia. 

La platea sarebbe quella delle imprese da 0 a 9 dipendenti: circa 4,1 milioni, stando ai dati Istat. 

Ma in base ai parametri su cui si starebbe basando il lavoro del MISE per definire l’entità dei contributi, la forbice potrebbe restringersi introducendo un tetto ulteriore, relativo al reddito imponibile dell’impresa: ricavi annui, situazione di crisi non antecedente al 31 dicembre 2019, perdita di fatturato, eventualmente reddito imponibile.

Le indicazioni di Bankitalia

La strada dei contributi a fondo perduto è la stessa indicata dalla Banca d'Italia in un paper per affrontare gli effetti nefasti della pandemia sul tessuto imprenditoriale.

I debiti (assistiti da garanzie pubbliche) accesi per far fronte alla crisi da Covid-19 non saranno immediatamente ripagati al termine dell’emergenza sanitaria, quindi Bankitalia suggerisce di puntare, nel breve termine, su trasferimenti diretti alle imprese da parte del Governo per compensare la perdita di fatturato e coprire le spese operative. 

"Il blocco delle attività azzera i ricavi di alcune aziende e l’impatto negativo sui flussi di cassa è solo in parte compensato dagli aggiustamenti di breve termine sui costi operativi e dagli aiuti pubblici già disponibili quali la cassa integrazione guadagni. Trasferimenti aggiuntivi a fondo perduto eviterebbero o ridurrebbero fortemente la necessità delle imprese di indebitarsi verso il sistema finanziario per far fronte allo shock da Covid-19. Anche le banche avrebbero meno rischi di incorrere perdite sui crediti in essere. Questo intervento richiede tuttavia che lo Stato si faccia carico nell’immediato di un ingente spesa, che si possano superare dei vincoli normativi a livello europeo e che si definiscano criteri di ammissibilità delle imprese agli aiuti pubblici che non creino eccessive controversie con le parti sociali e tra settori economici diversamente colpiti dalla crisi", si legge nel paper realizzato da Bankitalia.

Nel medio termine, Bankitalia suggerisce di creare un veicolo con capitale pubblico per la ristrutturazione di debiti delle imprese medio-grandi, che sarebbe finanziato con risorse patrimoniali pubbliche e con debito a lungo termine collocato sul mercato. L’ammontare di capitale dovrebbe essere sufficiente a far sì che i titoli di debito a lungo termine emessi dal veicolo siano ammissibili per i programmi di acquisto della BCE. Infine, si propone l'introduzione di incentivi fiscali per la ricapitalizzazione delle imprese, ad esempio attraverso una ACE “rinforzata”.