Mentre a livello nazionale il Governo continua ad aggiornare le misure a sostegno di imprese, lavoratori e famiglie colpiti dall'emergenza Coronavirus, anche le Regioni scendono in campo con bandi, incentivi e contributi per smart working, bonus baby sitter, didattica online, credito alle imprese e ammortizzatori sociali. Le ultime novità riguardano Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Toscana. 

Cosa prevede il Decreto Cura Italia per imprese, famiglie e lavoratori

Per ridurre i danni causati dal Coronavirus a imprese e cittadini non ci sono solo le misure del Governo centrale. In questi giorni, infatti, anche un numero crescente di regioni sta mettendo in campo una serie di misure per sostenere imprese e famiglie alle prese con i danni causati dall'emergenza Covid-19. Ecco quali sono.  

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Abruzzo: Nuove misure per imprese e famiglie

Il 17 aprile la Regione Abruzzo ha pubblicato due avvisi per sostenere imprese e famiglie alle prese con le conseguenze nefaste causate dalla pandemia. 

Nel primo caso, si tratta di un bando per la selezione di imprese (che in queste settimane hanno mantenuto in funzione impianti a ciclo continuo, senza avere però entrate a causa della pandemia) che saranno inserite in una lista di potenziali beneficiari di un incentivo economico a parziale ristoro dei costi fissi sostenuti per questa tipologia di impianti. La scadenza è fissata per il 30 aprile.

Sul versante famiglie, invece, è stato pubblicato il bando per quelle famiglie che, a causa della pandemia, si trovano in condizioni di particolare disagio. Si tratta di una misura annunciata il 10 aprile e che prevede l’erogazione di un contributo fino a mille euro per l’acquisto di beni di prima necessità. Per partecipare c’è tempo fino al 23 aprile.

Il 15 aprile, invece, la Regione Abruzzo ha modificato le procedure dei “controlli di primo livello” nell’erogazione dei fondi FSC 2007-13 e 2014-20, per immettere liquidità nel settore produttivo. La semplificazione prevista (e valida per tutto il periodo dell’emergenza) consiste nella realizzazione (durante questa fase di emergenza) dei controlli a posteriori per procedere subito, invece, alla liquidazione degli importi alle imprese. Si tratta di una scelta che, pur nella correttezza e regolarità delle spese finanziate, mira a rendere immediatamente disponibili per le imprese i fondi che, se no, avrebbero ricevuto più in là nel tempo.

Sul fronte lavoro, invece, dopo la firma del 30 marzo dell'Accordo quadro per l'erogazione della cassa integrazione in deroga, si sono aperti l’8 aprile i termini per l’invio delle domande di CIGD tramite la Piattaforma online SELFI

Il 2 aprile la Regione Abruzzo ha approvato un Pacchetto di misure da 100 milioni di euro per sostenere imprese e famiglie che stanno subendo i danni causati dall’epidemia da Coronavirus. Tra le principali misure figurano:

  • 20 milioni di euro per l’immediato pagamento degli stati di avanzamento lavori gestiti da Regione, Province e Comuni, stanziati grazie alla collaborazione con Cassa depositi e prestiti;
  • 13 milioni per la costituzione di un fondo perduto per le micro, piccole e medie imprese; 
  • 10 milioni per la sospensione dei canoni dei consorzi di bonifica; 
  • 6,3 milioni di euro per sostenere le micro, piccole e medie imprese per investimenti fatti o da fare a seguito della riconversione dell’attività per l’emergenza; 
  • 5 milioni per la sospensione dei canoni consortili delle imprese (Arap);
  • 5,5 milioni per finanziamenti di progetti di sviluppo per le graduatorie già in essere;
  • La sospensione di tutta una serie di tributi e canoni, inclusi i pagamenti dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica delle ATER;
  • 5 milioni per l’erogazione di contributo per l’acquisto di beni di prima necessità ai nuclei familiari, fino ad un massimo di 1.000 euro.

Tre altre misure finora attive ce ne è anzitutto una che prevede una moratoria sui finanziamenti regionali concessi. In particolare, dopo avere pubblicato l’ordinanza n. 9 del 18 marzo 2020 per la “Sospensione dei termini di pagamento delle rate dei mutui/prestiti facenti capo alle società in-house Abruzzo Sviluppo e FiRA”, la Regione rende note le modalità operative per accedere a questa possibilità. 

In particolare l’ultimo aggiornamento riguarda le istruzioni per chiedere la sospensione dei mutui erogati da FIRA. L’Ordinanza infatti accorda la possibilità, per i titolari di questi mutui ipotecari, di sospendere le rate di mutuo fino alla cessazione dello stato di emergenza, ovvero fino al 30 settembre 2020. I soggetti interessati possono presentare istanza tramite PEC scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per quanto riguarda invece i mutui concessi da Abruzzo Sviluppo, le imprese interessate alla sospensione possono fare domanda alla società che ne verificherà la regolarità. Possono infatti beneficiare della sospensione e di un corrispondente allungamento della durata dei piani di ammortamento, solo i soggetti in regola con i pagamenti (ma anche chi regolarizza la propria posizione prima della presentazione della richiesta, inclusi coloro che a seguito di provvedimenti di revoca hanno già sottoscritto un nuovo piano di rientro e fatta eccezione per coloro che non intendano avvalersi della sospensione). La sospensione, lo ricordiamo:

  • Riguarda il rimborso dei prestiti che è sospeso a partire dalla rata del mese di marzo 2020 e fino alla data del 30 settembre 2020;
  • Opera fino al 30 settembre 2020 e coinvolge tutti i termini perentori in corso posti a carico dei soggetti beneficiari dei prestiti con scadenza dal 1 marzo 2020;
  • Durante il periodo di sospensione dei pagamenti non sarà applicato alcun tasso di interesse.

Per quanto riguarda la società regionale FIRA, invece, è sospeso fino al 30 giugno il pagamento delle rate da parte delle imprese abruzzesi (in base alla L.R. 16/2002).

Ma per venire incontro alle necessità delle imprese, la Regione Abruzzo - come molte altre regioni italiane - ha deciso anche di prorogare i bandi finanziati con i fondi POR FESR, incluso quello da 5,6 milioni di euro per sostenere investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili (Azione 3.1.1) e quello da 3 milioni che sostiene l’inserimento dei ricercatori nelle imprese per favorire le attività di R&S a livello aziendale (Azione 1.1.1). 

Soluzioni analoghe si stanno pensando anche per il comparto cultura dove si punta sull’accelerazione delle attività di rendicontazione delle domande relative al 2019 afferenti alla L.R. 55/13 (che finanzia eventi nel settore cultura) e alla L.R. 46/14, ma anche alla rapida pubblicazione dei nuovi bandi 2020.    

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Basilicata: Fondo da 3,8 milioni per le imprese cooperative

Il 10 aprile la Basilicata ha attivato un nuovo Fondo per il sostegno allo sviluppo, innovazione e occupazione delle imprese delle cooperative, che ha una dotazione di oltre 3,8 milioni di euro. Grazie al Fondo le imprese cooperative potranno sostenere:

  • La propria capitalizzazione e il loro consolidamento finanziario;
  • Investimenti materiali ed immateriali;
  • Processi di ristrutturazione aziendale;
  • La costituzione di nuove imprese;
  • La salvaguardia e l’incremento dell’occupazione;
  • La formazione professionale dei soci, dei lavoratori e del management. 

Le imprese interessate possono inviare domanda di accesso dal 16 aprile, contattando il soggetto gestore che è CFI Cooperazione Finanza Impresa s.c.p.a.

Con Delibera del 27 marzo, invece, la Regione Basilicata ha lanciato il “Fondo Social Card Covid-19”, per sostenere le famiglie in difficoltà economica a causa dell’epidemia. Il Fondo ha una dotazione di 2,5 milioni di euro e garantisce un contributo a famiglia fino a 800 euro con cui acquistare generi di prima necessità. Più nello specifico le risorse saranno gestite  dai Comuni che potranno erogare buoni spesa alle persone in difficoltà, oppure distribuire direttamente i prodotti alle famiglie. Possono accedere alla “Social Card Covid-19” le persone:

  • Con residenza nel comune in cui viene presentata la richiesta;
  • In possesso di un titolo di soggiorno, se cittadini stranieri;
  • In stato di bisogno accertato dai servizi sociali;
  • Privi di reddito dal 1° gennaio 2020 e non beneficiari di altre forme di sostegno (fatto salvo situazioni eccezionali).

Sul fronte lavoro, invece, le imprese danneggiate dal Coronavirus, possono presentare domanda di cassa integrazione in deroga a partire dall’8 aprile. Le richieste vanno presentate esclusivamente online, tramite il sito www.lavoro.basilicata.it.

Per quanto riguarda le imprese, invece, la Regione Basilicata ha varato quattro misure per sostenere le imprese, ma anche i lavoratori, nell’affrontare la crisi generata dall’epidemia.

La prima riguarda il differimento dei termini per gli investimenti cofinanziati dalla Regione e la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti agevolati concessi dal Micro Credito.

E’ stato inoltre istituito il Fondo "Piccoli prestiti per il sostegno e il rafforzamento delle micro imprese lucane" da 9 milioni di euro, che ha l’obiettivo di contrastare il credit crunch verso questa tipologia di imprese. In particolare il Fondo concede un finanziamento (in parte a tasso zero e in parte a tasso agevolato) a favore di microimprese già esistenti ed attive che hanno difficoltà di accesso ai canali tradizionali del credito per ottenere liquidità per: 

  • Realizzare nuovi progetti; 
  • Espandere l’impresa; 
  • Rafforzare le sue attività generali compreso operazioni sul circolante.

Al Fondo possono accedere le microimprese, i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti, operanti in tutti i settori produttivi (industria, turismo, commercio, artigianato, servizi, socio sanitari -assistenziali, agroindustriali). 

Inoltre la Basilicata, come già fatto da altre Regioni, ha pubblicato un bando da 3 milioni di euro per sostenere lo smart working delle imprese, incluse quelle di grandi dimensioni.

Infine la Regione ha aderito all“Accordo per il credito 2019” sottoscritto a novembre 2019 dall’ABI e dalle principali Associazioni Imprenditoriali, che sospende o allunga il pagamento delle rate di mutuo attivate dalle PMI verso le banche, su investimenti cofinanziati da strumenti di incentivazione regionale.

Queste misure, si sommano al “Fondo sostegno all’occupazione delle imprese cooperative” da 3,8 milioni di euro, stabilito con determina del 17 marzo. Grazie al Fondo le imprese cooperative possono ricevere finanziamenti fino a 350mila euro con cui - tra le altre cose - acquistare merci o nuovi macchinari, pagare utenze, pubblicità, polizze assicurative o formazione. Le domanda potranno essere inviate via PEC dal 16 aprile.   

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Calabria: 5 milioni per PC e tablet per studenti

Il 10 aprile la Regione Calabria ha stanziato 5 milioni di euro di fondi europei per sostenere la didattica online delle scuole. L’obiettivo è di dotare gli studenti calabresi di attrezzature informatiche compatibili con l’e-learning (come PC e tablet) indispensabili per lo svolgimento della didattica a distanza.

Il 9 aprile, invece, la Regione Calabria ha lanciato due nuove misure a sostegno delle famiglie più in difficoltà e di una categoria specifica di “lavoratori”, cioè i tirocinanti. Più nello specifico si tratta di:

  • 25 milioni di euro ritagliati, tra fondi nazionali ed europei, per garantire alle famiglie in stato di bisogno farmaci e beni alimentari prodotti in Calabria;
  • 3,5 milioni di euro per sostenere 7mila tirocinanti che sono rimasti fuori dalle misure di tutela ai lavoratori. La Regione ha infatti previsto l’istituzione di un Fondo con cui erogare un contributo una tantum di 500 euro ai tirocinanti impegnati negli enti locali e negli uffici periferici calabresi di Mibac, Miur e Ministero della Giustizia.

Il 1° aprile la Regione Calabria ha varato “Riparti Calabria”, un Fondo da 150 milioni per sostenere le imprese calabresi colpite dalla crisi economica legata all’emergenza coronavirus. Grazie al Fondo, infatti, le piccole imprese e i professionisti a partita IVA potranno ricevere un sostegno che oscilla tra i 10 mila e i 400 mila euro, con cui assicurare la liquidità necessaria all’azienda.

Sul versante lavoro, invece, è possibile presentare la domanda di cassa integrazione in deroga (CIGD) a partire dal 2 aprile. Le domande vanno trasmesse per via telematica all’indirizzo PEC Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  . L’avvio della raccolta fa seguito alla firma dell’accordo quadro tra Regione e parti sociali del 24 marzo scorso. Il decreto Cura Italia - lo ricordiamo - mette a disposizione delle imprese calabresi poco più di 39 milioni di euro.

Oltre al Fondo ““Riparti Calabria”, per sostenere le imprese, la Regione ha messo in campo anche un provvedimento per sostenere la liquidità delle imprese. La Giunta regionale, infatti, ha deliberato la sospensione fino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate di rimborso dei finanziamenti concessi dalla Regione, a valere sui seguenti Fondi che erogano prestiti alle imprese: Fuif e Frif, Fondo regionale occupazione e inclusione (Foi), Fondo unico per l’occupazione e la crescita (Fuoc) e Fondo Garanzia Microcredito. 

La Calabria ha inoltre disposto la sospensione (dal 31 gennaio 2020 al 30 settembre 2020) dei termini previsti dai bandi per la realizzazione degli investimenti, per il loro completamento e per la rendicontazione finale. 

Sono sospesi, infine, i termini per la presentazione delle domande di agevolazione relative al Fondo per il sostegno all’Artigianato.  

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Campania: Ecco il Piano “COVID-19, garantire la salute, garantire il pane” da 604 milioni

L’8 aprile la Regione Campania ha varato un Piano da 604 milioni di euro per contrastare gli effetti socio-economici della crisi causata dalla pandemia. Si tratta di un vasto pacchetto di misure a sostegno di imprese e cittadini, tra cui le più importanti sono:

  • Un contributo alle famiglie con disabili non coperti dal Fondo Non Autosufficienti. La platea di destinatari, attualmente stimata in circa 51 mila persone, dovrà essere definita sulla base degli elenchi che verranno forniti dalle ASL. Si prevede un bonus di circa 600 euro per beneficiario.
  • Pensioni al minimo portate a mille euro per due mesi. Si tratta di un intervento che riguarderà oltre 75mila persone che, rispetto all’assegno medio da 497 euro della pensione erogato dall’INPS, riceveranno 503 euro in più dalla Regione;
  • Un contributo di 2mila euro alle microimprese commerciali, artigiane e industriali (con meno di 10 addetti e fino a 2 milioni di euro di fatturato). La Regione stima che beneficieranno della misura circa 40mila aziende;
  • Bonus di mille euro (una tantum) a professionisti e lavoratori autonomi (che hanno fatturato meno di 35mila euro nel 2019 e che autocertifichino una riduzione delle attività nei primi 3 mesi del 2020). L’assegno si somma a quello previsto dal Governo e dovrebbe riguardare circa 80mila persone.
  • 50 milioni per l’erogazione di un contributo una tantum ad aziende agricole e delle pesca. Il bonus varia tra i 1.500 euro (per le aziende che hanno fino a 5 dipendenti) e i 2.000 euro (per le aziende con più di 5 dipendenti);
  • 13 milioni per un nuovo Fondo di garanzia tramite i Confidi per la concessione di garanzie su operazioni di credito attivate da microimprese campane che non riescono ad accedere al Fondo Centrale di Garanzia;
  • 30 milioni di euro per il comparto del turismo. Si tratta di un sostegno a rapida corresponsione in quanto erogato direttamente dall’INPS attraverso le proprie banche dati. Secondo i dati forniti da Federalberghi Campania, la platea degli aventi diritto è di circa 25mila lavoratori, per un importo di 300 euro mensili per 4 mesi;
  • 10 milioni di euro per il diritto allo studio con cui sostenere sia la didattica a distanza degli studenti delle superiori e dell’università anche attraverso il contributo acquisto di personal computer; sia un sostegno straordinario una tantum per gli studenti fuori sede per la mancata fruizione degli alloggi a causa dell’epidemia;
  • Contributi alle famiglie con entrambi i genitori lavoratori, per le spese di babysitting e assistenza domiciliare per la didattica a distanza, materiali e supporti informatici per l’accesso a piattaforme e-learning, servizi di connettività, materiali ed attrezzature per la didattica;
  • Contributi per l’affitto sia di casa private che di quelle ERP;
  • 5 milioni per erogare contributi per il pagamento delle rate di mutuo per la prima casa. I beneficiari sono i nuclei familiari che hanno subito una riduzione della capacità reddituale per cessazione e/o interruzione dell’attività lavorativa.

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Il Piano si va a sommare alle altre misure adottate. Per le famiglie, ad esempio, la Regione ha programmato 7 milioni di euro (eventualmente integrabili) per sostenere le famiglie campane nell’accudimento dei figli con meno di 15 anni.  

Per quanto riguarda la liquidità degli operatori, invece, la Regione intende sostenere l’immissione nel circuito economico di tutte le risorse possibili. Per questo sono state adotatte procedure semplificate di liquidazione, per il pagamento di quelle imprese che stanno eseguendo lavori, forniture e/o servizi finanziati direttamente o indirettamente dalla Regione.

Inoltre sarà concesso più tempo per gli adempimenti e per l’esecuzione dei progetti finanziati con i fondi UE e non, disponendo una generale sospensione dei termini temporali di attuazione di tutti i procedimenti amministrativi e prorogando i termini:

  • In scadenza di adempimenti a carico dei Beneficiari, nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 15 aprile 2020;
  • Di scadenza per tutti gli Avvisi in corso al 15 maggio 2020;
  • Di esecuzione delle operazioni ammesse a finanziamento di 60 giorni, in linea con gli indirizzi nazionali e comunitari. 

Sul fronte lavoro, invece, il 19 marzo la Regione ha siglato con sindaci e organizzazioni imprenditoriali l’Accordo quadro per la cassa integrazione in deroga, definendo le modalità di presentazione delle domande a beneficio dei lavoratori dipendenti di unità produttive ubicate in Campania.

Ma per venire incontro a imprese e cittadini, gli interventi previsti dalla Regione vanno ad incidere anche sulla versante fiscale. La Regione, infatti, ha sospeso le tasse per i contribuenti residenti o aventi sede legale o operativa nel territorio regionale. In particolare la sospensione che:

  • Va dall'8 marzo al 31 maggio 2020, riguarda le attività di accertamento e controllo in riferimento ai seguenti tributi: Tassa automobilistica, IRBA, IRESA, ARISGAN, TSDD e Tassa abilitazione professionale (incluse le attività relative ad atti e provvedimenti cautelari ed esecutivi da parte di R.T.I. Municipia S.p.A./ABACO S.p.A). 
  • Coinvolge anche i versamenti delle rate relative alle ingiunzioni in scadenza il 31 marzo, il 30 aprile e il 31 maggio 2020, senza che il contribuente incorra nella decadenza automatica della rateizzazione.

Per contrastare l’epidemia, invece, la Campania ha varato due iniziative:

  • Un bando da 2 milioni di fondi FESR, che mira a potenziare le attività di ricerca volte al contenimento dell’epidemia. Grazie al bando, infatti, la Regione intende raccogliere soluzioni scientifiche e tecnologiche innovative che possano contrastare la grave emergenza sanitaria causata dal Coronavirus.
  • Un avviso rivolto alle aziende disponibili alla produzione di mascherine secondo gli standard definiti dal Decreto Cura Italia. In questo modo si è stata creata una lista di disponibilità delle aziende produttrici che possono essere contattate da chiunque ne faccia richiesta. La lista è disponibile e scaricabile da questo sito.

Sul fronte dei servizi socio-assistenziali, invece, la Campania ha anticipato oltre 15,2 milioni di euro a favore degli Ambiti Territoriali o/e ai Consorzi per assicurare la prestazione dei servizi sociali, con priorità ai soggetti con disabilità e agli anziani.

Infine sul fronte della didattica online, la Regione Campania ha lanciato l’iniziativa “Smart School” che ha l’obiettivo di sostenere le scuole nella complessa evoluzione verso la didattica online. Grazie alla sinergia tra l’Università di Napoli, Cisco e la Apple Academy, infatti, è stata create Webex, una piattaforma che consente a migliaia di classi di svolgere attività didattiche a distanza. La piattaforma è utilizzabile da ogni dispositivo, computer, smartphone e tablet e rappresenta uno strumento per aiutare le scuole e gli studenti a superare questa fase di emergenza epidemiologica dovuta al Coronavirus.​ Per gli insegnanti interessati, è previsto un supporto volontario da remoto offerto dai docenti, i mentor e gli studenti del gruppo che ha creato la piattaforma, in modo da assicurare il corretto svolgimento della didattica a distanza. 

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Emilia Romagna: 5 milioni per soluzioni innovative anti-contagio

Il 17 aprile la Regione Emilia Romagna ha lanciato un bando da 5 milioni per promuovere lo sviluppo di soluzioni tecnologiche e organizzative capaci di ridurre il rischio contagio nei luoghi di lavoro, rapidamente industrializzabili e adottabili. Soluzioni che saranno cruciali per un’efficace Fase 2 di riapertura delle attività produttive. Le domande possono essere inviate dal 27 aprile al 30 giugno 2020 e, in caso di vittoria, i beneficiari riceveranno un contributo a copertura dell’80% dell'investimento approvato (per un massimo di 120mila euro).

Il 15 aprile, invece, la Regione Emilia Romagna, con l’Ordinanza 9-2020 ha disposto le liquidazioni straordinarie per favorire i pagamenti alle imprese impegnate nella ricostruzione del sisma, per lavori eseguiti prima della sospensione dei cantieri a causa dell’epidemia. Le imprese possono quindi presentare un SAL corrispondente allo stato maturato alla data di sospensione del cantiere che verrà liquidato dalla Regione.

Sempre il 15 aprile, poi, la Regione ha deciso di utilizzare i 38 Centri per l’impiego (Cpi) regionali per reclutare in tempi rapidi i lavoratori stagionali per il lavoro nei campi e negli allevamenti, scongiurando così il collasso del settore agroalimentare. Le aziende interessate, dovranno compilare un modulo specificando il tipo di attività, il luogo e la durata del rapporto di lavoro che intendono instaurare e che sarà poi usato dai Cpi per trovare i profili necessari.

L’8 aprile è stato varato un Pacchetto di misure da 320 milioni di euro per sostenere imprese, famiglie e lavoratori. Tra i principali interventi previsti ci sono:

  • Un riconoscimento in media di mille euro a ognuno dei circa 60mila medici (inclusi quelli di medicina generale), infermieri, operatori sociosanitari dell’Emilia-Romagna, per il lavoro straordinario che stanno facendo in queste settimane. Un intervento che ammonta a 65 milioni di euro in totale e che rappresenta un “grazie” della comunità a queste figure;
  • 20 milioni di euro per l’Hub nazionale terapie intensive in Emilia-Romagna. Una struttura sviluppata su più territori e che sarà al servizio di tutta l’Italia e non solo della Regione;
  • Un bando da 2 milioni per la sicurezza delle strutture alberghiere, che mira a dotare hotel e campeggi di impianti di sanificazione;
  • 3,5 milioni per le associazioni sportive di base, particolarmente colpite dal blocco totale delle loro attività;
  • 1 milione per il settore cultura,  per sostenere professionisti e lavoratori spesso non coperti dagli ammortizzatori sociali;
  • 50 milioni per il sistema impresa che prevede, tra le altre cose: Interventi per la sicurezza nei luoghi di lavoro; Bonus per i tirocinanti costretti a interrompere il percorso formativo e che vedono sfumare il previsto compenso mensile (11 milioni); 8 milioni per il Fondo FonCooper per garantire liquidità alle piccole e medie società cooperative, in particolare dei servizi alla persona; 5 milioni di fondi Por-Fesr per progetti innovativi per la messa in sicurezza Covid degli ambienti di lavoro; 14 milioni per il dimezzamento o l’azzeramento dell’Irap per aziende, esercizi commerciali, artigiani e professionisti nei comuni montani e della bassa ferrarese; Infine, 1,5 milioni per i Tavoli provinciali per la sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • 5 milioni per permettere a tutti gli studenti di seguire le lezioni a distanza (grazie a schede prepagate per la connessione internet, pc e tablet);
  • 21 milioni per casa e welfare tra cui: 5 milioni per lo scorrimento delle graduatorie dei progetti di housing sociale; 12 milioni per un bando per sostenere il pagamento dell’affitto per le famiglie in difficoltà; 
  • 31 milioni per un nuovo pacchetto agricoltura per garantire la necessaria liquidità alle imprese;
  • 120 milioni per investimenti destinati a potenziare il sistema ferroviario regionale.

Dal 3 aprile, invece, si apre il bando da 2 milioni di euro con cui i Comuni emiliano-romagnoli potranno sostenere la transizione a modalità di lavoro agile per i propri dipendenti. Grazie ai fondi, infatti, le amministrazioni comunali potranno acquistare piani di avvio e consolidamento dello smart working, grazie soprattutto a iniziative di formazione per dipendenti e dirigenti. La misura consentirà inoltre di reperire tecnologie evolute per sostenere questo processo di trasformazione digitale e organizzativa della PA.

Il 31 marzo la Regione Emilia Romagna ha firmato un accordo con banche e sindacati per la liquidazione anticipata degli ammortizzatori sociali ai lavoratori di aziende in difficoltà a causa del Coronavirus, in attesa che arrivi l’assegno dell’Inps. In particolare la misura è rivolta alle aziende in crisi che hanno attivato gli ammortizzatori sociali e non hanno le condizioni per anticipare ai lavoratori il sostegno al reddito: 

  • aziende che affrontano fasi di cessazione di tutta o di parte dell’attività produttiva sul territorio regionale;
  • aziende in situazione di grave dissesto finanziario;
  • aziende che devono sostenere processi di riorganizzazione aziendale;
  • aziende che affrontano una riduzione o cessazione temporanea dell’attività - o abbiano attivato gli ammortizzatori sociali in deroga per il 2020 - a seguito del Coronavirus.

Le banche - su richiesta del lavoratore e previa valutazione del suo merito di credito - concederanno un finanziamento per un massimo di 700 euro al mese per un numero di mensilità pari a: 

  • 9 mesi per Cigs e Cigs per contratti di solidarietà difensivi (fino a 6.300 euro); 
  • 2 mensilità nell’anno solare per Cig in deroga (fino a 1.400 euro); 
  • 3 mensilità per Cigo (fino a 2.100 euro); 
  • 3 mensilità per il Fondo di integrazione salariale (fino a 2.100 euro)

Aiuti coronavirus Emilia-Romagna

Il 30 marzo, inoltre, la Regione Emilia Romagna ha adottato una serie di misure a sostegno delle realtà culturali. In particolare si tratta di:

  • Una serie di modifiche e semplificazioni ai bandi regionali in materia di spettacolo dal vivo e musica;
  • La proroga di sei mesi dei termini per la presentazione di progetti relativi a importanti scadenze come Parma Capitale della Cultura 2020 e le celebrazioni per il 700 anni dalla morte di Dante e del centenario della nascita di Tonino Guerra;
  • La modifica di alcune procedure per accelerare l’erogazione dei contributi agli operatori.

L’intervento a sostegno del settore culturale, si va a sommare ad altre misure adottate dalla Regione, a cominciare da quella per garantire liquidità alle imprese. Stanziati 10 milioni di euro per l’intero sistema delle imprese, a partire dalle PMI, per l’accesso al credito a zero interessi. L’operazione sarà realizzata assieme ai Confidi e sarà in grado di generare investimenti per almeno 100 milioni di euro, con l’obiettivo di garantire liquidità nell’immediato e far ripartire gli investimenti non appena possibile. 

In particolare il bando si rivolge ai Confidi, ai quali verrà trasferito un Fondo da destinare all’abbattimento dei costi sostenuti dalle imprese e dai professionisti che richiedano dei finanziamenti. Il finanziamento massimo di liquidità è di 150mila euro, su cui la Regione interviene per l’abbattimento totale degli interessi e delle spese per la pratica. Le domande per la gestione del Fondo devono essere inviate entro il 6 aprile 2020.

Sul fronte lavoro invece il 21 marzo la Regione, nell’ambito del Patto per il Lavoro, ha firmato con le parti sociali il nuovo accordo sulla cassa integrazione in deroga (CIGD) per recepire quanto previsto dal Decreto Cura Italia che assegna all’Emilia Romagna 110,9 milioni di euro. Con questa nuova intesa, quindi, sale da 4 a 13 settimane il periodo coperto dalla CIGD per i lavoratori emiliani. Il 6 marzo, infatti, Regione e sindacati avevano sottoscritto un primo accordo che stanziava 38 milioni per la CIGD e che andava a coprire il periodo tra il 23 febbraio e il 23 marzo. Adesso quindi, con l’approvazione del Cura Italia, si aggiungono altre 9 settimane e, grazie alla nuova intesa, anche la Regione Emilia Romagna è pronta ad attivare le procedure per permettere alle imprese di accedervi.

Per welfare e famiglie, invece, la Regione ha stanziato una serie di fondi per i Comuni che erogano servizi socio-assistenziali:

  • 12,5 milioni per il Fondo ordinario per i nidi, con cui vengono sostenuti i Comuni nel far fronte alle mancate entrate delle rette, di modo che le famiglie non paghino per i servizi non resi (vista la sospensione dei servizi educativi);
  • Erogazione anticipata di quasi 11 milioni ai Comuni, sempre per l’abbattimento delle rette;
  • L’erogazione di oltre 1,7 milioni di euro del “Fondo Nazionale Povertà per i senza dimora” ai Comuni con oltre 50mila abitanti, per fornire risposte adeguate, durante l’emergenza, anche alle persone senza una casa.

Infine sul fronte della ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del 2012, la Regione ha varato il 20 marzo tre ordinanze con cui:

  • Si prorogano le scadenze relative alla concessione di contributi per la ricostruzione privata (Mude) e per la fine dei lavori delle imprese (Sfinge), che erano state fissate al 31 marzo e che adesso slittano rispettivamente al 30 settembre 2020 e al 30 giugno 2020;
  • Si sospendono i termini per il deposito del SAL e delle relative integrazioni, così come dei termini per i cantieri;
  • Si attuano pagamenti più veloci e certi, con il saldo fino al 90% delle fatture relative ai lavori già realizzati, per garantire alle aziende risorse in un momento di grave crisi.   

> Coronavirus: cosa c'e' per le imprese nel decreto Cura Italia

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Friuli Venezia Giulia: Anticipo della CIG in deroga ai lavoratori

Il 1 aprile anche la Regione Friuli Venezia Giulia ha firmato un accordo con Banca Mediocredito FVG che permette ai lavoratori delle aziende friulane di ricevere in anticipo il trattamento di cassa integrazione in deroga (CIGD). L’intervento del Fondo prevede il rilascio di garanzie fideiussorie alle banche convenzionate a fronte di finanziamenti concessi alla loro clientela per l’anticipazione del trattamento di cassa integrazione in deroga.

Il 13 marzo, invece, la Regione ha approvato un pacchetto di misure a tutto tondo per le imprese danneggiate dal Coronavirus.

Tra i principali interventi figurano anzitutto i finanziamenti agevolati a valere sulle sezioni anticrisi, destinati alle imprese coinvolte nell’emergenza epidemiologica che avranno le seguenti caratteristiche: 

  • I finanziamenti agevolati serviranno per il consolidamento finanziario o il sostegno delle esigenze di credito a breve e medio termine, al fine di ovviare ai danni provocati dal Coronavirus;
  • Potranno essere concessi anche senza l’acquisizione di garanzie reali o fideiussioni bancarie, assicurative o di garanzie rilasciate da confidi o fondi pubblici di gara.

La Regione ha stabilito anche la possibilità di richiedere la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate a valere sui fondi di rotazione regionali, per le imprese toccate dalla crisi. In particolare la misura prevede:

  • Che l’operazione di sospensione possa essere effettuata in relazione a rate in scadenza o già scadute;
  • Per usufruire di questa possibilità, le imprese in difficoltà devono fare richiesta di sospensione alla banca convenzionata mutuante, che trasmette all’organo gestore dei fondi la proposta;
  • L’operazione di sospensione non determina l’applicazione di interessi di mora per il periodo di sospensione.

Previsti anche interventi per l’attivazione di garanzie a favore delle imprese coinvolte nella crisi. Su questo fronte la Regione ha stabilito di assegnare ulteriori risorse ai Confidi pari a:

  • 3,8 milioni di euro da destinare alla concessione di garanzie;
  • 200mila euro da destinare, invece, alla concessione delle contribuzioni integrative per l’abbattimento delle commissioni di garanzia.

Per quanto riguarda le imprese dei settori ricettivo, turistico, commercio (e dei servizi connessi) il Friuli concederà contributi (anche in forma di credito di imposta), prevedendo maggiorazioni di intensità contributiva rispetto ai corrispondenti interventi previsti a livello statale. A tal fine le risorse disponibili saranno pari a 7,5 milioni di euro.

Sempre sul fronte del turismo, poi, la Regione ha deciso che i beneficiari dei contributi per la realizzazione di attività di promozione turistica concessi a decorrere dal 15 giugno 2019 e che, a causa dei provvedimenti sul Coronavirus, non si sono più potuti svolgere, possono fruire (previa richiesta motivata) di proroga per la loro realizzazione entro il 31 dicembre 2020. 

La Regione, infine, ha deciso:

  • La proroga del versamento dell’IRAP al 30 settembre 2020;
  • L’abbattimento delle rette a carico delle famiglie per i servizi educativi per la prima infanzia.  

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Lazio: Nuove misure per imprese agricole e asili nido

Si apre il 20 aprile il nuovo bando della Regione Lazio per sostenere il settore del latte bovino e bufalino. Le imprese laziali di questo comparto, infatti, depauperate dal proprio potere negoziale e dall’incertezza del prezzo, possono richiedere un aiuto fino ad un massimo di 5mila euro (proporzionato al numero di capi allevati).

Con un intervento annunciato il 16 aprile, invece, la Regione scende al fianco degli asili pubblici e privati, stanziando 6 milioni di euro per assicurare loro una più rapida ripresa delle attività (finita la fase di emergenza), senza il peso di bollette e affitti arretrati e con la possibilità, invece, di fare nuovi acquisti informatici e provvedere alla necessaria pulizia e sanificazione della struttura.

Sempre il 16 aprile, poi, la Regione Lazio ha pubblicato un Bando da 5 milioni di euro per la concessione di un contributo una tantum per le imprese agricole florovivaistiche che hanno subito danni a causa del Coronavirus. Le domande vanno inviate entro il 5 maggio 2020.

Il 14 aprile, invece, è stato lanciato il Bando (p)Orto sicuro che assegna un contributo di 10 mila euro a fondo perduto a copertura delle spese di consegna a domicilio dei prodotti agricoli e della pesca del Lazio. Per partecipare c’è tempo fino al 24 aprile.

Sempre il 14 aprile, poi, la Regione ha pubblicato anche un bando da 750mila euro per assicurare un contributo di libertà alle donne vittime di violenza segnalate dalle Case rifugio e dal Centri antiviolenza. Quella della violenza sulle donne, infatti, è purtroppo un tema di grande attualità anche durante l'emergenza Coronavirus dato che, per molte di loro, restare a casa in questo periodo non è affatto sicuro. Per partecipare c’è tempo fino al 31 dicembre 2020.

Il 10 aprile la Regione Lazio ha pubblicato il bando della nuova sezione del Fondo Rotativo per il Piccolo Credito da 51,6 milioni di euro per la concessione di finanziamenti agevolati alle imprese a copertura delle esigenze di liquidità causate dalla pandemia. In particolare il bando - che prevede modalità di partecipazione semplificate al massimo - eroga prestiti a tasso zero da 10mila euro alle micro, piccole e medie imprese (fino a nove dipendenti) ai liberi professionisti a partita Iva, ai consorzi e alle reti di impresa.

Il 3 aprile la Regione Lazio ha annunciato due nuove misure per sostenere famiglie e negozi nel pagamento dei canoni di locazione. Più nello specifico si tratta di:

  • 43 milioni di euro per il pagamento degli affitti da parte delle famiglie. In particolare la misura prevede 22 milioni per contributi per quelle famiglie che hanno subito una riduzione del 50% del reddito tra il 23 febbraio e il 31 maggio (rispetto al 2019), che non superi i 7mila euro. E 21 milioni per velocizzare l’erogazione dei contributi già messi a bando dai Comuni;
  • 23 milioni di euro per contributi per il pagamento degli affitti da parte di commercianti e artigiani che hanno subito una perdita di fatturato dopo la chiusura dei negozi.

Il 31 marzo, invece, la Regione Lazio ha varato “Pacchetto Spesa”, un'iniziativa da 20 milioni di euro destinati ai Comuni, con cui assegnare alle famiglie economicamente più esposte buoni spesa, pacchi alimentari e medicinali. Fondi regionali che si vanno a sommare ai 40 milioni stanziati dal Governo per un totale di 60 milioni di euro destinati alle fasce più fragili della popolazione laziale.

Oltre al “Pacchetto Spesa”, la Regione sta lavorando anche ad una seconda iniziativa che riguarda sempre la consegna di generi di prima necessità ai cittadini più esposti. Si tratta di un accordo con Comuni, Terzo settore, associazioni di categoria di Commercio e Distribuzione e supermercati, per fornire un servizio gratuito per le fasce più deboli della nostra comunità (anziani, persone non autosufficienti) per la consegna della spesa a domicilio.

Sempre il 31 marzo è stata approvata anche la delibera che prevede la sospensione dei termini di versamento, relativi all’anno tributario 2020, della tassa automobilistica, dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili (IRESA) e dell’imposta regionale sulla benzina per autotrazione (IRBA). In particolare, la sospensione dei termini di versamento della tassa automobilistica riguarda il periodo compreso tra il 3 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. La sospensione dell’IRESA e dell’IRBA è relativa ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

Aiuti coronavirus Lazio

Per quanto riguarda il lavoro, invece, nel Lazio è già attivo l’accordo quadro sottoscritto con tutte le organizzazioni sindacali e datoriali per definire le linee di intervento della cassa integrazione in deroga (CIGD). Si tratta di un passo indispensabile per accedere ai fondi stanziati dal Dl Cura Italia che al Lazio ha destinato in una prima tranche oltre 144 milioni di euro. 

I contributi della CIGD - lo ricordiamo - riguardano i lavoratori non coperti dagli strumenti ordinari di integrazione salariale e che, alla data del 23 febbraio erano in forza all'azienda. Pertanto alla CICD potranno accedere le imprese appartenenti a ogni settore produttivo e con sede operativa nel Lazio, incluse quelle con meno di cinque dipendenti. Le domande possono essere inviate dal 25 marzo 2020.

Alle misure per il lavoro, si affiancano quelle per le imprese. La Regione Lazio ha approvato un nuovo provvedimento per assicurare liquidità alle imprese e partite IVA in questo momento di difficoltà. Nella delibera viene infatti decisa:

  • Una moratoria per i rimborsi dei crediti concessi dalla Regione tramite i numerosi bandi varati in questi anni. Parliamo del Fondo Rotativo per il Piccolo Credito, di Fondo Futuro, dei prestiti partecipativi a sostegno del circolante e dello Smart Energy Fund. Tutti i beneficiari di questi bandi (con una posizione debitoria “sana”) possono chiedere la sospensione delle rate per massimo di 12 mesi, oppure un allungamento del periodo di ammortamento del finanziamento (per massimo il 100% della durata residua e comunque per non oltre 5 anni);
  • La sospensione, per i vincitori dei bandi FESR, di tutti i termini per gli adempimenti, come quelli per la costituzione delle ATI/ATS, la sottoscrizione degli Atti di Impegno, la realizzazione dei progetti, la richiesta di anticipo e la presentazione della fidejussione e le richieste di Saldo, etc;
  • La proroga di 60 giorni delle scadenze per partecipare a quattro bandi: “DTC-seconda fase”, i due bandi non ancora aperti sull’internazionalizzazione e quello, anch’esso ancora chiuso, per le APEA.

La Giunta della Regione Lazio ha inoltre varato il Piano ProntoCassa da 400 milioni di euro con cui saranno messi in campo interventi a sostegno delle imprese. Ecco come saranno articolate le misure:

  • Attivazione di un “Fondo Rotativo per il Piccolo Credito” di 51 milioni di euro, che sarà operativo entro la prima decade di aprile grazie alla piattaforma “Fare Lazio” gestita da Artigiancassa e Mediocredito Centrale. Il Fondo erogherà prestiti di 10mila euro a tasso zero da restituire in cinque anni (con un anno di preammortamento) per far fronte alle esigenze di liquidità di aziende e partite iva;
  • Attivazione di una provvista BEI di 100 milioni, che sarà messa a disposizione degli istituti di credito del Lazio per generare 200 milioni di prestiti (di importo superiore a 10mila euro) alle imprese, a tasso agevolato (ulteriormente ridotto grazie ad un fondo regionale di 3 milioni con cui garantire l’abbattimento degli interessi). Per accedervi la imprese potranno rivolgersi direttamente alle banche convenzionate (che saranno selezionate entro il 20 aprile), senza passare dalla Regione;
  • Attivazione di una sezione speciale all’interno del Fondo Centrale di Garanzia dedicata alle imprese e ai liberi professionisti del Lazio per: il rilascio di garanzie (con copertura dell’80%) e per la riassicurazione delle operazioni dei Confidi (con copertura del 90%), utilizzando le opportunità del Decreto “Cura Italia”. Il plafond iniziale della sezione sarà di 10 milioni di euro (5 milioni stanziati dalla Regione Lazio e 5 milioni dalle Camere di Commercio) a cui si potranno aggiungere ulteriori 10 milioni del MISE.

Gli altri interventi della Regione Lazio riguardano lo smart working, i servizi socio-assistenziali e le scuole. Sul primo fronte le iniziative sono rappresentate da due bandi da 2 milioni di euro ciascuno per l’erogazione di contributi:

  • Ai piccoli Comuni del Lazio per potenziare lo smart working. Per accedere al bando c’è tempo fino al 20 aprile 2020;
  • Alle imprese di tutte le dimensioni (con almeno due dipendenti) e alle partite IVA per la riorganizzazione aziendale verso il lavoro agile. Grazie al contributo si potranno acquistare sia servizi di consulenza e formazione per l’adozione di un piano di smart working (azione obbligatoria), sia strumenti tecnologici (facoltativa). Al bando si può accedere dal 12 marzo, fino a esaurimento delle risorse. 

Per quanto riguarda i servizi socio-assistenziali, la Regione ha assegnato 5,5 milioni di euro ai distretti sanitari regionali per garantire il mantenimento o l'attivazione di funzioni come: 

  • Assistenza domiciliare per disabili, anziani e minori;
  • Accoglienza notturna, trasporto e mense sociali;
  • Prestazioni di consegna a domicilio dei generi di prima necessità come alimenti, pasti, medicinali, potendo stipulare accordi con le catene di distribuzione alimentare e dei servizi di ristorazione che offrono prestazioni a domicilio nonché con le farmacie

Infine c’è il capitolo scuola. Per le superiori, alle prese con la didattica online, la Regione ha lanciato invece il bando “Progetto classe virtuale” da 2,7 milioni di euro, che prevede la concessione di un contributo a fondo perduto di 3mila euro a scuola. Fondi con cui favorire:

  • Le attività di animazione e formazione per i docenti sull’utilizzo delle modalità e-learning;
  • L’acquisto/affitto attrezzatura dedicata;  
  • L’attivazione tecnici ed esperti esterni;  
  • La produzione di materiale, contenuti didattici;  
  • L’affitto/accesso piattaforme per garantire la formazione a distanza.

Il bando è a sportello e ciascuna scuola potrà presentare una sola domanda.   

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Liguria: In arrivo bando per sostenere gli investimenti di messa in sicurezza

Il 17 aprile la Regione Liguria ha annunciato che a metà maggio sarà attivato un nuovo intervento che mira a sostenere le micro, piccole e medie imprese liguri nella realizzazione di investimenti per la sicurezza delle attività produttive, fattore cruciale per la Fase 2.

Il 10 aprile, invece, la Regione Liguria ha varato una misura per aiutare i nuclei assegnatari di alloggi popolari che hanno perso il lavoro (o avuto una riduzione dello stipendio di almeno il 20% del reddito complessivo del nucleo familiare) con l’affitto. La Regione ha infatti deciso che queste famiglie potranno non pagare le prime due mensilità, che non dovranno più essere corrisposte neanche in futuro. 

Il 2 aprile la Regione Liguria ha stanziato 750mila euro in più per il bando che sostiene le famiglie liguri nell'accudimento dei figli, durante l’emergenza Coronavirus. Salgono quindi a 1,6 milioni i fondi a disposizione dei nuclei familiari con entrambi i genitori che lavorano e con un ISEE inferiore a 50mila euro, per la copertura di spese per:

  • Gli strumenti informatici per la frequenza a distanza o gli esercizi assegnati a casa,
  • L’assistenza domiciliare,
  • Il trasporto e la logistica.

Il contributo a nucleo familiare, a prescindere dal numero di figli, ha un importo ricompreso tra i 300 e i 500 euro, a seconda dell’ISEE. Le domande potranno essere presentate dal 16 marzo al 16 aprile 2020. 

Il 30 marzo, invece, la Regione Liguria ha prorogato di un mese la validità dei buoni cartacei per l’acquisto di prodotti alimentari per celiaci. I buoni, pertanto, saranno validi anche per tutto aprile. 

Si tratta di un intervento chirurgico che si va a sommare a misure di più ampio respiro a sostegno delle imprese e delle famiglie liguri. Le ultime in ordine di tempo riguardano la proroga dei bandi e la sospensione delle rate dei finanziamenti erogati dalla Regione.

Nel primo caso, la Liguria ha deciso di prorogare di 52 giorni tutti i termini gli adempimenti richiesti ad imprese ed enti pubblici (compresi tra il 23 febbraio e il 15 aprile 2020) previsti dai bandi finanziati con i fondi FESR. 

La Regione, inoltre, ha deliberato la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale dei finanziamenti a medio e lungo termine agevolati sottoscritti dalle imprese con Filse e con Ligurcapital. Possono beneficiare della sospensione le PMI che, al momento della presentazione della domanda di sospensione, si trovino in posizioni debitorie “sane”. Per usufruire di questa possibilità, le imprese possono inviare domanda a Filse e/o Ligurcapital entro il 30 giugno 2020.

Aiuti coronavirus Liguria

Anche la Regione Liguria ha, poi, completato tutti i passaggi per attivare la cassa integrazione in deroga (CIGD) prevista dal decreto Cura Italia. La Giunta ha infatti approvato l'accordo quadro per la CIGD delle imprese liguri a cui saranno destinati 32 milioni del Cura Italia. Nell’attesa della pubblicazione del decreto di riparto dei fondi alle regioni (atteso a giorni), sono intanto disponibili sul sito della Regione Liguria:

  • I facsimile della domanda da inviare e dell'accordo sindacale che devono sottoscrivere le aziende con più di cinque dipendenti;
  • La piattaforma per l'invio delle domande (che sarà possibile effettuare non appena sarà pubblicato il decreto).

Oltre agli ammortizzatori sociali, la Regione ha anche varato una serie di misure per le imprese. Si tratta anzitutto del bando da 5,5 milioni a favore di Micro e Piccole Imprese del Turismo, Commercio e Artigianato, che si apre il 10 aprile. Parliamo di un Fondo a sostegno del circolante di queste imprese e che opera a garanzia diretta del finanziamento concesso da una banca convenzionata o fornendo una controgaranzia ad un confidi convenzionato che garantisce il finanziamento. 

Le banche convenzionate potranno erogare finanziamenti per il sostegno del circolante di importo tra i 10mila e i 30mila euro, con pre-ammortamento di 12 mesi e durata ammortamento compresa tra i 24 e i 72 mesi. Il Fondo sarà attivo fino al 30 settembre 2020.

Oltre al Fondo di garanzia da 5,5 milioni, la Regione Liguria pubblicherà altre tre misure, rispettivamente per il commercio ambulante, la cultura e lo sport.

Il primo intervento avrà una dotazione di 700 mila euro con cui sarà istituito un Fondo rotativo per la concessione di prestiti rimborsabili per il circolante a condizioni vantaggiose (tasso 0,75% annuo), rivolto alle imprese del commercio ambulante. Il Fondo sarà attivo dal 6 aprile fino ad esaurimento risorse.  In questo caso l’importo del finanziamento garantito, nella misura del 100%, è compreso tra i 5 mila e i 35 mila euro.

Saranno inoltre istituiti due Fondi rotativi, uno per la cultura e uno per lo sport, da 500 mila euro ciascuno, tramite cui i soggetti operanti in questi settori potranno chiedere un anticipo a Filse per quelle spese correnti che in questo momento faticano a sostenere, in modo da avere un sollievo finanziario in attesa di riprendere l’attività. I fondi prevedono, infatti, la possibilità di finanziamento da 10 mila a 25 mila euro, a un tasso dello 0,75%, e una durata dell’ammortamento in 5 anni. Nello specifico:

  • Il Fondo per la cultura è destinato a soggetti privati, piccole e medie imprese che, in forma societaria o di associazione o di fondazione esercitano attività imprenditoriale in locali aperti al pubblico nei settori della cultura e dello spettacolo, sia dal vivo che riprodotto;
  • Il Fondo rotativo per lo sport è destinato a singole associazioni o società sportive dilettantistiche iscritte al registro delle società sportive del Coni o alla sezione parallela del Cip, che svolgono attività giovanile (per i ragazzi fino a 16 anni) e/o attività per persone diversamente abili.  

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Lombardia: Arriva il Pacchetto Credito per le imprese

Il 16 aprile la Regione Lombardia ha annunciato un nuovo pacchetto di misure per sostenere la liquidità delle PMI e dei professionisti lombardi, danneggiati dalla pandemia. Si tratta di un intervento capace di garantire finanziamenti per almeno 6.500 imprese, per un valore stimato di finanziamenti pari a 400 milioni di euro. Il Pacchetto Credito si divide in quattro misure:

  • La linea Controgaranzie 3 da 7,5 milioni di euro. Si tratta di una misura che prevede una controgaranzia sui portafogli di garanzie concesse dai Confidi e che consentirà di migliorare l’accesso al credito fino al 100% dell’importo garantito, in complementarietà con il Fondo Centrale di Garanzia, per i finanziamenti sopra i 25mila euro. Le imprese interessate devono contattare direttamente i Confidi convenzionati;
  • La linea di intervento per la riduzione pricing dei finanziamenti da 11,6 milioni, grazie ad un accordo con il Sistema camerale lombardo. In questo caso l’intervento permette di abbattere i tassi fino al 3% attraverso un contributo in conto interessi e un finanziamento minimo pari a 10mila euro. Il bando sarà pubblicato da Unioncamere Lombardia;
  • La Misura GENIUS che evita la restituzione dei contributi a fondo perduto da parte di quelle PMI beneficiarie dei bandi (e che hanno già rendicontato gli interventi) ma che, a causa della pandemia, hanno cessato l’attività/chiuso l’unità locale oggetto di intervento dopo il 31 gennaio 2020 (e che pertanto, secondo le norme, dovrebbero restituire i fondi concessi). Grazie alla Misura GENIUS, invece, questi contributi (concessi dal 31 gennaio 2015 fino al 31 gennaio 2020) vengono trasformati in nuovi contributi a fondo perduto per sostenere la liquidità delle imprese (per quelle ancora attive), oppure per sostenere il reddito dell’imprenditore che ha perso il lavoro o è deceduto (per quelle che hanno dovuto chiudere);
  • Il rifinanziamento della linea CREDITO ADESSO, che prevede un finanziamento da parte di Finlombarda e delle banche convenzionate, oltre a un contributo in conto interessi per l’abbattimento dei tassi. I destinatari sono: professionisti, studi professionali, PMI e MIDCAP.

Il 9 aprile, invece, la Regione Lombardia ha lanciato la “Misura Unica 2020” per aiutare le persone chi vivono in affitto a pagare le rate. Si tratta di un'agevolazione pensata per sostenere le famiglie, che in questo particolare momento vivono un disagio economico e si trovano in condizione di vulnerabilità, a pagare gli affitti sia di alloggi privati che in godimento nell'ambito dei Servizi Abitativi Sociali. L’agevolazione può riguardare fino a 4 mensilità (e comunque non oltre 1.500 euro) e sarà erogato a persone con un ISEE di massimo 26mila euro. La misura sarà gestita dai Comuni, a cui pertanto dovrà essere inviata la domanda (una volta pubblicato il bando comunale).

Per gli inquilini ALER che hanno subìto una perdita economica per effetto dell'emergenza, la Regione ha inoltre disposto:

  • Il differimento dell’attività stragiudiziale di sollecito e messa in mora al 30 giugno 2020 del pagamento del canone fatte salve le interruzioni di termini prescrizionali;
  • L’anticipazione della restituzione ai beneficiari degli importi dei conguagli spese reversibili annualità precedenti a credito, con decorrenza 3° trimestre 2020;
  • Il posticipo della riscossione degli importi dei conguagli, spese reversibili annualità precedenti per posizioni a debito, con decorrenza 4° trimestre 2020, oltre alla possibilità di rateizzazione del dovuto in almeno 6 rate mensili.

Il 2 aprile la Regione Lombardia ha pubblicato un pacchetto di misure da 15 milioni di euro, per sostenere le famiglie alle prese con i danni causati dal coronavirus. Due le misure previste:

  • Un contributo di 500 euro per i mutui sulla prima casa, per le famiglie con almeno un figlio minore di 16 anni;
  • Un contributo e-learning per l’acquisto della strumentazione tecnologica necessaria allo studio, pari all’80% delle spese sostenute fino ad un massimo di euro 500 euro.

Il 31 marzo la Regione Lombardia, dopo l’adesione all’Addendum all’Accordo per il credito 2019 di Abi, ha ampliato la moratoria sugli interventi di agevolazione finanziati con risorse regionali e sui finanziamenti di Finlombarda, concessi alle imprese e ai Comuni lombardi. Pertanto per i finanziamenti attivi al 31 gennaio 2020, è possibile richiedere:

  • La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate fino a 12 mesi;
  • Oppure l’allungamento della scadenza fino a un massimo del 100% della durata residua dell’ammortamento.

Le domande possono essere inviate fino al 31 dicembre 2020.

Aiuti coronavirus Lombardia

La misura si affianca a quella già in vigore per sostenere la liquidità delle imprese del comparto agricolo, per le quali la Regione ha disposto di raddoppiare il contributo per l’abbattimento degli interessi sui finanziamenti della misura Credito di funzionamento 2019, da parte di Finlombarda. Pertanto, per tutte le domande presentate dal 27 marzo 2020, è previsto un aumento dal 2% al 4% del contributo per abbattere i finanziamenti concessi dagli istituti di credito convenzionati.

Si è chiuso il 31 marzo il bando per raccogliere le manifestazioni di interesse di operatori (pubblici e privati) titolari di banche dati, per mettere a disposizione – a titolo gratuito – le informazioni ed i data-set in proprio possesso, in forma aggregata e anonima. I dati serviranno per elaborare analisi per contenere l’emergenza Covid-19 verificando, ad esempio, i flussi degli spostamenti delle persone, la reale efficacia delle misure adottate e prevedere la possibile diffusione futura del contagio. 

Per quanto riguarda le imprese, invece, la Lombardia è stata tra le prime regioni a varare una misura per sostenere lo smart working, grazie ad un bando da 4,5 milioni di euro. In particolare l’avviso mira a sostenere imprese e professionisti con partita IVA che vogliono attivare lo smart working, grazia ad un voucher a fondo perduto (tra i 2.500 euro e i 15mila euro) con cui acquistare:

  • Servizi di consulenza e formazione per l’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale approvato e pubblicizzato nella bacheca e nella intranet aziendale;
  • Strumenti tecnologici, funzionali all’attuazione del piano di smart working.

Il bando si apre il 2 aprile e resterà attivo fino all’esaurimento dei fondi a disposizione (e comunque non oltre il 15 dicembre 2021).

Sul fronte lavoro, invece, anche la Lombardia ha siglato con le parti sociali l’accordo quadro per la cassa integrazione in deroga (CIGD), permettendo in tal modo alle aziende lombarde di accedere ai fondi stanziati dal Dl Cura Italia. La prestazione concessa al massimo per 9 settimane, è aggiuntiva rispetto alle disposizioni già adottate per i trattamenti in deroga concessi alle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, e per la cosiddetta ex “zona rossa” con il precedente accordo siglato tra Regione e OO.SS.

Coronavirus: congedo parentale, bonus baby sitter, legge 104. Misure per le famiglie in vigore   

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Marche: 14,2 milioni per la liquidità delle imprese

Il 14 aprile la Regione Marche ha varato un Fondo d’emergenza da 14,2 milioni per favorire la liquidità al tessuto produttivo, con l’obiettivo di far ripartire l’economia del territorio e contrastare gli effetti negativi dell’emergenza Coronavirus. Il sistema è basato sugli incentivi al sistema del credito disponibili presso i Confidi: 

  • 11,7 milioni per prestiti fino a 40 mila di euro a tasso agevolato non superiore all’1%;
  • 2,5 milioni per contributi a fondo perduto, per abbattere il costo degli interessi e delle garanzie per l’accesso a finanziamenti fino a 150 mila euro. 

Coronavirus: misure per sostenere professionisti, partite IVA e autonomi

Molise: Arriva il "Fondo regionale di solidarietà Covid-19 per gli affitti"

L’8 aprile la Regione Molise ha istituito il “Fondo regionale di solidarietà Covid-19” da 2 milioni di euro, per sostenere il pagamento delle utenze e/o dell’affitto, per i nuclei familiari in situazione di disagio economico aggravata dall'emergenza Covid-19. Le risorse del Fondo saranno assegnate ai Comuni che potranno quindi erogare un contributo una tantum alle persone che, in questo periodo di emergenza, non hanno mezzi di sostentamento sufficienti per pagare queste spese.

Sul fronte lavoro, invece, si sono aperti il 30 marzo i termini per l’invio della richiesta di Cassa integrazione in deroga (CIGD) da parte delle imprese molisane. Le aziende interessate dovranno fare domanda direttamente alla Regione, seguendo quanto disposto dall’Accordo quadro e utilizzando il modello di domanda appositamente predisposto.

Per sostenere le imprese molisane alle prese con i danni causati dal Coronavirus, la Regione Molise ha varato due nuove misure.

Si tratta del bando “Io lavoro agile" di oltre 460mila euro per l’adozione dello smart working da parte delle imprese tramite l'acquisto sia di formazione per l'azienda su questa nuova modalità di lavoro, sia di strumenti. L’importo del contributo dipende dal numero dei dipendenti e varia da 10 mila a 50 mila euro. Le domande vanno inviate dall’8 aprile a 30 settembre 2020.

Il 30 marzo, inoltre, la Regione ha deciso di finanziare con 8 milioni di euro il bando “Microcredito Covid-19”. Si tratta di una misura che intende garantire adeguata liquidità alle imprese che si trovano in condizioni finanziarie difficili a causa dell’epidemia. Uno strumento che si va a sommare alla sospensione fino al 30 settembre del pagamento delle rate per mutui e finanziamenti contratti con la Finmolise, già stabilita dalla Regione.  

Coronavirus: via alla task force tecnologica per combattere la pandemia

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Piemonte: 7 milioni per PMI e autonomi

Il 17 aprile la Regione Piemonte ha varato una misura da 7 milioni di euro per supportare l’accesso al credito da parte delle delle MPMI (incluse le imprese di autoimpiego degli artigiani e dei commercianti senza dipendenti e dei lavoratori autonomi) consentendo di far fronte agli oneri legati ai finanziamenti. Più nello specifico si tratta di un contributo a fondo perduto che varia tra i 2.550 euro e i 7.500 euro a seconda dell’importo del finanziamento, con cui sostenere l’attivazione delle pratiche con la banca.

Il 15 aprile, invece, la Regione Piemonte ha posticipato al 30 settembre tutta una serie di adempimenti previsti per le imprese del settore estrattivo. In particolare il differimento riguarda i seguenti adempimenti: presentazione della dichiarazione sui volumi estratti nel corso dell'anno precedente al fine del pagamento degli oneri per il diritto di escavazione; pagamento della prima o unica rata dell'onere per il diritto di escavazione; presentazione della documentazione tecnica relativa agli scavi dell'anno precedente.

Il 10 aprile la Regione Piemonte ha annunciato che coprirà il 100% delle spese sostenute dalle imprese che hanno fatto testare i propri materiali impiegati per contenere la diffusione del Covid-19. La misura - che ha una dotazione di 1 milione di euro - consente di immettere sul mercato i dispositivi di protezione individuale a supporto delle esigenze emerse a seguito dell’emergenza sanitaria, in particolare da parte di imprese che riconvertono le proprie linee di produzione. Si tratta di una misura «a sportello», gestita da Finpiemonte.

Sempre per sostenere le imprese, la Regione ha promosso un Bando da 4,5 milioni per sostenere le imprese piemontesi alle prese con lo smart working. Al bando hanno aderito 43 aziende. 

Per rispondere all’emergenza coronavirus anche sotto il profilo sociale, con particolare riguardo alle categorie più fragili, la Regione Piemonte ha stanziato 225 mila euro per gli Enti gestori delle funzioni socio-assistenziali con cui realizzare progetti di tipo socializzante e ludico-ricreativo a sostegno dei minori accolti in strutture residenziali.

La misura si aggiunge al pacchetto di misure a sostegno delle imprese che stanno subendo i danni causati dal Coronavirus, annunciato dal Governatore del Piemonte Alberto Cirio. Tra gli interventi previsti ci sono:

  • L’anticipazione dei tempi di erogazione dei contributi e dei finanziamenti dovuti agli enti e alle associazioni. Un’azione che permetterà di mettere subito in circolo 200 milioni di euro di risorse;
  • La sospensione del pagamento delle rate dei mutui che mille aziende piemontesi hanno in corso con Finpiemonte, per un importo complessivo di 110 milioni di euro;
  • Il ricorso dal 13 marzo al Fondo di garanzia per aiutare, con 54 milioni di euro, le PMI in difficoltà a pagare gli interessi che hanno nei confronti delle banche e ad accedere a nuove forme di credito che potranno servire, ad esempio, a pagare gli stipendi dei dipendenti.

A queste misure, se ne aggiunge un’altra che sarà attuata quando l’emergenza sarà finita. Si tratta di un investimento di 7 milioni per una Campagna di promozione del Piemonte sui mercati nazionale e internazionale.  

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Provincia autonoma di Bolzano: Contributi per imprese e famiglie

Il 15 aprile la Provincia di Bolzano ha varato tre interventi a sostegno di imprese e famiglie. Per le imprese la Giunta è passata all'attuazione concreta di alcune delle misure del Pacchetto varato il 31 marzo e che si applicano a tutti i settori economici (artigianato, commercio, servizi, industria, turismo, agricoltura). Si tratta in particolare di:

  • La sospensione fino a 24 mesi del pagamento della quota capitale relativamente ai mutui o finanziamenti leasing agevolati;
  • L’estensione temporale delle definizioni di "nuova impresa" (da 24 a 36 mesi) e "successione d'impresa" (da 6 a 12 mesi);
  • La semplificazione e il prolungamento dei termini per le piccole imprese che hanno chiesto il sostegno provinciale per gli investimenti aziendali e per le aziende che hanno chiesto supporto per l'internazionalizzazione o la formazione del personale;
  • Le associazioni di categoria e le loro cooperative, così come istituti, enti e organizzazioni che hanno già sostenuto spese per iniziative a favore di imprese poi annullate a causa delle misure restrittive legate all'epidemia da COVID-19 possono essere ugualmente ammesse a contributo.

Sempre per le imprese, poi, il 15 aprile Bolzano ha approvato i nuovi criteri per le sovvenzioni alle imprese con meno di 5 dipendenti. In tal modo tutte le imprese che non hanno più di 5 dipendenti (inclusi i liberi professionisti) e che, a causa dell’epidemia, hanno avuto una riduzione del fatturato superiore al 50% e hanno interrotto le attività a partire dal 23 febbraio scorso, possono richiedere una sovvenzione. Le domande vanno inviate entro il 30 settembre 2020.

Per le famiglie, invece, il 15 aprile sono stati varati due nuovi strumenti:

  • La misura “Aiuto immediato Covid-19” che eroga un massimo di 800 euro per tre mesi per quei cittadini che, a causa della situazione di emergenza, hanno perso il loro lavoro e non ricevono altri sostegni per ovviare alla mancanza di reddito. La domanda può essere presentata dal 24 aprile;
  • Il “Contributo straordinario al canone di locazione e per le spese accessorie – covid19” dal valore che oscilla tra i 420 e i 555 euro, a cui si somma un contributo per le spese accessorie di importo tra i 100 e i 140 euro, destinati a quelle famiglie che vivono in affitto e in questo momento, a causa dell’epidemia, si trovano in difficoltà economiche. Entrambi i contributi saranno erogati per tre mesi.

L’8 aprile, invece, la Provincia autonoma di Bolzano ha annunciato che è in fase di definizione l’intesa con gli istituti di credito dell'Alto Adige e con le cooperative di garanzia, che porterà all'erogazione di oltre 1 miliardo di euro di liquidità a beneficio di cittadini, famiglie e imprese. Fra le misure previste:

  • Un prestito immediato – erogabile con procedura semplificata - fino a 35mila euro per imprenditori e liberi professionisti, a tasso zero per due anni;
  • Mutui rapidi per famiglie, imprese e lavoratori.

Il 9 aprile, inoltre, Bolzano ha deciso la sospensione del pagamento delle rette settimanali dei convitti, chiusi a causa della pandemia.

L'intesa con le banche fa parte dell'ampio Pacchetto di misure provinciali #AltoAdigesiriparte (alcune delle quali già in vigore come la dilazione dei pagamenti di tributi e tariffe comunali e dei servizi all'infanzia) presentato il 31 marzo. Un intervento da 2 miliardi di euro, che contiene oltre cento misure a sostegno di imprese, lavoratori e famiglie. I fondi verranno dal bilancio pubblico della Provincia che, grazie al suo buon rating, sta già studiando la possibilità di emettere bond provinciali o chiedere prestiti alla BCE.

Un primo gruppo di misure, con aiuti immediati e urgenti per circa 80 milioni di euro, è già stato approvato dalla provincia a metà marzo. Tra gli interventi attivati: misure per sostenere la liquidità, lo spostamento in avanti delle scadenze, il pagamento rapido di sostegni e la proroga dei termini per il rimborso dei mutui dal fondo di rotazione.

Tra le altre misure previste dal “Pacchetto Alto Adige”, invece, ci sono:

  • Il pagamento anticipato della cassa integrazione ai lavoratori;
  • La creazione di un Fondo di solidarietà ad hoc per i lavoratori che non hanno accesso alla cassa integrazione ordinaria;
  • La costituzione di un Fondo anticrisi e l’istituzione di programmi economico-strategici a lungo termine come ad esempio il programma Restart Südtirol di IDM;
  • La concessione di finanziamenti a fondo perduto (tra i 3mila e i 10mila euro) per le piccole imprese che hanno subito grandi perdite di fatturato;
  • L'incremento dei contributi per l'affitto e, per 13.400 inquilini dell'IPES, una moratoria negli affitti nel caso di un calo improvviso del reddito per ragioni legate alla crisi;
  • Misure ad hoc per sostenere il mondo del volontariato.

Per quanto riguarda le scuole, invece, oltre allo stop delle rette dei convitti, sono attive anche le seguenti misure:

  • La sospensione del pagamento dei tributi comunali, nonché il parziale sgravio di rette delle scuole dell’infanzia.
  • L’erogazione ad ogni istituto scolastico di un contributo di 15mila euro (a valere sui fondi europei) per l'acquisto di strumenti digitali con cui sostenere la didattica online. Ciascuna scuola darà la strumentazione in comodato d'uso a studenti (principalmente) o docenti, che ne abbiano necessità.

La Provincia affiancherà anche il differimento del pagamento di prestiti ottenuti dal fondo di rotazione (L.P. 9/1991).

La Giunta metterà inoltre a disposizione delle cooperative di garanzia capitale aggiuntivo per consentire la rinegoziazione e il rifinanziamento del debito. 

A Bolzano, infine, le banche altoatesine hanno concesso un differimento per i mutui a famiglie e imprese. Si tratta nello specifico di una dilazione fino a 12 mesi per crediti a medio-lungo termine, così come – in alternativa o in aggiunta – la possibilità di prolungarne la durata fino a 24 mesi per ottenere in questo modo una riduzione della rata.  

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Provincia autonoma di Trento

Aumentano anche le misure che le due province autonome di Trento e Bolzano stanno adottando per sostenere imprese e famiglie.

A Trento dal 1 aprile e fino al 31 dicembre le imprese e le partite IVA con sede in Trentino e che hanno avuto una riduzione di almeno il 10% del fatturato a causa del Coronavirus, possono inviare domanda di accesso alla misure messe in campo da: Provincia, Cassa del Trentino, Banche, Intermediari finanziari, Fondo Strategico del Trentino Alto Adige e Confidi. Si tratta delle misure attivate da #ripresatrentino varate in queste settimane e in particolare de: 

  • La sospensione delle rate del mutuo/canoni leasing o la rinegoziazione di operazioni in essere; 
  • L’attivazione di linee di finanziamenti “Plafond Ripresa Trentino”.

Il 27 marzo, poi, la Provincia ha stabilito la sospensione degli incassi di affitti dovuti dalle imprese alle due società in house Trentino Sviluppo e Patrimonio del Trentino, in modo da assicurare maggiore liquidità alle imprese. Le operazioni di riscossione sono rinviate indicativamente a fine anno o a 12 mesi. In particolare per quanto riguarda Trentino Sviluppo, la decisione riguarda:

  • La sospensione dei pagamenti fino al 4° bimestre 2020 per: prestazione di servizi Bic, locazioni ordinarie, prestiti obbligazionari, fondi impianti, leasing ed incasso dei pagamenti entro dicembre 2020, con applicazione di interessi pari a zero;
  • La concessione di una proroga sino a 12 mesi, agli impegni assunti dagli acquirenti delle aree industriali (ad esempio obbligo di costruire, impegni occupazionali), ai sensi e per gli effetti di quanto disposto dalla legge provinciale n. 6/99;
  • La concessione di una traslazione di tutti i vincoli occupazionali cadenti nell’anno 2020 al 2021 con conseguente traslazione di un anno dei vincoli degli anni successivi.

Per quanto riguarda, invece, Patrimonio del Trentino è stata decisa una sospensione dei pagamenti dei canoni di affitto in capo agli operatori economici fino ad agosto 2020. L’incasso degli stessi verrà effettuato entro dicembre 2020, con applicazione di interessi pari a zero.

La Provincia di Trento ha lanciato anche il Fondo Ripresa Trentino da 250 milioni di euro con cui, grazie alla collaborazione delle banche, saranno realizzate tre tipologie di interventi per promuovere l’accesso alla liquidità da parte delle imprese. Le misura differiscono in ragione delle specifiche esigenze o delle caratteristiche dell’operatore economico:

  • La prima è riservata agli operatori economici minori che, per forma giuridica o specifica operatività, non possono essere soci dei Confidi ovvero che intendano procedere celermente a prescindere dall’intervento dei Confidi.
  • La seconda agli operatori economici con attivazione dei Confidi;
  • La terza agli operatori economici più strutturati che ricorreranno al Fondo Strategico del Trentino-Alto Adige – Comparto Trento.

La Provincia ha inoltre approvato una nuova legge provinciale (la 2-2020) con cui vengono adottate “Misure urgenti di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse all'emergenza epidemiologica Coronavirus”. Tra i principali provvedimenti figurano:

  • Una serie di semplificazioni per gli appalti che, in buona sostanza, intendono favorire un maggiore coinvolgimento delle imprese trentine, grazie a criteri premianti che valorizzino la territorialità e la filiera corta; 
  • Il concorso della Provincia all’abbattimento degli interessi su linee di credito di durata fino a 24 mesi, contratte dalle imprese trentine con banche che hanno aderito al protocollo siglato con la provincia;
  • L’accelerazione dell’erogazione dei contributi regionali, anche ricorrendo a soggetti esterni per l'istruttoria delle domande;
  • Il differimento del pagamento della prima rata dell’Imposta Immobiliare Semplice (IMS), dall’attuale 16 giugno 2020 alla scadenza della seconda (16 dicembre 2020), fermo restando, per chi vuole, la facoltà di effettuare il versamento secondo la scadenza ordinaria. Ciò farà sì che nel portafoglio di famiglie ed imprese rimanga, nell’immediato, una disponibilità monetaria complessiva pari a circa 90 milioni di euro.

La Provincia di Trento ha, infine, avviato il Progetto “Io resto a casa” di assistenza all’utenza fragile over 75, tramite la consegna gratuita a domicilio della spesa e dei farmaci.

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Puglia: Manovra straordinaria da 450 milioni per liquidità di imprese e partite IVA

L’8 aprile la Regione Puglia ha approvato una manovra da 450 milioni di euro per sostenere l'economia bloccata dalla crisi Coronavirus, fornendo nuova liquidità a imprenditori, artigiani, professionisti, lavoratori e famiglie per fronteggiare le difficoltà di queste settimane e sostenere la ripresa dopo la fine dell'emergenza sanitaria. La manovra si articola in tre ambiti di intervento:

  • Cofinanziare le risorse previste dal Fondo Centrale di Garanzia e dalla Cassa Depositi e Prestiti, per aiutare le piccole e medie imprese ad accedere più agevolmente ai prestiti bancari, accrescendo l'efficacia degli strumenti previsti dal Decreto Imprese;
  • Destinare alle imprese un contributo a fondo perduto in aggiunta alla copertura degli interessi per le immediate necessità per fronteggiare la crisi e assicurare la più ampia ripresa delle attività economiche post crisi sanitaria;
  • Attivare il "Microprestito Emergenza COVID 19" rivolto a tutte le microimprese, ai titolari di partita IVA, ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti, attraverso cui sono concessi prestiti a tasso zero erogati direttamente dalla Regione, con procedure semplificate e da restituire in 6 anni.

A questi strumenti si aggiunge:

  • Il potenziamento delle garanzie pubbliche a sostegno di nuova liquidità;
  • L'ampliamento del portafoglio dei Minibond varati nel 2019;
  • Il finanziamento totale del rischio sul 100% del circolante;
  • Uno specifico set di strumenti per sostenere del sistema turistico-ricettivo regionale.

Sulo fronte lavoro, invece, dopo la firma il 19 marzo dell’Accordo quadro per la cassa integrazione in deroga (CIGD) tra Regione e parti sociali, il 2 aprile la Regione Puglia ha annunciato l’apertura della piattaforma SINTESI per l’invio delle domande. Il termine ultimo per fare richiesta di CIGD è fissato per il 23 agosto.

Il 31 marzo, invece, la Regione Puglia ha deciso di stanziare oltre 45 milioni di euro per sostenere le famiglie pugliesi in maggiore difficoltà. Si tratta in particolare di:

  • Un Fondo di prima necessità destinato ai Comuni da 11,5 milioni di euro, con cui erogare bonus di prima necessità, per tutti quegli individui che, a causa del Coronavirus, si trovano in situazioni di fragilità sociale;
  • Il rifinanziamento della misura ReD 3.0 con 36 milioni di euro, come misura essenziale di sostegno al reddito, anche grazie all'ampliamento della platea di beneficiari.

Aiuti coronavirus Puglia

La Regione ha inoltre deciso di accelerare le attività di liquidazione e di pagamento dei contributi ai vincitori dei bandi regionali finanziati con fondi europei. A tal fine, rende noto la Regione, si sta procedendo ad una riorganizzazione degli uffici per rendere più veloci le pratiche per l’erogazione dei fondi, garantendo in tal modo maggiore liquidità alle imprese in questa fase di difficoltà.

Per quanto riguarda il settore della cultura, dello spettacolo, del cinema e del turismo, invece, la Regione ha varato un pacchetto di misure urgenti che prevede:

  • Il rinvio di 12 mesi di tutti gli adempimenti prescritti e connessi agli investimenti cofinanziati dalla Regione nell'ambito delle seguenti azioni: aiuti alle PMI per la valorizzazione di attrattori culturali: sale cinematografiche, teatri e luoghi dello spettacolo dal vivo (Teatro, Musica e Danza); Apulia Film Fund per il sostegno alle produzioni cinematografiche, annualità 2017 e 2018/2020; Programmi straordinari in materia di Cultura e Spettacolo, annualità 2018 e 2020; 
  • La proroga di 12 mesi per lo svolgimento delle attività finanziate nell'ambito del cd. Bandone triennale Cultura e Spettacolo 2017/2019 per i beneficiari che abbiano in corso attività al 30 gennaio 2020;
  • La proroga di 6 mesi per la realizzazione delle attività finanziate nell'ambito dell'Avviso ospitalità 2020;
  • La proroga al 1° gennaio 2021 del termine di decorrenza dell'obbligo di pubblicazione del Codice identificativo di struttura di cui alla L.R. n. 57/2018;
  • L’applicazione generalizzata a tutti i procedimenti in corso (nei settori cultura, spettacolo, cinema), anche con carattere retroattivo, dei principi e degli strumenti di semplificazione, ottimizzazione ed accelerazione procedurale, per favorire al massimo le anticipazioni dei finanziamenti già ottenuti e accelerare i pagamenti.

Gli interventi sul settore cultura e turismo si aggiungono alla sospensione fino a sei mesi dei mutui concessi dall’Amministrazione Regionale (attraverso Puglia Sviluppo) a valere sugli strumenti denominati “N.I.D.I.”, “Tecnonidi”, “Microcredito” e “Fondo a favore delle Reti per l’Internazionalizzazione”.

A ciò si aggiunge anche la possibilità, per le imprese che ne faranno richiesta, di traslare di dodici mesi i monitoraggi sugli adempimenti successivi alla conclusione degli investimenti cofinanziati dalla Regione nell’ambito della misure denominate “Contratti di Programma e “P.I.A. piccole imprese”, “ P.I.A. Medie imprese “, “P.I.A. Turismo”.  

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Sardegna: Dal 30 marzo domande per la cassa integrazione in deroga

Il 30 marzo la Regione Sardegna ha aperto i termini per l’invio delle domande di cassa integrazione in deroga, attraverso l’apposito applicativo reso disponibile sulla piattaforma Sistema Informativo Lavoro. L’apertura dei termini per accedere alla CIGD fa seguito alla firma dell’Accordo quadro tra Regione, sindacati e associazioni datoriali del 26 marzo.

Per quanto riguarda le imprese, invece, l’Assessorato all’Agricoltura ha comunicato che, a seguito dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, i termini di scadenza relativi a qualsiasi bando, procedure concorsuali, avvisi pubblici, presentazione di rendicontazioni da parte di enti pubblici e/o privati cittadini, relativi a qualsiasi fonte di finanziamento sono prorogati al 31 luglio 2020. La misura si è resa necessaria, dato il blocco dell'attività amministrativa degli uffici regionali e di quelli delle amministrazioni locali.   

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Sicilia: 7,5 milioni per gli affitti

Il 17 aprile la Regione Sicilia ha comunicato di avere richiesto al Governo di rifinanziare la quota statale della misura che eroga un contributo alle famiglie che vivono in affitto. Si tratta di un bando da 7,5 milioni di euro, prorogato al 13 maggio 2020 a causa dell’emergenza Coronavirus, con cui molte famiglie siciliane con ISEE particolarmente basso, potranno ricevere un aiuto economico che varia tra i 1.200 euro e i 1800 euro per pagare l’affitto.

Il 3 aprile, invece, la Regione Siciliana ha reso noti i termini per l’invio delle domande di cassa integrazione in deroga (CIGD). Le istanze dovranno essere inviate direttamente alla Regione tramite email, seguendo le apposite istruzioni.

Il 31 marzo la Regione ha approvato una misura per sostenere le imprese del trasporto che in queste settimane continuano a garantire la continuità della distribuzione dei beni di prima necessità nell’isola. E’ stata infatti stabilita la gratuità del pedaggio su tutta la rete a questa tipologia di vettori.  

Aiuti coronavirus Sicilia

Il 30 marzo, invece, la Regione Sicilia ha deciso di sospendere fino al 31 luglio i termini di scadenza per la realizzazione, rendicontazione e monitoraggio dei progetti finanziati con i fondi europei FESR nell’ambito degli Obiettivi tematici 1 “Ricerca e Innovazione” e 3 “Competitività PMI”. Si tratta di un’ulteriore misura a sostegno delle imprese siciliane, colpite dall’emergenza Coronavirus.

La Regione Sicilia ha poi diramato una circolare che mette a disposizione di ogni scuola un contributo massimo di 2.500 euro, per supportare le dotazioni tecnologiche individuali degli studenti con maggiori difficoltà economiche. L'iniziativa mira infatti a sostenere la didattica on-line, attraverso contributi agli istituti scolastici medi e superiori, per l'acquisto, il noleggio o il comodato d'uso di computer portatili (ma anche tablet e dispositivi mobili idonei all'apprendimento in modalità FAD) da mettere a disposizione di studenti con un ISEE non sia superiore ai 30mila euro. I fondi a disposizione sono 970mila euro e per ottenere il contributo, le scuole possono inviare una PEC alla Regione.

La misura si aggiunge all’imminente pubblicazione di un bando per l'individuazione del soggetto gestore del Fondo per la realizzazione di operazioni cosiddette "Tranched Cover" (garanzie di portafoglio), per oltre 25 milioni di euro, soldi provenienti da somme liberate dalla precedente programmazione europea. Si tratta di una complessa operazione di ingegneria finanziaria che consente di mobilitare, attraverso garanzie per l'accesso al credito bancario, oltre 250 milioni di euro di finanziamenti per PMI in modo da alimentare capitale circolante nella difficile fase di carenza di liquidità determinata dall'epidemia Covid-19. Per favorire l'accesso al credito delle PMI siciliane, le risorse del Fondo saranno prioritariamente impegnate per l'attivazione di strumenti finanziari riferibili alla costituzione di garanzie a copertura. Si tratta di misure che saranno adottate grazie all'attivazione di convenzioni con banche, intermediari finanziari e confidi autorizzati dalla Regione Siciliana e operanti sull’isola.

Questa misura si affianca alle risorse già destinate al Fondo centrale di garanzia (102 milioni di euro già assegnati, che la giunta Musumeci ha deciso di incrementare di ulteriori 100 milioni e che garantiscono l'80% dei finanziamenti bancari per le imprese), che consentono di finanziare 20mila imprese con oltre 2 miliardi di euro di risorse liquide da immettere sul mercato.

Tra le altre misure finora adottate dalla Regione Siciliana per sostenere imprese e cittadini in questa fase così difficile causata dall’emergenza Coronavirus ci sono poi:

  • La proroga, dal 31 marzo al 30 giugno, per la presentazione dell'attestato di esenzione del ticket sanitario relativo all'anno 2019/20, per evitare affollamenti alle ASL;
  • L’emissione del pagamento ai Comuni della quarta trimestralità del Fondo di parte corrente, in modo da garantire adeguata liquidità nelle casse degli enti locali per continuare a fornire servizi alla cittadinanza.

Regione e ABI, inoltre, hanno concordato l’avvio di una moratoria sui mutui contratti con il sistema bancario prima del 31 gennaio. Un accordo che consente:

  • Per tutti i rapporti di mutuo di medio e lungo termine (compresi i leasing immobiliari) di sospendere le rate mensili, evitando il pagamento della quota capitale per un anno;
  • Di allungare il debito fino al 100% della durata residua dell'ammortamento, con conseguente dimezzamento dell'importo della rata e liberazione di liquidità.

Si tratta di un’opportunità che è stata estesa anche agli enti regionali Irfis Finsicilia, Ircac e Crias. 

E’ stato previsto anche un intervento per sostenere indirettamente le imprese del settore trasporti. La Regione, infatti, ha annunciato che “garantirà ai vettori di trasporto i costi fissi per salvaguardare innanzitutto gli stipendi dei lavoratori”. 

Inoltre, la Regione ha deciso di sbloccare anticipatamente gli stati di avanzamento dei lavori in deroga ai capitolati d'appalto regionali (dove le opere e i cantieri lo rendano necessario), garantendo la regolare prosecuzione dei cantieri (ma solo dove sarà possibile rispettare le misure di blocco del contagio a cominciare da quelle sulla distanza tra i lavoratori). La decisione è stata presa dopo che il settore edile dell’isola aveva lanciato un grido d’allarme, paventando uno stop completo dei cantieri a grave danno delle imprese edili.

Si segnala infine, il comunicato del Governatore Nello Musumeci che annunciava che IRFIS Finsicilia (la banca controllata dalla Regione) “sospenderà sino a un anno il pagamento delle quote capitali dei finanziamenti in essere alla data del 31 gennaio scorso, erogati in favore delle imprese danneggiate dall'emergenza epidemiologica Covid-19. Si tratta di una necessaria attività di supporto al mondo imprenditoriale isolano in questo momento di particolare difficoltà". Le imprese interessate potranno fare domanda tramite PEC, scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.   .

Coronavirus: decreto Cura Italia, le misure per Regioni e Enti locali   

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Toscana: Anticipo della CIG a tasso zero

Il 17 aprile l’ANPAL rende noto che la Regione Toscana ha firmato un accordo con sindacati e banche che prevede l’anticipo della Cassa integrazione (CIG) da parte degli istituti bancari, a tasso zero. Si tratta, pertanto, di un accordo che garantisce maggiormente i lavoratori rispetto a quello analogo firmato a livello nazionale, dato che in Toscana l’anticipo sarà completamente senza spese.

Dopo la firma dell’accordo quadro sulla cassa integrazione in deroga (CIGD) tra Regione Toscana e parti sociali, il 30 marzo la Regione ha pubblicato le Linee guida contenenti tutte le informazioni necessarie per presentare domanda. In particolare nel documento viene specificato che, alla domanda compilata online, dovranno essere allegati anche:

  • Il verbale di accordo - per il quale la Regione ha creato un format - per i datori di lavoro con più di 5 dipendenti. Se la consultazione sindacale non avviene entro 5 giorni dalla richiesta, la domanda può essere comunque inviata allegando la documentazione comprovante l’invio di tale richiesta;
  • La dichiarazione (anche in questo caso c’è un format utilizzabile) per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti o che non hanno ricevuto risposta alla richiesta di consultazione sindacale.

Quanto ai fondi per la CIGD, le imprese toscane danneggiate dall’emergenza Coronavirus avranno a disposizione 145 milioni di euro. Si tratta di risorse provenienti in parte dal decreto Cura Italia (che ha destinato 85 milioni alla Toscana) e in parte dai residui della precedente gestione degli ammortizzatori sociali (60 milioni).   

Tecnologie spaziali per salute e formazione: il bando ASI-ESA per le imprese

Umbria: Dal 1 aprile via alle domande per la CIG in deroga

Grazie alla firma dell’Accordo quadro per la cassa integrazione in deroga (CIGD) tra Regione e parti sociali del 23 marzo scorso, le imprese umbre con lavoratori subordinati sospesi in tutto o in parte a causa degli effetti economici negativi del Coronavirus, possono fare domanda di CIGD dal 1° aprile.

Le domande possono essere presentate solo con modalità telematica attraverso il sistema informativo SARe. Sul piatto ci sono 20 milioni di euro messi a disposizione dal decreto Cura Italia.  

Le misure del gruppo CDP contro il coronavirus: dall’accesso al credito all’export

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Valle d’Aosta: Firmato l’Accordo quadro per la CIGD

Il 1° aprile Regione e parti sociali hanno firmato l’Accordo quadro per la cassa integrazione in deroga (CIGD) che permette anche alle imprese valdostane di accedere ai fondi stanziati dal decreto Cura Italia. A questo ammortizzatore sociale possono accedere i datori di lavoro del settore privato, inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, i liberi professionisti anche in forma associata, le cooperative e le società partecipate, comprese le società in house, le agenzie di stampa, i giornali on line, con unità operative site in Valle d’Aosta.

Il 25 marzo, inoltre, la Regione Valle d’Aosta ha approvato la LR 4-2020 con cui è stata prevista la possibilità, previa domanda degli interessati, di sospendere per 12 mesi il pagamento delle rate dei mutui concessi da FINAOSTA S.p.A. a partire dal 1° maggio;

Per i titolari di mutuo FINAOSTA S.p.A con rate in scadenza nel mese di aprile, la sospensione potrà essere, invece, attivata sin da subito.

La misura fa seguito al precedente annuncio della Regione che informava sull'imminente varo di un primo pacchetto di misure per sostenere il tessuto produttivo regionale e le famiglie valdostane alle prese con i danni causati dal Coronavirus. Tra gli interventi previsti ci sono:

  • L’anticipazione dell’erogazione sul trattamento di integrazione salariale per garantire continuità del reddito dei lavoratori in caso di sospensione o riduzione dell’attività produttiva, implementando così le misure del Decreto Cura Italia del Governo;
  • Il trasferimento straordinario alla Camera di Commercio per la costituzione di un fondo di garanzia da utilizzare in convenzione con enti di garanzia collettiva dei fidi territoriali, cioè i Confidi.  

Coronavirus: dai droni alle app per monitorare i contagi, il ruolo della tecnologia

Veneto: Bando da 1,2 milioni per la didattica online degli istituti professionali

Il 3 aprile la Regione Veneto ha lanciato il Bando da 1,2 milioni di euro per sostenere le scuole della formazione professionale ad attivare progetti per aumentare la partecipazione degli studenti alla didattica online. 

Sul fronte lavoro, invece, la Regione Veneto ha approvato il nuovo accordo con le parti sociali per la cassa integrazione in deroga (CIGD). Si tratta di un nuovo accordo che adegua quello sottoscritto lo scorso 10 marzo e che tiene in conto le nuove previsioni in materia dettate dal decreto Cura Italia. 

Le domande possono essere inviate online dal 27 marzo, tramite il portale ClicLavoro Veneto.