Il Cura Italia prima e il decreto liquidità poi cambiano il profilo del Fondo di Garanzia per le PMI, uno strumento operativo da vent’anni. Come funziona e cosa cambia con le ultime novità introdotte. 

Istituito con Legge n. 662/96 e operativo dal 2000, il Fondo di garanzia PMI è uno strumento agevolativo del Ministero dello Sviluppo Economico gestito da Mediocredito centrale,  volto a sostenere le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario perché non dispongono di sufficienti garanzie.

Guida al Fondo di garanzia PMI

Fondo di garanzia PMI

Chi può accedere al Fondo di garanzia PMI

I beneficiari finali, cui viene concessa la garanzia pubblica, sono le piccole e medie imprese, incluse le imprese artigiane, presenti sul territorio nazionale. Nel novero dei beneficiari rientrano anche: 

  • i consorzi e le società consortili costituiti tra piccole e medie imprese, e le società consortili miste; 
  • i professionisti iscritti agli ordini professionali e quelli aderenti alle associazioni professionali.

I beneficiari possono svolgere una qualsiasi attività economica, ad eccezione di quelle rientranti nelle sezioni della classificazione ATECO 2007:

  • A – Agricoltura, silvicoltura e pesca;
  • K – Attività finanziarie e assicurative;
  • O – Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria;
  • T – Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; produzione di beni e servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze;
  • U – Organizzazioni ed organismi extraterritoriali.

Ma attenzione: all’interno dei singoli codici di sopra sono previste eccezioni. Quindi sono ammissibili alla garanzia i soggetti beneficiari finali che svolgono le attività:

  • a) 01.60.00 (Attività di supporto all’agricoltura e attività successive alla raccolta);
  • b) 01.70.00 (Caccia, cattura di animali e servizi connessi);
  • c) 02.00.00 (Silvicoltura ed utilizzazione di aree forestali).

Inoltre, sono ammessi i soggetti beneficiari finali che svolgono una qualsiasi attività economica tra quelle rientranti nella sezione “A - Agricoltura,  silvicoltura e pesca” se la richiesta di riassicurazione e/o controgaranzia è presentata da un Confidi operante nei settori agricolo, agroalimentare e della pesca.

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Come funziona il Fondo di garanzia PMI?

Per favorire l’accesso al credito di tali soggetti il Fondo prevede la concessione di una garanzia pubblica che si affianca, e spesso si sostituisce, alle garanzie reali portate dalle imprese. Ciò significa che, grazie al Fondo, l’impresa può ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo.

La garanzia del Fondo è un’agevolazione del Ministero dello sviluppo economico, finanziata anche con risorse europee, che può essere attivata solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari a favore di imprese e professionisti. 

 Il Fondo non interviene direttamente nel rapporto tra banca e cliente: tassi di interesse, condizioni di rimborso ecc., sono lasciati alla contrattazione tra le parti. Ma per quanto concerne la parte garantita dal Fondo non possono essere acquisite garanzie reali, assicurative o bancarie.

Quali operazione garantisce?

L’intervento riguarda tutti i tipi di operazioni, a breve e medio-lungo termine, sia per iniettare liquidità nelle casse delle imprese, sia per permettere investimenti. 

La garanzia è concessa, in favore dei soggetti beneficiari finali, con le seguenti modalità: 

  • garanzia diretta, su richiesta dei soggetti finanziatori, anche in qualità di capofila di pool di soggetti finanziatori; 
  • riassicurazione e controgaranzia, su richiesta dei soggetti garanti, anche in qualità di capofila di pool di soggetti garanti. 

La riassicurazione e la controgaranzia possono essere richieste dai soggetti garanti congiuntamente sulla stessa operazione finanziaria esclusivamente nel caso in cui le garanzie concesse dai soggetti garanti siano dirette, esplicite, incondizionate, irrevocabili ed escutibili a prima richiesta del soggetto finanziatore, anche attraverso un congruo acconto.

 Qualora le garanzie concesse dai soggetti garanti non abbiano le predette caratteristiche, i soggetti garanti possono richiedere solo la riassicurazione.

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Fondo di garanzia PMI

Come presentare la domanda e quali sono i tempi di risposta

L'impresa o il professionista non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo, ma deve rivolgersi a una banca per richiedere il finanziamento chiedendo che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda.

In alternativa, può rivolgersi a un Confidi accreditato che garantisce l'operazione in prima istanza e richiede la controgaranzia al Fondo.

I tempi di risposta erano già piuttosto snelli, ma i tempi sono stati accorciati per far fronte allo shock economico causato dall’emergenza Covid-19: con il decreto Cura Italia e con il decreto liquidità, infatti, è previsto uno snellimento delle pratiche. 

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Cosa cambia con il decreto Cura Italia

Per aiutare le imprese a far fronte all'emergenza coronavirus, il Governo ha previsto un accesso semplificato al Fondo di garanzia per le PMI. In tal senso, il decreto Cura Italia (dl 18/2020) ha introdotto alcune importanti novità:

  • L'importo massimo garantito per impresa è stato innalzato da 2,5 milioni di euro a 5 milioni di euro;
  • Diventano ammissibili le operazioni finalizzate all’estinzione di finanziamenti (rinegoziazione finanziamenti o consolidamento di passività a breve) erogati dalla stessa banca (o gruppo bancario);
  • Viene estesa la durata della garanzia sui finanziamenti già garantiti oggetto di sospensione delle rate o della sola quota capitale da parte delle banche finanziatrici;
  • È annullato il pagamento delle commissioni per il mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie presentate dalla data di entrata in vigore del decreto;
  • Sono ammessi a garanzia, gratuitamente e senza valutazione, i finanziamenti a favore di persone fisiche che esercitano l’attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19 (finanziamenti inferiori a 18 mesi fino a 3.000 euro di importo); 
  •   La durata della garanzia del Fondo è estesa automaticamente per le PMI che concordano con la banca la sospensione dei pagamenti oggetto di moratoria. 

Fondo di garanzia PMI

Le novità del decreto Liquidità

Successivamente, il decreto liquidità (dl 23/2020) ha portato la garanzia al:

  • 100% per prestiti fino a 25mila euro, senza alcuna valutazione del merito di credito;
  • 100% per i prestiti fino a 800mila euro, con la valutazione del merito di credito;
  • 90% nei casi restanti con tetto a 5 milioni di importo garantito e valutazione della situazione finanziaria pre-crisi. Ma anche in quest’ultimo caso si può arrivare al 100% con la controgaranzia dei Confidi.

In quest'utimo caso possono accedere al finanziamento le imprese fino a 499 dipendenti, che abbiano ricavi fino a 3,2 milioni. 

In tutti i casi l'importo del prestito garantito non può superare il 25% dell’ammontare dei ricavi del beneficiario, risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata. Per i soggetti beneficiari costituiti dopo il 1° gennaio 2019 va dimostrato tramite idonea documentazione, come ad esempio un'autocertificazione.

La restituzione del prestito garantito è in sei anni e l’inizio del rimborso del capitale scatta non prima di 2 anni dall'erogazione.

Per i prestiti fino a 25mila euro è previsto un tasso di interesse, anche se basso, rapporto al Rendistato con una maggiorazione dello 0,2% (si può stimare un valore tra 1,2 e 2%). Per le aziende fino a 3,2 milioni di ricavi il testo non prevede invece un tasso minimo né una durata massima del rimborso prefissata.

Il rilascio della garanzia è automatico e gratuito. La banca potrà pertanto erogare il finanziamento con la sola verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito dell’istruttoria del gestore del Fondo medesimo.