Il pacchetto di aiuti che ha ottenuto il via libera dell’Eurogruppo vale circa 500 miliardi, ed è composto da tre elementi: il ricorso al MES su base volontaria e senza condizioni per le spese sanitarie, l’intervento di SURE per i lavoratori e della BEI per le imprese. Si gettano le basi per il Recovery Fund, un fondo per la ripresa che fornirà finanziamenti per rilanciare l'economia attraverso il bilancio UE 2021-27.

E’ una rete di sicurezza che vale circa 500 miliardi quella su cui hanno trovato l’accordo i ministri dell’Economia europei, dopo un primo round di negoziati fallito il 7 aprile

Una rete che poggia su tre pilastri: il MES per gli Stati, la BEI per le imprese, SURE per i lavoratori. Nessun riferimento esplicito agli eurobond richiesti dall’Italia, ma si apre uno spiraglio per il futuro, ma si gettano le basi per un Recovery Fund. 

Fondo salva-Stati su base volontaria e senza condizioni

Raggiunto un compromesso sull’oggetto della discordia in questi giorni tra Paesi del Nord e Paesi del Sud, vale a dire il ricorso al Meccanismo europeo di stabilità.

In base all’intesa il ricorso allo strumento sarà volontario, e ne usufruirà solo chi ne farà esplicita richiesta. Ad ogni Stato verrà fornita una linea di credito pari fino al 2% del valore del proprio Prodotto interno lordo (PIL) alla fine del 2019. 

Il ricorso al MES è concesso solo ai Paesi dell’eurozona, purché venga rispettato un requisito: gli Stati che richiedono assistenza si impegnano ad utilizzare questa linea di credito per finanziare l’assistenza sanitaria diretta e indiretta e i costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi Covid-19. 

Successivamente, gli Stati dell’area dell’euro continueranno ad impegnarsi a rafforzare i fondamenti economici e finanziari “coerentemente con i quadri di coordinamento e sorveglianza economica e fiscale dell’UE, compresa l’eventuale flessibilità applicata dalle competenti istituzioni dell’UE”.

BEI a sostegno delle imprese

Sugli altri due elementi della proposta c’era già accordo tra i Paesi. Confermata quindi la creazione, in seno alla Banca europea per gli investimenti, di un fondo di garanzia paneuropeo di 25 miliardi di euro, capace di sostenere finanziamenti per 200 miliardi a favore delle imprese in tutto il territorio dell’UE, con particolare attenzione alle imprese piccole e medie (PMI). 

La BEI dovrà rendere operativa la proposta “il prima possibile”. Il sostegno potrà avvenire anche attraverso le banche promozionali nazionali. 

SURE: la cassa integrazione europea

L’ultimo tassello dell’accordo riguarda il ricorso a SURE, strumento europeo di solidarietà da 100 miliardi sotto forma di prestiti agli Stati, per sostenere il reddito dei lavoratori e aiutare le imprese.

I prestiti si baseranno su garanzie fornite dagli Stati membri e saranno indirizzati ai settori più in difficoltà. Tutti gli Stati potranno avvalersene, ma lo strumento rivestirà un'importanza particolare per quelli più colpiti dall’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19 e dal conseguente shock economico.

SURE sosterrà i regimi di riduzione dell'orario lavorativo e misure analoghe per aiutare gli Stati a proteggere l'occupazione, i lavoratori dipendenti e gli autonomi dal rischio di licenziamento e perdita di reddito. 

Per approfondire: cos'è SURE, il piano UE da 100 miliardi contro la disoccupazione

Niente Coronabond: si fa strada un Recovery Fund finanziato dal bilancio UE

Nell’accordo raggiunto non si fa esplicito riferimento all’altro oggetto della discordia tra i blocchi di Paesi europei, vale a dire i coronabond tanto caldeggiati dall’Italia. Ma, riprendendo la proposta francese, i ministri delle Finanze hanno deciso di lavorare su un Recovery Fund, un fondo per la ripresa che fornirà finanziamenti attraverso il bilancio UE a programmi mirati per rilanciare l’economia.

Tale fondo sarebbe “temporaneo, mirato e commisurato ai costi straordinari dell’attuale crisi” e contribuirebbe a spalmare tali costi nel tempo attraverso finanziamenti adeguati. Anche questo elemento sarà oggetto di decisione dei leader per il via libero formale, che dovrà tenere conto degli aspetti giuridici e pratici. L’Eurogruppo si impegna inoltre a lavorare per un nuovo bilancio pluriennale 2021-27 che sappia rispondere a tutte le sfide.

“La Commissione presenterà la sua proposta alla fine di aprile”, fa sapere il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni.