Male gli indici asiatici: Tokyo chiude a -1,61%, Shanghai a -1,83%. De Guindos (Bce) rassicura: "Pronti a misure audaci". Continua il calo del petrolio.

MILANO - Ore 11. Le Borse procedono in forte calo nonostante il parziale recupero di Wall Street, dove gli indici hanno chiuso ieri in forte rialzo dopo il tracollo di lunedì. Gli stimoli per il momento messi in campo dai governi sembrano non convincere ancora il mercato, che attende soprattutto di conoscere i dettagli del maxi piano che il governo degli Stati Uniti ha intenzione di fare approvare per arginare la crisi sanitaria e i danni conseguenti per l'economia americana. In Europa Milano è la migliore e cede l'1,33%,  Francoforte cede il 4,77%, Londra il 5,13%, Parigi arretra del 4,62%.

Ma sulla sponda italiana è soprattutto lo spread a fare paura. Il differenziale Btp/Bund schizza in mattinata oltre i 320 punti con il rendimento del decennale italiano che sfiora il 3%.

Negativa anche la giornata sulle piazze finanziarie asiatiche. Tokyo ha concluso gli scambi in calo dell'1,61% mentre è stato ancora più pesante il passivo per Seul, che si è fermata a -4,86%.  In flessione anche gli indici cinesi: il Composite di Shanghai cede l'1,83% mentre quello di Shenzhen perde l'1,55%.

Tra i dati macroeconomici sono positivi i dati diffusi questa mattina dall'Istat sulla nostra industria. A gennaio, ultimo mese prima dell'esplosione dell'emergenza coronavirus, il fatturato dell'industria italiana è salito del 5,3% su base mensile. Su base annua si è registrato un aumento del 3,8% (dato corretto per gli effetti di calendario).

Non si ferma intanto la caduta dei prezzi del petrolio, le cui quotazioni scendono ai minimi dal 2003.  I contratti sul wti con scadenza aprile sono scambiati a 26,06 dollari al barile, in calo del 4,65% dopo un minimo a 25,92 dollari al barile mentre il Brent maggio è sulla soglia psicologia dei 28 dollari al barile, in calo del 2,5%