Comprendere le scelte degli agricoltori per contribuire allo sviluppo di un settore più attento alla tutela ambientale. È questa una delle priorità della politica agricola comune (PAC), che solo lo scorso anno ha stanziato 60 miliardi di euro per garantire una produzione agricola più sicura e sostenibile.

Secondo il Centro comune di ricerca della Commissione UE, a proposito delle criticità e gli obiettivi climatici europei, è fondamentale raggiungere una certa sinergia tra due elementi: la comprensione dei fattori comportamentali degli agricoltori da parte dei rappresentanti politici, insieme allo stanziamento mirato di risorse della PAC.

Se si considera un esempio pratico, un dato rilevato dagli studi è l'acuta sensibilità degli agricoltori nei confronti di ciò che pensa la propria comunità rispetto al loro contributo ambientale. Non sempre, infatti, vengono riconosciute pubblicamente e valorizzate le realtà che mettono in pratica azioni più 'green'.

A tal proposito, quindi, alcuni esperti in ambito economico, come François J. Dessart, Jesús Barreiro-Hurlé e René van Bavel, hanno condotto un'indagine approfondita sui fattori che influenzano le decisioni degli addetti ai lavori del settore agricolo, esaminando i risultati delle ricerche economiche, psicologiche e sociologiche condotte sulle dinamiche comportamentali.

Tre fattori di scelta

L'analisi degli elementi trainanti le scelte degli agricoltori nell'adozione o meno di determinate politiche sostenibili a livello ambientale individua tre gruppi di fattori principali.

Il primo, nonché il più significativo per l'applicazione di comportamenti green, è la percezione dei benefici finanziari, dei costi e dei rischi connessi all'introduzione di una particolare pratica produttiva.

Il secondo gruppo di leve comportamentali è rappresentato dai fattori cognitivi. Fra questi l'opinione degli esponenti della propria comunità, le mosse compiute da altri soggetti nella società in generale o anche il pensiero del nucleo familiare dell'agricoltore stesso.

L'ultimo elemento, più distante dall'azione effettiva ma con un'influenza significativa, racchiude l'insieme delle disposizioni soggettive come la personalità dell'agricoltore, i valori, le preferenze e gli obiettivi personali.

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Come cambiano gli incentivi 

Dalla ricerca appare evidente come le scelte degli agricoltori non siano sempre in linea con quanto ci si aspetta da una prospettiva puramente economica. Pertanto gli incentivi che potrebbero guidare gli agricoltori verso approcci produttivi più sostenibili dipenderanno da varie motivazioni.

Parlando di strategie a breve termine, si potrebbero rendere i regimi volontari più flessibili e allineare maggiormente i pagamenti ai costi percepiti. In una prospettiva a lungo termine, invece, sarebbe compito dei politici quello di aumentare la consapevolezza degli agricoltori rispetto alla conservazione della biodiversità e l'ecosistema, considerando questi come obiettivi prioritari del loro lavoro.