Natale Ventrella, “le lobbies più potenti al mondo” 

di Marco Chinicò

I soldi girano poco, si investe poco, si cresce poco. Molte imprese sono in difficoltà, aziende che chiudono, nessun imprenditore straniero che viene a investire nel nostro paese. La burocrazia è asfissiante, ci strozza, le tasse sono alte, il costo del lavoro è alle stelle, non si assume, disoccupati in aumento, i licenziamenti anche. Un ritratto della nostra amata e, al tempo stesso, povera Italia che conosciamo, ormai, da diverso tempo. Analisi, congetture, opinioni espresse: si è detto di tutto. Molte volte, però, si è detto poco o non si dice affatto che dietro un problema grosso, ormai incancrenitosi, oppure dietro un nuovo problema esploso, ci sia lo zampino delle potentissime e temutissime multinazionali. 

Natale Ventrella. Dottore Commercialista, esperto in tematiche di economia e finanza, ricercatore accreditato presso il MIUR. Da diverso tempo si occupa di Made in Italy, tutela dei nostri prodotti, dell’italianità degli stessi e, in particolare, di questioni e problemi che ruotano attorno al mondo delle imprese nostrane. L’abbiamo interpellato e, senza giri di parole, ha vuotato il sacco.

Natale Ventrella, perché le multinazionali sono così temute e odiate dai nostri imprenditori?

Perché sono una delle lobbies piu’ potenti del mondo, unitamente a quella farmaceutica, finanziaria, assicurativa ecc. Le multinazionali sono delle organizzazioni presenti in quasi tutti i Paesi più industrializzati; sono società di capitali, non necessariamente quotate in borsa e senza un livello minimo di commercializzazione. Secondo la definizione, molto generica, impartita dall’Onu, “il controllo anche di una sola filiale all’estero rispetto alla sede centrale, giustificato dal possesso di almeno il 10% del suo capitale totale, basterebbe per considerare un’azienda una multinazionale”. Esse fanno capo, o meglio, rispondono agli ordini di altre organizzazioni mondiali sovranazionali: sono quelle che gestiscono il potere globale e controllano le masse. Secondo un’indagine pubblicata, sette anni fa, dalla rivista ecologica Ecocosas e riportata dal sito Agrobionotizie, le multinazionali più potenti, più temute e ritenute pericolose sarebbero: Coca Cola, Philip Morris, Chevron, British Petroleum, Nestlé, Monsanto. (Fonte articolo: http://www.agribionotizie.it/le-10-multinazionali-piu-pericolose-del-mondo/)Con riferimento a quest’ultima, è stata al centro dell’attenzione in Puglia per la questione xylella. Un caso, con il senno di poi, rivelatosi un depistaggio per favorire il TAP. Molti prodotti di alcune delle citate multinazionali, li troviamo sui banconi di quasi tutti i negozi alimentari italiani e la cosa disgustosa sta nel fatto che l’italiano medio non è a conoscenza degli effetti sulla salute. Un esempio? Le paste ad alto tasso di glifosato; un essiccante usato per far maturare i grani del Canada, quest’ultimi poi importati in Italia sulla base del Trattato CETA. Un trattato voluto e votato da quasi tutti gli europarlamentari.

L’Italia è un paese di storia, arte, grande cultura ed enormi potenzialità anche sotto l’aspetto produttivo. Eppure, alcuni anni fa abbiamo rischiato l’imposizione europea del parmesan e della mozzarella di bufala da preparare con il latte in polvere. In secundis, nonostante le produzioni di qualità, rischiamo di trovare sulle nostre tavole prodotti provenienti dall’estero. Perché questa contraddizione e, ovvio, come mai siamo arrivati a questo punto?

Le popolazioni mondiali sono cresciute a dismisura e quindi devono essere ridimensionate. Come? Attraverso il cibo avvelenato dal glifosato e dalle OGM(organismi geneticamente modificati). Si è mai chiesto perché i tumori sono cresciuti a dismisura in Italia ed in Europa e non in paesi come l’Asia meridionale? Molti non lo sanno, ma la terza guerra mondiale è già in atto da diverso tempo. Perché le organizzazioni sovranazionali vogliono a tutti i costi un’Europa unita? Per il semplice fatto che questi potenti sognano un unico Governo mondiale, al di sopra dei singoli Governi nazionali, per meglio controllare le menti e le masse. Attraverso la complicità dei politici locali, questi signori mettono in atto politiche distruttive per creare povertà nelle nazioni, indebitarle e gestirne quindi il debito pubblico. Lo stesso Mario Draghi, recentemente, ha detto: “Un Paese perde la sovranità quando il debito è troppo alto”, poi aggiunge: “E’ colpa nostra se adesso sono i mercati che dicono a un paese cosa si può permettere e cosa no”. Capisce ora perché ci hanno tolto la sovranità monetaria? Da tempo, non emettiamo più carta moneta, una prerogativa affidata alla Banca Centrale Europea. Come mai, invece, la Germania ha conservato questa prerogativa? Questo piano è partito nel 1981, con il ministro Andreatta e quando a capo di Bankitalia c’era Carlo Azeglio Ciampi. Ci fu in primis il divorzio tra Bankitalia e Ministero del Tesoro, successivamente si sono inventati il Patto di Stabilità e, infine, nel 2013 la privatizzazione di Bankitalia per mano del Governo Letta, consegnando di fatto la stessa nelle mani delle fondazioni bancarie. Questo piano è stato portato a compimento, grazie al sostegno delle forze politiche, sinistra fra tutti.

Lei focalizza molto la sua attenzione sul sud, a cominciare dalla sua Puglia. Quanto soffrono i piccoli-medi imprenditori locali il forte potere delle multinazionali e quali sono i problemi di fondo che, loro malgrado, sono costretti ad affrontare?

Noi siamo considerati dagli antichi romani la “Cantina d’Italia”, proprio per l’alta concentrazione di uva e olio, eccellenze in assoluto del Made in Italy. In Puglia, come del resto nelle altri Regioni d’Italia, non sono a conoscenza di questi piani atti ad indebolire il tessuto produttivo delle PMI. Secondo lei, perché la politica oggi è affidata a persone, da molti giudicate inesperte? Proprio per il fatto che la classe dirigente deve contribuire ad accelerare questo processo di fallimento.

Ventrella, lei si è occupato di diversi casi: dal caso Xylella che, ancora oggi, è un giallo ancora aperto. Ultimamente, sta facendo discutere la vicenda della mancata certificazione DOP e, conseguente, valorizzazione della ciliegia Ferrovia, conosciuta come la ciliegia di Turi. Quali altre realtà regionali sono in crisi e, in particolare, ci preme capire come si concretizza e consolida il dominio delle multinazionali su questi prodotti tipici locali?

Rispondo con ordine. La xylella è sempre esistita sin dai tempi degli antichi romani e diverse persone non ne sono a conoscenza. Questo problema è stato montato per depistare la vera motivazione dell’eradicazione degli ulivi. Le pongo una domanda: se fosse stata montata ad arte per favorire il TAP? Trattasi del Gasdotto Trans-Adriatico (conosciuto con l’acronimo inglese di TAP, Trans-Adriatic Pipeline). Attualmente in costruzione che, dalla frontiera greco- turca, attraverserà Grecia e Albania per approdare in Italia, in Salento per esattezza, permettendo così l’afflusso di gas naturale proveniente dall’area del Mar Caspio, nel nostro Paese appunto e nel resto dell’Europa. Un’ipotesi da non escludere. Per quanto riguarda la richiesta della DOP per la ciliegia ferrovia, vi sono due tipo di problemi: il primo di tipo culturale ossia di campanilismo su chi deve essere titolare della denominazione. Poi, vi è un problema di tipo sostanziale; nel momento in cui una comunità ottiene una Dop, gli imprenditori devono rispettare un disciplinare rigido. E’ risaputo che molti disonesti agricoltori userebbero prodotti anticonvenzionali a base di ormoni per anticipare la maturazione. Un esempio di prodotto anticonvenzionale? il “Dormex”. Mi spiego meglio, se qualche grande imprenditore che si è adoperato per la DOP facesse uso di “Dormex” e, per questo, abbia boicottato l’iter di approvazione? Altra ipotesi da non escludere e, se veramente accaduta, sarebbe avvenuta all’oscuro dei tanti imprenditori agricoli poco esperti di queste situazioni e poco informati. Il progetto del “cultivar” la ciliegia ferrovia è fallito anche per una questione di carattere territoriale. Turi non poteva essere l’unico paese a ottenere la certificazione perché l’areale della ciliegia comprende anche i Comuni di Conversano, Castellana Grotte, Sammichele di Bari e Casamassima. Ragion per cui, per ottenere un riconoscimento di questo tipo, sarebbe necessaria la cooperazione di tutti i comuni interessati. Per quanto riguarda altre realtà territoriali, sono in crisi l’olio extra vergine di oliva, sostituito con quello tunisino grazie all’intercessione degli europarlamentari e per l’effetto della globalizzazione. Le arance preferite sono quelle marocchine. A voler citare un altro caso, per quanto riguarda il vino, pochi sanno che l’ex ministro Zaia, durante il Governo Berlusconi e per gli effetti di un trattato internazionale, ha favorito la penetrazione in Cina di sole cinque qualità di vino prodotte nel nord d’Italia. Le multinazionali hanno le loro produzioni e, per gli effetti degli aiuti provenienti dall’Ue, fanno la loro parte. 

Il Made in Italy lo definisce in crisi o in stato d’agonia? Riuscirà a spuntarla e difendere il suo orgoglio?

Le aziende sono nel baratro del fallimento a loro insaputa. L’ignoranza completa, il deprimente scenario. La politica è per pochi e sono sempre gli stessi a emergere, ad essere eletti. Uscire da questa situazione è difficile. Gli esponenti delle organizzazioni sovranazionali hanno programmato tutto questo, avendo il controllo delle multinazionali, per impoverire e decimare le popolazioni e bloccarne le nascite perché il loro intento è quello di sostituire le popolazioni europee con quelle islamiche che di figli ne hanno in media 5 a confronto della media europea. Islamizzare l’Europa a ogni costo: questo l’obiettivo perché alcune religioni sono più controllabili da un eventuale, unico Governo globale. Il tutto al cospetto dei cattolici, considerati uomini di cultura, decisamente più preparati, in grado di capire in anticipo l’antifona o certe intenzioni. Ecco spiegata la destabilizzazione di un lungo regime, qual è stato quello di Gheddafi in Libia. Quest’ultimo fu catturato e ucciso dai francesi, oggi rappresentati da un uomo “caro” ai Rothschild. (Fonti, Time Sicilia e Dagospia: http://timesicilia.it/veramente-emmanuel-macron-finanza-politica-segno-dei-rothschild/,http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/emmanuel-nato-camicia-tutti-affari-macron-tempi-147586.htm) llo stato attuale dei fatti, si comprende anche perché alcuni esponenti politici non si sono mai prodigati per mettere in atto politiche a sostegno della natalità, parlando invece degli immigrati come risorse, esempio di vita e stile, considerati all’avanguardia. Definizioni, parole da smentire e rispedire ai mittenti.