Doveva essere un intervento da niente. Ma il risveglio, quattro anni dopo aver passato vari calvari, è stato tragico: non aveva più né le gambe né le braccia. È la storia di Anna Leonori, di quelle che non dovrebbero mai accadere e che non si vorrebbero mai leggere né scrivere. Oggi Anna ha 46 anni, vive a Terni, e ha fatto un appello su facebook in cui chiede aiuto economico per potersi comprare protesi che le consentano una vita meno penosa. E tanti si stanno già mobilitando per lei. Ma cominciamo dall’inizio.

«Nel 2014 a Terni - racconta Anna - mi hanno asportato un polipo e all’ospedale di Terni tutti dicevano che fosse quasi sicuramente benigno. Ma all’esame istologico mi sento dire che invece era maligno, di un quarto grado infiltrante (gravissimo) e che era coinvolta tutta la vescica. Così sono andata all’ospedale a Roma. Lì hanno ripetuto la prova dei vetrini e il risultato è stato lo stesso: quarto grado infiltrante. Mi hanno asportato la vescica, l’utero e le ovaie. Ma l’esame istologico degli organi ha dato esito completamente negativo. Io mi sono ritrovata senza i miei organi e con una vescica artificiale, che mi ha provocato una serie di infezioni. A maggio 2017 il primo campanello d’allarme con un ricovero per fortissimi dolori addominali. Torno al Regina Elena dove cercano un tumore al peritoneo, ma l’esame istologico in laparoscopia dà esito negativo».

A ottobre i dolori atroci si ripresentano. E il ricovero per setticemia, un’infezione sistemica. «Sono stata in coma per 80 giorni, è iniziata la necrosi agli arti e sono stata portata in ritardo al centro grandi ustionati di Cesena, dove mi hanno asportato tutti e quattro gli arti».

Un calvario che non ha tolto ad Anna il sorriso e la voglia di lottare. Anna ha seguito i consigli di Bebe Vio, a Terni per i campionati di scherma paralimpica, che l’ha indirizzata nella clinica di Budrio». «Ma le cure - dice Anna, che ha due figli di 9 e 13 anni da crescere - «sono molto costose e senza aiuti sarei costretta a sospenderle». 

Anna ha delle protesi, ha imparato di nuovo a camminare, ma quelle agli arti superiori invece non le consentono di fare quasi niente. A darle una forte motivazione nell’affrontare questa terribile situazione è stata Bebe Vio, incontrata a Terni durante i campionati di scherma paralimpica. Il suo obiettivo è quello potersi permettere protesi per gli arti superiori di ultima generazione. Il preventivo è altissimo: 90mila euro. 

Per questo anche Anna ha lanciato un appello. «Dopo tante difficoltà riesco a camminare con le protesi, avrei bisogno però di protesi superiori di ultima generazione che l’Asl non fornisce. Il preventivo è talmente alto… non credo riuscirò mai ad avere quella somma. Ora non riesco a soffiarmi il naso, a tenere un cucchiaio ad appoggiarmi mentre scendo le scale. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno voluto dare un contributo e anche chi lo vorrà fare in futuro, certo l’obiettivo è ambizioso ma non voglio perdere la speranza di poter prima o poi conquistare un minimo di autonomia». 

La storia di un tumore inesistente e di una donna che si ritrova così menomata sta avendo un seguito con una nota positiva: tanti si stanno mobilitando per Anna e per farle avere le cure migliori: si sono mobilitati i vigili urbani di Terni e i dipendenti della Treofan e ora a sostenere la sua causa c’è anche la onlus «I Pagliacci», da dieci anni in prima linea per alleviare la degenza dei bimbi nel reparto di pediatria dell’ospedale di Terni. «Il mio è un appello ai cittadini e alle istituzioni: aiutiamo Anna a vivere una vita il più possibile normale», dice Alessandro Rossi, che sta valutando di estendere la raccolta fondi su una piattaforma web. 

«Stiamo sostenendo la causa di Anna – spiega Alessandro Rossi – sperando nel coinvolgimento di tutta la città visti gli elevati costi delle protesi. I Pagliacci sono impegnati in questa raccolta fondi, ma serve l’aiuto di tutti». La donna, sostiene l’associazione, ha perso gambe e braccia «a causa degli interventi che ha subito per un tumore che non c’era. 

Per sostenere Anna Leonori si può donare sul conto corrente di Banca Intesa San Paolo (IT20G0306914413100000001302).