Germana Giacomelli vive in provincia di Mantova e alcune settimane fa è stata nominata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella tra i 33 “eroi della Repubblica”. Ovvero tra le persone che ogni anno vengono premiate per il valore civile.

La chiamano mamma Germana, “la mamma d’Italia”, perché ha accudito 121 figli nella sua casa famiglia. Le case famiglia sono quelle strutture dove i bambini con una condizione familiare difficile vengono inviati dai servizi sociali.

Peccato che dietro queste onorificenze conferite a Germana potrebbero esserci delle ombre.

Abbiamo parlato con dei ragazzi che quando erano bambini hanno vissuto nella struttura gestita da Germana e ci raccontano la loro storia. Quando sono arrivati erano felici. Sono stati accolti in una bella casa, piena di bambini che giocavano, insomma una vita migliore rispetto a quella che lasciavano. Ma l’illusione sembra durare poco. Presto, raccontano i ragazzi, sarebbero arrivate le botte, le umiliazioni, le violenze psicologiche.

“Se facevamo male i lavori domestici ci picchiava con il bastone della scopa”, racconta Steve, uno di quei ragazzi. Secondo il racconto dei ragazzi, la mamma d’Italia avrebbe picchiato anche una bambina disabile e un bambino con problemi mentali. Non sarebbe stata solo lei a usare le maniere forti, tutti i ragazzi si ricordano di un operatore, un certo Emanuele che su ordine di Germana avrebbe picchiato i bambini al posto suo.

Simone, uno dei ragazzi che abbiamo incontrato non avrebbe retto quelle violenze e comincia a soffrire di problemi psicologici. Lo portano dallo psicologo e gli danno degli psicofarmaci che a quanto raccontano lui e la sorella, gli rovinano la vita.

E proprio Simone con la sorella Francesca, dopo sei anni torna in quella casa per chiedere un confronto a Germana. I due indossano le nostre microcamere e registrano tutta la conversazione con lei. Le chiedono conto delle botte, degli psicofarmaci, ma Germana nega tutto. Secondo la donna i due ragazzi “devono vergognarsi di quelle accuse e l’unico motivo per il quale sono lì è perché sono senza lavoro e vogliono spillarle dei soldi”. Arriva ad accusarli di assumere droghe.

Prima di andarsene però incontrano una ragazza che vive ancora lì dentro, lei dice che Germana picchia ancora i bambini. A sostegno di questa versione ci sono anche le parole di un’ex educatrice che se n’è andata perché non condivideva i metodi educativi di Germana Giacomelli. Anche lei racconta di botte e violenze psicologiche.

Pablo Trincia dopo aver raccolto le testimonianze di 5 ragazzi, un’ex educatrice e dei servizi sociali incontra proprio Germana. Le chiede di rispondere alle accuse ma tutto quello che ottiene è il fastidio di una donna che non ha intenzione di discutere i suoi metodi educativi.