Alessandro Di Battista gioca di anticipo. E prima che il programma tv "Le Iene" mandi in onda il servizio sul lavoratore in nero nell’azienda di famiglia, fa "mea culpa" al posto del padre e in un video su Facebook annuncia: «Ho qualcosa da dirvi. Spero che tutto sia chiaro. È una cosa personale». Quindi, spiega di aver avuto la notizia dal padre, di essersi «incaz...» intanto «perché è una cosa profondamente sbagliata» sottolinea ma anche perché, aggiunge, «a noi fanno le pulci su tutto. Io ora mi rimetto un po' in pista, anche se non da candidato, e provo a stare attento a tutto.. manco una macchina in doppia fila devi lasciare». Insomma, svela la notizia, si scusa, si dispiace e pur non giustificando il padre dice di «comprendere una situazione generalizzata di tante piccole imprese». L’ex deputato 5 Stelle dopo i tanti mesi trascorsi in viaggio in Sudamerica è tornato a Roma per affiancare Luigi Di Maio nella campagna delle elezioni Europee di fine maggio; e pur avendo deciso di non candidarsi, sarà lui il "frontman" del Movimento nei prossimi 4 mesi. Nei quali, annuncia, «battaglia» su temi caldissimi come il «No Tav al quale tengo molto e le cause dei migranti». Dopo appena un’ora, sulla sua pagina Facebook sono oltre 2.800 i commenti dei follower. E tutti sono dalla sua parte: c’è chi parla di «persecuzione», dopo che le Iene avevano già fatto "le pulci", per usare l’espressione di Di Battista, a Di Maio per l’azienda di suo padre; e chi se la prende con la «trasmissione pagata dal nano mafioso».