La relazione speciale della Corte dei Conti europea: "La Commissione non è sufficientemente trasparente circa l’utilizzo dei fondi dell’UE da parte di Ong"

A dirlo è la Corte dei Conti europea, che lo scorso 18 dicembre ha redatto una relazione speciale dal titolo "La trasparenza dei finanziamenti Ue la cui esecuzione è demandata alle Ong".

I magistrati contabili europei chiedono "maggiori sforzi" per migliorare informazioni su come vengono utilizzati i soldi dei contribuenti da parte delle organizzazioni non governative. " La Corte - si legge nella sintesi del rapporto - avverte che il sistema attualmente utilizzato per classificare le organizzazioni come Ong non è affidabile e che la Commissione europea non dispone di informazioni sufficientemente dettagliate su come viene speso il denaro. Una simile mancanza di chiarezza si riscontra anche nei casi in cui i fondi dell’UE sono erogati ad ONG indirettamente, tramite organismi delle Nazioni Unite".

I magistrati contabili riconoscono che le Ong sono d'aiuto nell'attuazione dei programmi Ue in molti settori, da quelli umanitari all'aiuto allo sviluppo, passando per l'ambiente, la ricerca e l'innovazione. Un settore che vale qualcosa come 11,3 miliardi di eurostanziati dalla Commissione tra il 2014 e il 2017 e poi affidate per l'esecuzione alle Ong.

Il problema è che manca la trasparenza necessaria, così come è difficile raccogliere i dati: mancano i dettagli sui fondi, le informazioni sulle reti di Ong internazionali e sui progetti a gestione indiretta, mancanza che peraltro "ostacola i controlli sulle spese". "La Corte - si legge - ha concluso che la Commissione non è sufficientemente trasparente circa l’utilizzo dei fondi dell’UE da parte di Ong. A parere della Corte, essendo l’assegnazione dello status di Ong nel sistema contabile della Commissione basata su autodichiarazioni, ed essendo i controlli limitati, la classificazione di un’entità come Ong risulta inattendibile. La selezione dei progetti diretti da Ong è in genere trasparente, ma i diversi servizi della Commissione non gestiscono nel medesimo modo le sovvenzioni concesse da terzi, e le procedure di selezione delle Ong applicate dagli organismi Onu sottoposti ad audit non sono state sempre trasparenti".