I tratti in otto autostrade diverse, per un totale di 290 chilometri. Per Autostrade per l’Italia il Tutor «ha ridotto del 70% il numero dei morti sulla rete». Sgalla (Polizia): «Ottima notizia per la sicurezza stradale, i dati dimostrano la sua grande utilità»Brutte notizie per chi ha il «piede pesante» in autostrada perché continuano ad aumentare i tratti autostradali controllati dai nuovi sistemi Tutor. Lo scorso 27 luglio, erano stati riattivati 22 tratti dopo lo spegnimento su tutta la rete di Autostrade per l’Italia, ordinato dalla Corte d’Appello di Roma, per via di una disputa legale persa con l’azienda Craft. Adesso se ne sono aggiunti altri undici, in otto autostrade diverse, per un totale di 290 chilometri. In particolare sono stati installati sulla A10 fra Albisola e Celle Ligure, nel Savonese, in direzione Est; sulla A1 fra Badia e Firenzuola, fra l’allacciamento per Roma Sud e Colleferro (direzione Sud), fra San Vittore e Caianello; sulla A26 Voltri-Gravellona Toce, fra Masone e Massimorisso (direzione Sud); sulla A14 tra Faenza e Forlì, fra Cesena e Valle del Rubicone (direzione Sud) e fra Valle del Rubicone e Rimini; sulla A16 fra Monteforte e Avellino Ovest (direzione Est) e sulla A30 tra gli svincoli di Sarno e Nocera-Pagani (direzione Sud) e tra Sarno e Nocera Pagani.

Come funziona 

Il sistema del tutor era stato introdotto in Italia nel 2004 dopo un lavoro di preparazione svolto da Autostrade con la Polizia stradale, il ministero dei Trasporti e le associazioni dei consumatori e sino allo stop dello scorso maggio era attivo su oltre 2.500 chilometri. In buona sostanza «pizzicava» chi sforava i limiti di velocità calcolando la media su tratti di una lunghezza variabili fra 10 e 25 chilometri, grazie all’installazione di sensori e portali con telecamere. Secondo Autostrade per l’Italia il sistema «ha ridotto del 70 per cento il numero dei morti sulla rete autostradale, grazie ad una diminuzione del 25 per cento della velocità di picco e del 15 cento di quella media». 

Il nuovo sistema

Dopo la sentenza della corte d’Appello di Roma che aveva di fatto «spento» i Tutor, adesso sono in funzione quelli di nuova generazione — denominati SICVe PM — progettati da Autostrade Tech. Sono più sofisticati, veloci e sicuri nella rilevazione dei dati. Per esempio, ora non è fotografata solo la targa del veicolo ma l’intero mezzo. 
 L’appello

«L’introduzione del nuovo sistema Tutor e di sempre più tratte di suo utilizzo è un’ottima notizia per la sicurezza stradale — spiega il prefetto Roberto Sgalla, direttore di tutte le Specialità della Polizia di Stato — perché i dati dimostrano la sua grande utilità. Auspichiamo che venga installato in tutti i tratti dove gli indici di incidentalità e mortalità sono alti perché è attualmente la migliore tecnologia che abbiamo. È indispensabile scegliere alcune strategie per aumentare la sicurezza stradale in Italia perché siamo ancora lontani dall’obiettivo impostoci dall’Europa e, oltre alla diffusione del Tutor, occorre intervenire con un nuovo codice della Strada che sia al passo con i tempi e i nuovi fenomeni come la distrazione. Un primo importante passo è stato il previsto aumento dell’organico destinato alle specialità di Polizia».