Un convoglio con oltre 1.150 vagoni in formato “commi”. La “manovra del popolo”, revisionata e trasformata in maxi-emendamento dopo l’ampio restyling deciso d’intesa con Bruxelles, è arrivata all’ora di pranzo al Senato con un ritardo di quasi due giorni rispetto alla tabella di marcia originaria. E con un carico a dir poco variegato: dai nuovi saldi in versione anti-procedura d’infrazione e dai serbatoi finanziari per “quota 100” e reddito di cittadinanza un po' meno ricchi rispetto agli annunci, fino alle agevolazioni fiscali che spuntano per funghi e tartufi, ai fondi all’aeroporto di Crotone e al contributo per l’edificio demaniale Palazzo Firenze, sede della società “Dante Alighieri”.

Semaforo verde su filo di lana
L’estenuante attesa, che ha messo a rischio le sosta natalizia dei senatori, ha mandato su tutte le furie l’opposizione che da giorni è in fibrillazione. Con una protesta che potrebbe essere replicata dal 27 dicembre quando la manovra, dopo una brevissima pausa, riprenderà il suo lento e tormentato cammino alla Camera per giungere, quasi fuori tempo massimo, alla meta dell’approvazione definitiva. Con il pericolo incombente di sforare ulteriormente e di veder perduto il suo carico (e non solo) nelle sabbie mobili dell’esercizio provvisorio. Un rischio che il Governo vuole assolutamente scongiurare. Ma i tempi sono sempre più stretti. Il termine per chiudere la partita a Montecitorio è già nuovamente slittato: l’Aula, infatti, dovrà restare aperta fino a sabato 29 dicembre, con la possibilità di compromettere il festone di San Silvestro dei deputati, per accendere definitivamente la luce verde, ad appena 48 ore dall'ingresso automatico nella “procedura provvisoria” di bilancio. I deputati, tra l'altro, si troveranno al cospetto di un “commificio” molto diverso, nei contenuti e nelle cifre, da quello licenziato nel primo passaggio.

Tra mega-clausole e micro-misure
Tra gli oltre 1.150 commi del maxi-emendamento che assorbono le due sezioni della nuova versione del disegno di bilancio si trova un po' di tutto. In primis le mega-clausole Iva per il il 2020 e 2021, rispettivamente da 23 e 28,7 miliardi (quella per il 2019 resta sterilizzata), che rappresentano le garanzie sull’accordo raggiunto con la Commissione Ue insieme all’accantonamento forzato almeno fino a giugno di 2 miliardi di voci di spesa dei ministeri e al nuovo meccanismo di monitoraggio «continuo» dei conti pubblici. Ma non trascurabile è la portata delle micro-misure imbarcate sul convoglio. È il caso degli sconti fiscali per raccoglitori occasionali di funghi, tartufi, bacche, frutta in guscio, balata e altre gomme simili al caucciù, sughero, gommalacca e resine, balsami, crine vegetale, crine marino, ghiande, frutti dell’ippocastano, muschi e licheni di tartufi.

Spuntano sconti come e per i funghi
Il ritocco inserito nel maxi-emendamento prevede che le persone fisiche che in via occasionale si dedicano alla raccolta di «prodotti selvatici non legnosi» potranno versare 100 euro come imposta sostitutiva dell’Irpef e i corrispettivi incassati non si cumuleranno agli altri redditi. Per rientrare nell’attività occasionale, gli incassi dalla raccolta di funghi, tartufi e altro ricompresi nel codice Ateco 02.30 non dovranno essere superiori ai 7mila euro. Non è comunque dovuta alcuna imposta se i corrispettivi della raccolta rappresentano l'unico reddito del contribuente e non superano i 4.800 euro annui.