Dieci milioni e quattrocentomila euro di risparmio per il bilancio Camera il prossimo anno, il progetto di bilancio approvato dall’ufficio di presidenza prevede una riduzione rispetto alla spesa 2018 - più alta per via delle elezioni - ma il dato singolare è che il costo di Montecitorio nell’era M5s risulta comunque superiore, anche se di poco, a quello dell’ultima “gestione Boldrini” del 2017. Le spese per la Camera, nel 2019, saranno di 958 milioni di euro, ma nel 2017 ci si era fermati a 950,4 milioni di euro.

Il calo delle spese è iniziato nel 2012, come ricorda il comunicato di Montecitorio ed è proseguito «costantemente con la sola eccezione del 2018, dovuta alle spese connesse con il passaggio di legislatura». Complessivamente, dal 2012 c’è stata «una riduzione di 150 milioni di euro, pari a circa il 13,5%». Inoltre, «in ciascuno degli anni del triennio 2019-2021 il totale dell’entrata risulterà superiore al totale della spesa, confermando la condizione di equilibrio del bilancio». 

La Camera dei deputati sottolinea poi che «la spesa di funzionamento, al netto degli oneri previdenziali, nel 2019 sarà pari a 547 milioni di euro e segnerà, rispetto al 2018, una riduzione di 10,8 milioni di euro. Anche nei due anni successivi si evidenzia una riduzione della spesa di funzionamento pari, nel 2020 rispetto al 2019, a 3,6 milioni di euro e, nel 2021 rispetto al 2020, a oltre 7 milioni di euro».

Il dato migliora insomma rispetto al 2018 che, però, come evidenziato dalla stessa Camera dei deputati, è un anno eccezionale, perché le elezioni e il cambio di legislatura fanno salire i costi. Nel 2017, appunto, si era fatto meglio, mentre nel 2016 i costi erano stati leggermente superiori a quelli previsti per il 2019, ovvero 965,8 milioni.

Inoltre, per il momento non si sente l’effetto del taglio dei vitalizi agli ex parlamentari, un risparmio quantificato in almeno 40 milioni di euro dal presidente della Camera Roberto Fico ma che, al momento, è solo virtuale: i soldi, infatti, sono stati accantonati in un fondo speciale per cautelarsi dalle possibili sconfitte di fronte ai ricorsi già avviati da diversi ex parlamentari.