Le sue parole arrivano a margine di un evento culminato col conferimento di un Phd “honoris causa” da parte della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Prima che il testimone passasse all’ospite principale, l’intervento di uno studente ha sottolineato le problematiche legate alla crisi ed alle difficoltà della risalita. Parole che sono piaciute al presidente, che ha replicato: “Parole molto belle. Mi sento più orgoglioso di essere italiano. Quello che posso dire è di avere coraggio, perché senza il coraggio non si va da nessuna parte”, ha commentato, come riportato da “Il Messaggero”.

Dopo di che l’attenzione di Draghi torna a concentrarsi sulla propaganda in favore della moneta unica, uno strumento fondamentale di stabilità, a detta sua, soprattutto se paragonato al percorso della lira. “Dal varo del sistema monetario europeo la lira fu svalutata sette volte. Eppure la crescita della produttività fu inferiore a quella dell'euro a 12, la crescita del prodotto pressappoco la stessa, il tasso di occupazione ristagnò. Allo stesso tempo l'inflazione toccò cumulativamente il 223% contro il 126% dell'area euro a 12”.

Un vero e proprio miracolo economico, dunque, di cui tuttavia non in tanti riescono a percepire gli effetti, se gli strali contro l’euro continuano a moltiplicarsi da ogni dove. Ed infatti il messaggio è rivolto proprio a chi continua a bersagliare la moneta unica ed a rivendicare la sovranità sui tassi d’interesse e sui tassi di cambio. “Alcuni paesi persero sia i benefici della flessibilità dei cambi che la sovranità della loro politica monetaria. I costi sociali furono altissimi”, prosegue Draghi, per poi concludere con un monito. “Questo processo si concluse con le crisi valutarie del '92-'93”.

Ma i vantaggi dell’euro non si concluderebbero solo coi dati snocciolati in precedenza. “La moneta unica ha permesso a diversi Paesi di recuperare sovranità monetaria rispetto allo SME. Allora le decisioni di politica monetaria erano prese in Germania, oggi sono condivise da tutti i Paesi”. Viene difficile pensare, tuttavia, che da allora la Germania si sia posta in secondo piano, ma non c’è tempo per formulare una domanda a riguardo, visto che Draghi ha pronta una “ricetta” per contrastare la crisi. “Per porre i Paesi dell'euro al riparo dalle crisi occorre procedere quanto meno sul completamento dell'unione bancaria o su quello del bilancio comune con funzioni anti-crisi. Ma l'inazione su entrambi i fronti è inaccettabile, accentua la fragilità del'unione monetaria proprio nei momenti di crisi e dunque la divergenza aumenta”.

Come a dire, la moneta unica è soluzione imprescindibile per uscire dall’empasse. In tanti, comunque, e sempre più numerosi, iniziano a pensarla in maniera differente.