CASTELFRANCO - Don Claudio Miglioranza critica il ministro Salvini dal pulpito durante la messa delle 11.30 di ieri mattina celebrata alla Pieve a Castelfranco. Dalla platea Giorgio Vigni vicepresidente della Life Treviso si alza ed esce dalla chiesa per protesta (rientrerà a predica terminata).

 «Il sacerdote parla del ministro dell'interno che fomenta l'odio ed il razzismo - denuncia Vigni - è un sacredote di Dio o un onorevole, un attivista, un sindacalista? Può un semplice cristiano andare a messa solo per sentire la parola? Di politica, comizi ed altro ne sono piene le  piazze; per questo sono uscito e mi sono risparmiato il resto della performance». Don Claudio, ordinato sacerdote nel 1968, prete operaio da sempre con gli ultimi e per gli ultimi pare abbia colpito ancora. E Vigni non ha esitato a prendere carta e penna per fissare il suo pensiero a riguardo dell'accaduto e su don Claudio.

L'ACCUSA
«Credevo che la vecchiaia vaccinasse dall'astio ideologico e portasse saggezza - scrive Vigni - nel Vangelo di oggi si parla di Tiberio, Erode e di un tal Giovanni ma il prete durante l'omelia mi parla del ministro dell'interno che fomenta l'odio ed il razzismo. Non sento il seguito perché esco dalla chiesa che, per l'occasione, mi è parsa più casa del popolo. Alla fine del comizio, non certo omelia, rientro. Ma sentiamo tutta la settimana parlare di politica, adesso hanno messo all'ordine anche le chiese. Il povero cristiano non può scendere dal treno dell'immondizia neanche un'oretta la domenica. Il sacerdote dal pulpito parla di fomentatori d'odio ma lui cosa sta facendo? Visto il luogo e l'occasione qualcosa non torna. Trattasi di sacerdote Dei o di un onorevole, un attivista, un sindacalista? Lo so che don Claudio da giovane, quando lo ero anch'io, era solito ed abituato a simili miserie, ai comizi, ma pensavo che la vecchiaia lo avesse trasformato. Mi sbagliavo».