La Colombia è stata una delle poche nazioni latino-americane che sia riuscita ad evitare la crisi del debito estero degli anni ‘80 e l’impennata inflazionistica che ha colpito molti stati confinanti. Negli ultimi 20 anni ha registrato il più alto tasso di crescita economica di tutti i paesi latino-americani. 
Le esportazioni sono aumentate, soprattutto è triplicata quella dei prodotti lavorati. 
Oggi la Colombia ha un’ economia diversificata, che riesce ad andare incontro alla domanda interna, producendo diversi tipi di prodotti. 
E’ un Paese tradizionalmente agricolo, che produce cotone, riso, soia, tabacco, cacao, diversi tipi di frutta e verdura, molti dei quali destinati all’esportazione, ma anche fiori, tessuti e prodotti farmaceutici. 
Il prodotto più esportato rimane il caffè, e fa della Colombia il secondo Paese al mondo produttore di caffè, dopo il Brasile. 
A partire dal 2º semestre del 2017 la crescita economica ha ricominciato ad accelerare, grazie anche all’aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime. 
I consumi privati, gli investimenti e la produzione industriale hanno ripreso a crescere e si prevede un aumento del PIL di circa il 2,5% nel 2018. L’inflazione è diminuita nel 2017 e dovrebbe scendere ulteriormente quest’anno. Le riforme fiscali del 2016, con un aumento dell’IVA dal 16% al 19% e una semplificazione del regime fiscale, mostrano sempre più i loro effetti. 
La posizione economica estera del Paese resta solida e così pure la posizione di liquidità internazionale. Nel 2018 si prevede una graduale svalutazione del peso, che dipenderà dalle tempistiche e dalla rapidità degli aumenti del tasso di interesse statunitense. 
Nonostante i significativi progressi compiuti a livello economico negli ultimi anni, sono presenti ancora tassi elevati di povertà e disuguaglianza, soprattutto nelle aree rurali. E’ auspicabile, quindi, una crescita economica sostenibile a lungo termine, promuovendo l’occupazione, riforme sociali e miglioramenti delle infrastrutture.