Papa Francesco invita le imprese, a costruire una società più umana e fraterna che possa "rendere i beni di questo mondo più accessibili a tutti". È questo l’augurio di Papa Francesco contenuto del messaggio inviato ai partecipanti al 26° Congresso Mondiale dell'Uniapac - l'Unione Internazionale delle Associazioni dei Dirigenti Cattolici - che si è svolto a Lisbona.

“Fin dalle sue origini circa 80 anni fa –commenta il Papa nel suo Messaggio - la vostra federazione ha cercato di tradurre in termini economici e finanziari i principi e le linee guida della Dottrina sociale cristiana alla luce dei tempi che cambiano. L'attuale contesto della globalizzazione dell'attività economica e degli scambi ha profondamente influenzato le prospettive, gli obiettivi e i modi di condurre gli affari”.

L’Uniapac nasce nel 1931, solo nel 1962, l’Uniapac diviene un’associazione ecumenica sotto la nuova denominazione “International Christian Union of Business Executives”, conservando le sue iniziali.

Per Papa Francesco per un’impresa il primo pensiero “è la centralità delle singole persone, con le loro capacità, le loro aspirazioni, i loro problemi e le loro difficoltà”. Quando un'impresa diventa "famiglia", in cui il management si preoccupa che le condizioni di lavoro siano sempre al servizio della comunità, i lavoratori diventano a loro volta "fonte di arricchimento".

Papa Francesco conclude il suo messaggio: “Non dobbiamo mai perdere di vista il valore morale ed economico del lavoro, che è il nostro mezzo per cooperare con Dio in una "creazione permanente", che accelera l'avvento del Regno di Dio, promuovendo la giustizia e la carità sociale, e rispettando le due dimensioni individuale e sociale, della persona umana”.