Il prossimo novembre sarà il mese della prevenzione sismica, ossia, un’opportunità per guadagnare in sicurezza. Che cos’è? si tratta di un’agevolazione inserita nel testo della Legge di Bilancio del 2017, la quale, prevede la possibilità di usufruire di un’importante detrazione fiscale sugli interventi di adeguamento sismico delle abitazioni ,prime e seconde case, edifici produttivi e parti comuni condominiali.  Dove si applica? I quasi tutto il territorio nazionale , ovvero nelle zone sismiche ad alta pericolosità ed in quelle minori, secondo l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003. Quando si attiva? Per tutti gli interventi effettuati dal 1’ gennaio 2017 ed il 31 dicembre 2021 che permettono di conseguire un miglioramento sismico dell’edificio. La sicurezza di un edificio si può determinare avvalendosi di un tecnico che a seguito di un’approfondita diagnosi dell’immobile ne determina la Classe di rischio sismico: dalla A+ (minore rischio) alla G (maggiore rischio). Per ottenere il bonus bisogna rivolgersi ad un professionista abilitato. Quali sono le agevolazioni! Le detrazioni concesse sono proporzionali al miglioramento sismico apportato all’edificio. Per le abitazioni, prime e seconde case e per edifici produttivi il 70% se migliora di una classe di rischio e 80% se migliora di due o più classi di rischio. Mentre, per le parti condominiali, il 75% se migliora di una classe di rischio e l’85% se migliora di due o più classi di rischio. In termini finanziari quanto vale il risparmio? L’ammontare complessivo delle spese ammesso al beneficio non può superare i 96 mila euro per unità immobiliare., comprese le spese effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili. Ad esempio un condominio compost da 15 unità abitative avrà diritto ad una agevolazione massima di 1 milione e 440 mila euro e si recupera in soli 5 anni con quote di pari importo. Per coloro che non vogliono affrontare la spesa dei lavori, è possibile cedere alla ditta che esegue i lavori, limitando in tal modo l’uscita monetaria. Ad esempio nel caso di lavori totali di 113 mila euro che comportano un credito di imposta di 96 mila euro, il contribuente può scegliere due soluzioni: pagare l’intero importo di 113 mila euro ed ottenere un credito di imposta pari a 96 mila euro, utilizzabili in 5 anni a 19.200 euro annuo, oppure, pagare l’importo di 17 mila euro e contestualmente cedere all’impresa il credito di imposta spettante di 96 mila euro. Per assistenza rivOlgetevi al vostro consulente di fiducia.