Il Quebec volta pagina. Il risultato è storico: dopo 15 anni di governo ininterrotto da parte dei liberali, questa volta le urne premiano la Coalizione Avvenire Quebec (Qac), guidata da François Legault.

E per la prima volta, arriva al potere una formazione non indipendentista e contro l'immigrazione di massa.

Il Caq ha conquistato gli elettori attraverso un messaggio chiaro: una gestione più efficiente delle finanze pubbliche e un processo di immigrazione controllato e molto più rigido. Proprio sotto questo secondo punto, Legault ha denunciato più volte il fallimento della politica di integrazione proposta dal premier uscente, Philippe Couillard. E in campagna elettorale ha spesso paventato l'ipotesi di una riduzione temporanea dell'immigrazione di almeno il 20% con criteri di selezioni per gli ingressi nello Stato, fra i quali test di lingua francese ma anche sulla compatibilità della persona con i valori del Canada.

Secondo le proiezioni dei seggi, il partito di destra avrà la maggioranza assoluta all'Assemblea Nazionale. Subito dopo, ci sono i liberali di Couillard e infine i due partiti indipendentisti. Debacle per il "Parti quèbècois", che nonostante la sua forte campagna contro l'immigrazione, ha avuto il suo peggior risultato. Probabilmente, l'elettorato del Quebec ha deciso di puntare tutto sul partito di Legault. Il premier Justin Trudeau si è congratulato con il vincitore. Ma per il capo del governo non è un segnale positivo: il Paese si sta ribelando alle sue politiche.