Tassa rifiuti, multe stradali, dichiarazioni dei redditi con dati sbagliati (in eccesso), per i cittadini che hanno in ballo pendenze fiscali c’è il dubbio se sia più conveniente chiudere subito, sempre che si abbiano i soldi, o attendere le varie proposte di sanatorie che circolano in questi giorni e che saranno formalizzate nella manovra. Analogo discorso, seppur per casi differenti, riguarda i professionisti e le imprese.

Il contenuto del dossier consegnato dalla Lega al ministro Tria 
Oltre alle cartelle esattoriali già oggetto delle varie rottamazioni, la cosiddetta pace fiscale abbraccerà un range più ampio di interventi tra cui, in mdo innovativo: 
1 - la fase ante-accertamento;
2 - quella delle “liti potenziali”;
3 - il contenzioso tributario in tutti e tre i gradi di giudizio.

La definizione della nuova edizione della rottamazione delle cartelle è stata rinviata in attesa della chiusura dell’attuale definizione agevolata (l’ultima rata della rottamazione-bis scade il 28 febbraio 2019).

I tempi per conoscere i contenuti
L’operazione pace fiscale, dunque, partirà solo dal 2019 con manovra e decreto fiscale collegato. Ma i testi si conosceranno in anticipo dato che la normativa contabile prevede che il Governo presenti alle Camere entro il 30 settembre il disegno di legge finanziaria ed entro il 15 novembre i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria.

1 - Che cos’è il pre-accertamento
Il primo step riguarderebbe il “pre-accertamento”, ossia quando il contribuente sa che può aver sbagliato l’adempimento o sa di aver evaso e decide di mettersi in regola. Per farlopotrà versare il 15% (pari all'aliquota della flat tax) sulla parte incrementale delle imposte dirette dovute, nonché l’Iva. Quest’ultima, infatti, dovrà essere sempre pagata in quanto l’Europa, come già accaduto in passato, potrebbe condannare l’Italia per il mancato incasso di un’imposta comune. Lo strumento per regolarizzare la posizione è quello del ravvedimento operoso, che di fatto lascia aperta agli uffici finanziari la strada a un possibile accertamento nel caso in cui la posizione del contribuente sia più “pesante”.

2 - Che cosa sono le «liti potenziali»
La seconda fase della pace fiscale coinvolgerebbe le cosiddette “liti potenziali”, dai processi verbali di constatazione emessi dalle Fiamme Gialle agli avvisi di accertamento. In questo caso il contribuente si vedrebbe riconoscere la cancellazione di sanzioni e interessi. Per chiudere la sua posizione scatterebbe l’accertamento con adesione e in contraddittorio si potrà chiudere la pratica.

3 - L’abbattimento del contenzioso 
La Lega, prevede una riedizione - rivista e corretta - della rottamazione delle liti tributarie. In tutti e tre i gradi di giudizio, che si vinca o si perda, la costante è che chi aderisce non verserà sanzioni e interessi. In aggiunta ed Europa permettendo, soprattutto per rendere questa volta appetibile la procedura, si punta a modulare uno sconto forfettario delle somme dovute tenendo conto anche della pronuncia del giudice:

a) in primo grado se il contribuente ha vinto e vuole evitare l’appello potrà chiudere con il 50% della pretesa erariale;
b) lo sconto aumenterà nei due gradi successivi anche fino all’80%: se il contribuente vince anche in Commissione regionale e aspetta la Cassazione sarà sufficiente versare solo il 20% di quanto chiesto dal Fisco; 
c) c’è anche il caso di chi perde in contenzioso o si vede dar ragione solo in parte. In questo caso non si verseranno sanzioni e interessi e le somme dovute saranno oggetto di conciliazione tra le parti.