Il 18 marzo 1918 nasceva il padre del Sudafrica moderno, icona di libertà in tutto il mondo
di Matteo Cruccu 

«Un sognatore che non si è mai arreso

«Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso». Già della materia dei sogni, uno in particolare, quello della libertà, è impastata l’intera esistenza di Nelson Mandela, di cui oggi si celebra il centenario della nascita. Dalla scomparsa, sono passati quasi cinque anni, eppure il lascito del padre del Sudafrica è vivo più che mai. Nelle bandiere di chi è ancora oppresso. Di chi combatte le diseguaglianze, di razza e di ceto, che stentano a scomparire, anzi qua e là s’allargano. Di chi insomma spera, quindi sogna, in un futuro migliore.

Giovane avvocato

Nelson Mandela nasce dunque il 18 luglio 1918 in un villaggio, Mvezi, del Transkei. Fin da ragazzo sviluppa un’avversione verso ogni genere d’imposizione, a partire dal matrimonio combinato a cui sembra costretto a 23 anni. Scappa dunque a Johannesburg, dove studia legge e diventa avvocato. Sono gli anni in cui in Sudafrica nasce e si sviluppa il durissimo apartheid, segregazione razziale rigida e odiosa: Nelson da subito lo combatte, iscrivendosi all’Anc, il partito della maggioranza nera, e diventandone presto uno dei capi....

Il prigioniero

Nel 1963 viene arrestato dal potere bianco, accusato di alto tradimento e condannato all’ergastolo. La sua celletta nel famigerato carcere di Robben Island, davanti a Città del Capo, diventa un luogo simbolo del XX secolo: in tutto il mondo nasce un movimento trasversale contro l’apartheid e il prigioniero Nelson diventa l’icona di questa battaglia, con canzoni, film, proteste dedicate ovunque. Ma il regime della segregazione persiste, nonostante il boicottaggio internazionale. E, per 26 lunghi anni, Mandela rimarrà tra le sbarre. Dalla prigione spedirà delle lettere, di lotta ma anche d’amore, ora finite in un volume, «Lettere dal Carcere», appunto, a cura di Sahm Venter per il Saggiatore...

Uomo libero

La storia però vive di accelerazioni e in quel 1989 in cui tutto cambia, con il crollo progressivo del socialismo nell’Europa dell’Est, anche il Sudafrica è costretto a uscire dal suo isolamento fuori dal tempo. Il presidente in carica Willem De Klerk avvia il disgelo, comprendendo che l’apartheid non può durare ancora a lungo: legalizza l’Anc, sospende le condanne e rilascia i prigionieri politici. Compreso il più illustre: l’11 febbraio 1990, Nelson Mandela viene rilasciato, accolto dalla sua gente e dalla fedele ( e controversa) moglie Winnie che lo ha atteso per tutta la detenzione.