di Marco Valli

Dopo 8 anni si è chiuso l'assurdo programma di austerità imposto alla Grecia. È raccapricciante vedere i leader europei compiacersi ed esultare per la presunta "fine della crisi greca" e il successo della Troika. Perché, al di là delle stime che poi si rivelano sistematicamente errate e sovrastimate, la Troika lascia a tutti gli effetti un Paese a pezzi, devastato, spolpato e umiliato dopo un durissimo programma di austerità, di privatizzazioni selvagge e di svalutazione dei salari che ha imposto ai cittadini greci enormi sacrifici e deprivazioni.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. A fronte di conti in apparenza perfettamente in ordine, con un folle surplus di bilancio dello 0.7%, considerato però principale indicatore di riconquistata stabilità fiscale e finanziaria, ci ritroviamo cifre da "terzo mondo" per tutti i principali rilevanti indicatori economici e sociali del Paese.

È un segreto di Pulcinella che ben poco di quei 270 miliardi di euro concessi in prestito alla Grecia, in cambio di tagli alla spesa e riforme spesso inutili alla crescita e anzi dannose, è stato utilizzato per sostenere il popolo greco e per il risanamento dell'economia del Paese. Quei finti aiuti alla Grecia sono in realtà serviti a ripagare i debiti pregressi nei confronti dei creditori esteri. Secondo uno studio tedesco del 2016, il 95% dei 216 miliardi erogati fino al 2016 sono finiti nelle banche private, non nelle casse della Grecia a beneficio dei cittadini.

Quello che loro chiamano programma di salvataggio della Grecia è stato in realtà un gigantesco bail-out mascherato delle banche private tedesche e francesi fortemente esposte per centinaia di miliardi di euro in titoli greci, a carico dei contribuenti dei Paesi dell'Eurozona. In altre parole, Francia e Germania hanno usato il bail-out greco per spalmare sugli altri governi dell'Eurozona gli enormi rischi assunti in modo speculativo dalle proprie banche private. Tra questi l'Italia, che ha contribuito indirettamente a salvare le banche tedesche e francesi, pagando il conto per Francia e Germania, proprio quando le veniva impedito di intervenire a sostegno delle proprie banche per evitare ripercussioni drammatiche su risparmiatori e l'economia.

Dovremmo continuare a ricordare tutta la verità sulla vera natura di questo finto salvataggio e sullo stato drammatico dell'economia greca. Questo programma di aggiustamento è stato un crimine contro un intero popolo, un crimine economico, politico, sociale, umanitario e morale, che mette tutta l'Unione di fronte a una gravissima responsabilità storica.

La Grecia ha subito quello che è stato definito il più grande programma di privatizzazioni della storia. Gran parte del patrimonio pubblico, aeroporti, porti, ferrovie, immobili storici, aziende elettriche, del gas, dell'acqua sono finiti nelle mani di imprese tedesche e francesi, nonché in quelle di Cina, Qatar e Russia. Ma a cosa sono serviti i sacrifici dei cittadini greci? A cosa è servito svendere i principali asset strategici? Perfino il debito pubblico è continuato ad aumentare, passando dal 109% del PIL nel 2008 a quasi il 180% del PIL nel 2016. 

Ecco alcuni dati che danno una fotografia di come è stata trasformata la Grecia in questi 8 anni di accanimento terapeutico.

1) Dal 2010 il PIL è crollato del 25% così come è crollato il reddito delle famiglie. 
2) Gli investimenti reali sono crollati del 60% dai livelli pre-crisi e rimangono tuttora depressi. 
3) Gran parte dei greci non riesce più a pagare le bollette della luce e far fronte alle spese quotidiane
4) Oltre il 35% della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale, ovvero un greco su tre. Ancora nel 2017, 1,5 milioni, circa il 15% della popolazione greca, viveva sotto la soglia di povertà estrema con un reddito inferiore a 180 euro al mese, 6 euro al giorno
5) Dal 2010 ad oggi le pensioni hanno subito 13 tagli consecutivi, con una perdita totale sino al 70% del loro valore, e non è finita qui, perché dal 2019 sono previste ulteriori perdite per 350 euro al mese, a causa dei nuovi tagli concordati nel programma per un ammontare di 1.8 miliardi.
6) La disoccupazione è ancora oltre il 20%, ovvero colpisce quasi 1 quinto della popolazione attiva, senza contare le persone scoraggiate che non compaiono nelle statistiche. 
7) La disoccupazione giovanile tra 15-24 anni è oltre 50%, il record peggiore in tutta l'UE, mentre oltre il 55% dei nuovi contratti di lavoro sono precari
8) Le persone senzatetto sono quadruplicate in pochi anni (passando da 11.000 senzatetto nel 2009 a 40.000 nel 2016) e circa mezzo milione di Greci frequentano le mense per poveri organizzate solo dalla Chiesa, ma ci sono altre 200 organizzazioni che offrono migliaia di pasti gratuiti ogni giorno. 
9) I suicidi sono aumentati del 50% dal 2008. Sono anche aumentati in modo drammatico i disturbi mentali, in particolare i casi di persone affette da depressione
10) I risparmi bancari si sono dimezzati, toccando i livelli più bassi dal 2001
11) I crediti deteriorati ammontano al 42% degli impieghi rispetto al 10% dell'Italia e sono principalmente legati a prestiti a PMI e mutui alle famiglie
12) la popolazione continua a diminuire, a causa del continuo calo delle nascite e della inarrestabile fuga dei cervelli. La Grecia in solo 8 anni ha perso 450.000 cittadini costretti a emigrare all'estero.

Sono questi i risultati del programma di cui va fiera l'Unione Europea?