Il campione portoghese con il passaggio alla Juventus potrebbe beneficiare del regime opzionale introdotto con la Legge di bilancio 2017 che prevede, per i Paperoni che si trasferiscono da noi, la possibilità di pagare una imposta forfettaria di 100mila euro all'anno sui redditi prodotti all'estero

di ELIO ANDREA PALMITESSA 

 

In attesa che trovino conferma le notizie su un imminente trasferimento in Italia di Cristiano Ronaldo, non si placano le voci sui motivi che avrebbero spinto il campione portoghese a considerare l'ipotesi di abbandonare la gloriosa camiseta blanca dopo 9 stagioni di successi per abbracciare (come sembra probabile) la causa bianconera.

Già nell'immediato post partita della finale di Champions League vinta a Kiev contro il Liverpool, il calciatore aveva esternato pubblicamente il prossimo addio a galacticos, in quella che ai più sembrava l'anticamera dell'ennesima estate di passione madridista con il portoghese determinato ad ottenere un cospicuo ritocco dell'ingaggio che lo avvicinasse allo stipendio percepito dal rivale di sempre, Lionel Messi. In realtà, dietro alla decisione di Cristiano Ronaldo, sembrerebbe esserci molto di più. Ovvero la vicenda che lo ha visto difendersi dalle accuse di frode fiscale mosse dall'agenzia delle entrate spagnola per non aver dichiarato 14,7 milioni di euro proventi dallo sfruttamento dei diritti di immagine del portoghese e che, sempre secondo l'accusa, sarebbero stati dirottati su alcune società delle Isole Vergini Britanniche per occultarli agli occhi del fisco spagnolo. Con la definizione di questa vicenda, che secondo il quotidiano spagnolo Marca dovrebbe chiudersi con il pagamento di una multa di 18,8 milioni di euro, per il campione portoghese potrebbero aprirsi quindi le porte dell'Italia, calcistica e non, sfruttando l'assist fornito dal fisco nostrano con l'introduzione di un regime opzionale di imposizione sostitutiva volto ad attrarre sul territorio dello stato gli investimenti, i consumi ed il radicamento di nuclei familiari ed individui ad alta capacità contributiva.