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"C'era festa nelle strade. Ma è vero che l'euro doveva esser accompagnato da tutta una serie di decisioni economiche. Lo diceva anche Helmut Kohl". Romano Prodi in una intervista aRepubblica ricorda l'entusiasmo di quella notte in cui nacque l'euro: "Il fatto è che sono cambiati i governi e l' Europa è rimasta un pane mezzo cotto e mezzo crudo: se vogliamo mangiare dobbiamo cuocerlo, altrimenti arriva chi dice che bisogna tirarlo fuori dal forno".

E poi svela un retroscena: "Kohl mi disse che i tedeschi erano contro l'euro ma che lui lo aveva voluto perché suo fratello morì in guerra. È la visione di un banchiere o una visione per la pace? Altrimenti finiremo col dire, noi italiani, '0 America o Cina purché se magna..'".

E ora "se l'Europa non mette insieme le sue idee va in frantumi", profetizza Prodi. "Io poi non voglio fare l'anti italiano ma dove lo trovate un paese che inventa un proverbio: 'Francia o Spagna purché se magna'. È il simbolo di aver subito nel cuore l'umiliazione di questo Paese. Io spero ancora in Macron, ma se la Francia pensa di poter guidare la politica estera, e la Germania risponde 'allora io sono padrona dell' economia' allora l' Europa è finita".