l governatore: "Tensione endogena". Patuelli (Abi) difende l'appartenenza italiana all'euro: "Con la lira avevamo tassi al 20%". Il Qe di Draghi è stato "una benedizione, ma non durerà in eterno" e l'Italia "rimpiangerà l'occasione di far calare il debito".

MILANO - Dietro la crescita dello spread "non ci sono forze demoniache", dice Salvatore Rossi dg di Bankitalia, e anzi c'è la "preoccupazione" delle banche perché la crescita dei rendimenti "ci impoverisce", sostiene Antonio Patuelli, presidente dell'Abi. E il governatore Ignazio Visco rilancia il monito sui conti: "Con il passo più lungo della gamba, si rischia il burrone".

I TIMORI DELLE BANCHE
"Questo spread che sta crescendo è preoccupante per la Repubblica italiana perchè in precedenza viaggiava in una direzione di maggiore benessere per tutti e lo spread è una tassa che l'Italia paga sui mercati internazionali". Così il presidente Abi-Associazione delle banche italiane, Antonio Patuelli al convegno delle Fondazioni bancarie e delle Casse di risparmio (Acri), secondo cui "più lo spread cresce, più si impoverisce l'Italia. Più cresce lo spread e più si complica la vita alle banche" con riflessi sui loro indicatori patrimoniali.