La Cei cambia registro sull'immigrazione e nella lettera "Comunità accoglienti, uscire dalla paura" riconosce le difficoltà dell'Italia nell'affrontare l'emergenza sbarchi.

La Cei cambia registro sull'immigrazione e nella lettera "Comunità accoglienti, uscire dalla paura" riconosce le difficoltà dell'Italia nell'affrontare l'emergenza sbarchi. La Cemi, la Commissione episcopale per le migrazioni, su questo punto è molto chiara: "Siamo consapevoli che il periodo di crisi che sta ancora attraversando il nostro Paese rende più difficile l’accoglienza, perchè l’altro è visto come un concorrente e non come un’opportunità per un rinnovamento sociale e spirituale e una risorsa per la stessa crescita del Paese".

Una presa di posizione che riconosce come possa essere difficile per un Paese come il nostro far fronte, da solo, all'ondata di sbarchi che da anni si susseguono sulle nostre coste. E la Cei va oltre incoraggiando gli aiuti ai migranti nei Paesi di provenienza: "Il primo diritto è quello di non dover essere costretti a lasciare la propria terra. Per questo appare ancora più urgente impegnarsi anche nei Paesi di origine dei migranti, per porre rimedio ad alcuni dei fattori che ne motivano la partenza e per ridurre la forte disuguaglianza economica e sociale oggi esistente". Infine un messaggio che va contro le discriminzaioni che spesso partono dal linguaggio: "Occorre avere uno sguardo diverso di fronte a coloro che bussano alle nostre porte, che inizia da un linguaggio che non giudica e discrimina prima ancora di incontrare".