IL GIORNALE

A causa del batterio xylella in Puglia è allarme api. Dopo aver messo in ginocchio gli ulivi secolari simbolo della regione, ora si cerca di riparare ai danni della sputacchina con misure estreme, attraverso alcuni pesticidi che creerebbero danni dalle conseguenze altrettanto catastrofiche.

Come, per esempio, l'ipotetica moria di api.

  "A seguito del monitoraggio degli insetti vettori della xylella, è stata rilevata la presenza sul territorio dello stadio adulto di Philaenus spumarius (la più comunemente detta "sputacchina"), il vettore principale del batterio. L'adulto è alato e si sposta dalle erbe spontanee alle piante di olivo su cui, nutrendosi di linfa, può acquisire il batterio da piante di olivo infette e trasmetterlo a piante sane. La forma giovanile è stata combattuta nei mesi di marzo-aprile, attraverso le lavorazioni meccaniche del terreno. Ora è necessario intervenire contro gli adulti con due trattamenti specifici da effettuarsi nel periodo da maggio ad agosto". È l'avvertenza dell'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia Leonardo Di Gioia che ricorda come "queste disposizioni si ricavano dal Decreto Ministeriale ".

Una delibera emessa dal ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina che, però, ha infiammato la polemica degli apicoltori che vedono minata, attraverso l'utilizzo degli insetticidi, la vita degli insetti sul territorio locale.

"I trattamenti previsti dal decreto Martina segneranno la fine dell’apicoltura nel Salento e nella Valle d’Itria" ha dichiarato al quotidiano regionale "La Gazzetta del Mezzogiorno" l’apicoltore Roberto Polo.

Insomma, con queste nuove norme introdotte dal decreto si andrebbe a colpire l'ecosistema e, ancora una volta, l'uomo causerebbe gravi danni alla Natura.

Con il decreto emesso lo scorso 13 febbraio, si impone, (secondo quanto si legge su http://nuovamessapia.altervista.org) entro il 30 aprile l'intervento diserbante e quattro interventi insetticidi chimici, due nei mesi di maggio e giugno e due nei mesi di settembre e dicembre. Si tratta di sostanze chimiche contenenti principi attivi letali per gli insetti ma anche altamente rischiosi per la salute ambientale e umana.

Nella nuova legge ad hoc si consiglierebbe l'utilizzo di "Acetamiprid" che pare sia letale per le api. Secondo Greanpeace Italia tutti gli insetticidi sono pericolosi e se ne suggerisce l'abolizione.

Chiara è anche la posizione dell'Unione Europea che si schiera a favore della tutela delle api, considerate uno dei 'termometri della salute dell'ecosistema'. In una nota stampa, infatti, sottolinea come gli Stati membri abbiano approvato una proposta della Commissione per vietare l'uso all'aperto di tre pesticidi neonicotinoidi ritenuti pericolosi per i piccoli insetti, limitandone l'utilizzo alle sole serre. Il bando votato a fine aprile estende quello parziale già in essere dal 2013 per i tre neonicotinoidi - l'imidacloprid e il clothianidin della Bayer e il tiamethoxam della Syngenta. "La restrizione alle serre permanenti è considerata essenziale per preservare la "biodiversità"", ha spiegato il commissario responsabile della Salute, Vytenis Andriukaitis. "Sono felice - ha aggiunto - che gli Stati membri abbiano votato a favore della nostra proposta per restringere ulteriormente l'uso delle sostanze attive clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam".

Il 28 febbraio scorso l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) aveva concluso che "la maggior parte dei modi in cui i pesticidi neonicotinoidi vengono usati rappresenta un rischio per le api selvatiche e quelle mellifere".

Intanto i dati dell'Efsa agitano i sonni: "Negli ultimi 10 – 15 anni gli apicoltori hanno riferito un insolito impoverimento del numero di api e la perdita di colonie, in particolare nei Paesi dell'Europa occidentale, fra cui Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Italia e Spagna. In America del Nord, la perdita di colonie osservata dal 2005 ha lasciato la regione con il minor numero di api allevate mai registrato negli ultimi 50 anni. Scienziati americani hanno coniato il termine “sindrome dello spopolamento degli alveari” per descrivere questo fenomeno."

E a proposito di scienziati, Albert Einstein in tempi non sospetti lo disse: "Quando le api scompariranno, all'uomo resteranno solo quattro anni di vita".