Lunedì scorso l'Amministratore Delegato del Consorzio Mediterrae, unitamente al Presidente Roberto De Pascalis, hanno incontrato a Bari, una delegazione serba per promuovere lo scambio interculturale e commerciale tra i prodotti e le tradizioni della nostra regione e quelli della nazione slava. L’evento è stato promosso ed organizzato dalle sorelle Tatiana e Gloria Ranitovic, rappresentanti della Balkan Corona, azienda di import – export. Tra gli ospiti accolti a Bari vi erano il prete ortodosso don Marco Papic, il professore di lettere dell’Università di Belgrado Milorad Vilaret ed alcuni rappresentanti del mondo imprenditoriale e delle associazioni, Nicola Cervino, il famosissimo Joair (controfigura di San Nicola) ed Angelo Legrottaglie (ex funzionario esattoria). Nel corso della giornata, gli ospiti hanno visitato la basilica di San Nicola e al termine dell’incontro c’e’ stato anche unop scambio di doni. I rappresentanti del Consorzio Mediterrae hanno consegnato alcuni prodotti tipici offerti dalla vinicola Donato Giuliani e dalla pasticceria Turchiarulo e Pentassuglia di Fasano, mentre don Marko Papic ha offerto un’icona dell’Angelo Bianco presente nel monastero di Mileseva. “Fu fatto costruire dal re di Serbia Stefano Vladislav I quando ancora era erede al trono, e portato a compimento tra il 1234 e il 1236, subito dopo la sua ascesa al trono. Vladislav, figlio di Stefano Prvovenčani e nipote di Ratsko, passato alla storia come san Sava, vi fece trasferire le spoglie del santo zio nel 1236, dalla città di Tărnovo in Bulgaria dove era morto. Nel 1243 Vladislav fu spodestato e cedette il trono al fratello minore Stefano Uroš I. Si ritirò sulla costa della Doclea, dove visse fino alla morte avvenuta nel1169, e fu sepolto a Mileševa, accanto alla tomba di San Sava. Nel 1377 il suo carattere di luogo di culto dei sovrani serbi fu sottolineato dalla cerimonia d'incoronazione del re di Serbia e Bosnia Tvrtko. Nel 1446 Stefan Vukčić Kosača, governatore della Zahumlje si nominò duca (herzeg) di San Sava: da questo, i suoi domini in cui rientrava anche il monastero, si chiamarono "Erzegovina". Durante la dominazione ottomana, nei confronti delle popolazioni cristiane della Serbia, si procedeva a  repressioni, conversioni forzate e rapimenti di giovani da inserire nel corpo paramilitare deigiannizzeri. Solo i monasteri godevano di una certa autonomia e di una relativa pace. Divennero quindi gli unici luoghi in cui il popolo potesse partecipare alle cerimonie religiose, apprendere la dottrina cristiana e conservare le tradizioni nazionali. La presenza della sepoltura di San Sava, che per i Serbi aveva un valore sia spirituale sia patriottico, fece di Mileševa uno dei più importanti centri religiosi dei Balcani, visitato anche dai sovrani di tutta la cristianità ortodossa, tra cui lo zar di Russia Ivan il terribile. Questa fama indispettì i Turchi, che nel 1594 incendiarono il monastero, trafugarono le spoglie del santo e le bruciarono in piazza a Belgrado. Nel XVII secolo il complesso subì altre devastazioni da parte degli Ottomani a seguito di rivolte popolari. Nel 1557 fu ristrutturato dal patriarca Makarije, ma successivamente, a causa dei continui roghi e delle devastazioni, i monaci abbandonarono il monastero, unendosi alla Grande migrazione dei Serbi (Велика сеоба Срба,Velika seoba Srba) che dal 1690 vide la popolazione in fuga verso i territori della monarchia asburgica. Nel 1857, dopo più di un secolo di declino, quando ormai i Turchi erano stati cacciati ed era nato il Principato di Serbia, le rovine del monastero furono riportate alla luce, e nel 1863 i cittadini di Prijepolje ricostruirono la chiesa e il refettorio. Recentemente, il complesso è stato sottoposto ad un accurato restauro che ha salvato dalla completa distruzione alcuni importanti cicli di affreschi che rendono Mileševa una grande testimonianza dell'arte pittorica sacra medievale serba. L’icona – ha dichiarato Ventrella – la consegneremo nelle mani di mons. Francesco Cacucci. Dopo questo incontro – ha aggiunto – siamo stati invitati dai rappresentanti della Serbia per una visita a fine gennaio nl loro paese mentre per la prossima primavera stiamo organizzando un incontro a Roma.